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All’indomani della promessa di autoconvocarsi a Palazzo Chigi, il Governo ha convocato i sindacati dei metalmeccanici per discutere della vertenza ex Ilva il 19 febbraio prossimo. L’incontro, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, si terrà nella Sala Monumentale di Largo Chigi alle ore 18,15.

Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a Sky Tg24 sulla vertenza ex Ilva, ha risposto con un eloquente “assolutamente no” alla domanda se una soluzione per Acciaierie d’Italia possa essere l’ingresso dello Stato al posto del socio privato ArcelorMittal. “Il socio pubblico Invitalia ha in queste ore un confronto serrato con la società per vedere se c’è una strada – tenuto conto della loro decisione di non metterci un euro – per evitare l’amministrazione straordinaria, ma altrimenti procederemo verso l’amministrazione straordinaria salvando prima – se l’azienda ce lo permette – le società dell’indotto. Ma Acciaierie d’Italia non fornisce le informazioni necessarie per salvare l’indotto” ha affermato Urso (tesi smentita dall’amministrazione delegato Lucia Morselli in audizione in Senato). “Dato che il principale azionista di Acciaierie d’Italia che guida l’azienda, ArcelorMittal, ci ha comunicato che non ha alcuna intenzione di investire in questa azienda, mi pare chiaro che serve invertire rotta e cambiare equipaggio” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy. “ArcelorMittal ha fatto un utile di 5 miliardi, che sarebbe potuto essere migliore se non ci fosse stato l’incidente in Kazakhstan e la svalutazione della loro partecipazione in Acciaierie d’Italia di 1,4 mld. Se questa multinazionale che ha risorse importanti non intende investire un euro sullo stabilimento di Taranto; se lo scorso anno, lo Stato è stato costretto a fare un finanziamento in conto capitale per andare avanti, è chiaro che non possiamo continuare noi a finanziare con risorse pubbliche l’ex Ilva”, ha concluso il ministro.

Mini-slittamento in commissione Industria del Senato alle 8 di domani del termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno e sub-emendamenti all’emendamento presentato dal Governo al Dl ex Ilva. Lo ha comunicato alla Commissione il presidente Luca De Carlo (FdI) spiegando che lo slittamento è collegato all’inserimento della audizione di Acciaierie d’Italia svolta ieri dall’amministratore delegato Lucia Morselli.

2 risposte

  1. Buongiorno
    Il buon Urso non sa che Pesci prendere e che fa: rinvia.
    E’ un anno che rinvia e gira e rigira la frittata sperando che sia un santo a risolvere il problema Ilva di Taranto e realtà annesse.
    Si è dimenticato di quello detto qualche giorno fa, o meglio qualche mese fa.
    Deve essere la demenza senile e la mancanza di memoria breve.
    E intanto 20000 persone sono appese ad un filo e tante aziende dell’ indotto stanno chiudendo
    Complimenti Ministro
    E cosa racconterà ai sindacati nazionali ora
    Quale sarà la favola e soprattutto chi sarà l’orco di turno e chi la verginella.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Il Titanic affonda e i musicanti continuano : Bagnoli bis più vicina , più drammatica almeno a Bagnoli avevano un piano di bonifica e riconversione del territorio ( mai realizzato ). In fondo in un Paese privo di personalità politiche industriali dove da 30 anni ci si è occupati solo di produrre ” artisti di strada ” e servizi (terziario) solo al Nord e dove a livello locale non esiste un tessuto socio industriale capace di strappare con le unghie un piano di riconversione e reindustrializzazione ripartendo anche dalla siderurgia primaria ridimensionata, alla fine ,la montagna Governo non sarebbe in grado nemmeno di partorire un topolino .

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