“Stiamo lavorando per le aziende e quindi per i lavoratori dell’indotto, che è quello che in questa fase che ci preoccupa in vista di una eventualità, molto concreta, di un’amministrazione straordinaria, visto che il confronto tra i due soci, pubblico e privato allo stato non sembra aver sortito la soluzione auspicata della continuità produttiva e del rilancio del sito siderurgico”. Lo ha detto quest’oggi il ministro per le imprese e il Made in Italy Adolfo Urso intervenendo in video collegamento ad un convegno della Cgil Puglia a Bari promosso assieme alla Fondazione Rita Maierotti dal titolo “Politiche industriali. Sviluppo sostenibile e buona occupazione in Puglia”. “Lunedì – ha detto ancora Urso – avremo sia l’incontro con le aziende dell’indotto sia quello con i sindacati metalmeccanici con i quali abbiamo in modo continuativo svolto una interlocuzione per informare gli attori sindacali e produttivi interessati al rilancio del sito produttivo dell’ex Ilva sui passi che ci apprestavamo a fare; nel contempo la prossima settimana inizieranno in commissione le votazione ai due decreti ad oggi integrati, sugli stabilimenti ex Ilva e soprattutto sulle aziende dell’indotto e i loro lavoratori, che abbiamo messo sotto copertura con lo strumento della cassa integrazione e che spero si possa migliorare con il contributo delle forze politiche”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/15/lex-ilva-continuera-ad-avere-il-gas/)
“L’azienda purtroppo non ha fornito ad oggi alcuna informazione estratta dalla loro contabilità in merito alle imprese che possono utilizzare gli strumenti che noi abbiamo messo in campo con quel decreto legge” ha detto ancora il ministro. “Le informazioni sino ad oggi trasmesse – ha spiegato Urso – sono parziali e insufficienti, per esempio non è stata comunicata la composizione del debito e se effettivamente sono crediti certi, liquidi ed esigibili, se eventualmente ci fossero cessioni già effettuate già ad altri istituti, se insistono contestazioni, azioni legali, insomma non hanno fornito le informazioni necessarie per attivare questa procedura. Non è così che si procede tra azienda e l’istituto finanziario, per valutare il credito, altrimenti nessuno può acquisire i crediti che non siano stati valutati, quindi a noi pare non ci sia stata la collaborazione da parte dell’azienda per consentire che i loro fornitori possano utilizzare gli strumenti messi in campo”.
“Abbiamo espresso ai sindacati e alla Cgil, che qui rappresentata ben sa, la nostra volontà, che è la volontà non di questo governo ma di questo paese di mantenere e preservare i suoi asset produttivi, le sue industrie e certamente la sua industria siderurgica per la quale abbiamo un piano che stiamo realizzando che prevedere 4 poli produttivi“. Lo ha detto il ministro per le imprese e il Made in Italy Adolfo Urso intervenendo in video collegamento al convegno ‘Politiche industriali. Sviluppo sostenibile e buona occupazione in Puglia’ organizzato dalla Cgil Puglia. Circa i siti produttivi Urso aggiunge, “stiamo lavorando al polo di Piombino, che stiamo ricostituendo sulla base di due importanti investimenti stranieri, il polo poi di Terni per il quale stiamo definendo il contratto di programma, in generale dobbiamo affrontare con determinazione, come sistema paese, quella che era la piu’ grande industria siderurgica d’europa, ovvero il polo della ex Ilva che, da Taranto alla Liguria agli altri stabilimenti nel nord del nostro paese, puo’ nei prossimi anni, dare le migliori performance”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/13/ex-ilva-la-versione-della-morselli/)