E’ sempre altissima la tensione in merito alla vertenza riguardante la situazione della Fondazione della Cittadella della Carità.

Le organizzazioni sindacali FP CGIL e CISL FP di Taranto, rappresentate dai rispettivi segretari Cosimo Sardelli e Flavia Ciracì, tornano a denunciare “ancora una volta la grave situazione di stallo in cui versa la vertenza Cittadella della Carità. Infatti, a tutt’oggi, alle comunicazioni verbali del 18.12 u.s. in ordine all’affitto di ramo di azienda, nulla è seguito! – affermano i due sindacalisti in una lettera inviata alla Fondazione e al Vescovo di Taranto -. Si viaggia ancora nella incertezza più assoluta, non solo per i lavoratori della Clinica “Arca” e degli ambulatori, ma anche per i dipendenti della rsa “L’Ulivo”. Nessun avvio formale di procedura, incertezza sui nuovi assetti organizzativi e societari, il tutto rimane fermo alle dichiarazioni verbali; la gravità del momento e la delicatezza delle possibili ricadute sociali rende intollerabile tutto ciò!”. “A ciò si aggiunge che, ad oggi, non solo non è stata ancora pagata la seconda tranche della tredicesima, ma non si hanno notizie certe sulla retribuzione di gennaio – denunciano le due organizzazioni sindacali che hanno richiesto un incontro urgente “al fine di affrontare le questioni inerenti il futuro della struttura”. Rendendo noto che, “in caso di mancata convocazione urgente, procederemo ad una manifestazione pubblica nella giornata di venerdì 23 febbraio”.

 

Ricordiamo che, come abbiamo pubblicato la settimana scorsa, l’intero complesso edilizio sanitario appartenente alla Fondazione è finito all’asta giudiziaria (costituito da un terreno pertinenziale, un complesso edilizio sanitario composto da un ingresso portineria, alloggio custode, locali adibiti ad uso foresteria, depositi, cabina elettrica e quattro corpi di fabbrica, per un’estensione pari a 9900 metri quadri): prezzo base pari a 22 milioni di euro, offerta minima di 16,5 milioni di euro. Un passaggio questo scontato, visto che tutto il patrimonio immobiliare della Fondazione è stato pignorato da due istituti bancari, a causa di una voragine finanziaria pari ad un debito di almeno 20 milioni di euro.

Secondo quanto siamo riusciti a ricostruire, in questa settimana doveva essere presentato in tribunale un piano di risanamento del debito che avrebbe come effetto immediato la sospensione di ogni procedura esecutiva (ma siamo come detto nel campo delle ipotesi). Il che non dovrebbe mettere in discussione l’operazione in corso con il gruppo Neuromed, che da dicembre è in trattative per il fitto di ramo d’azienda della casa di cura ‘Arca’ e del Poliambulatorio della Cittadella della Carità. Ad oggi però non si ha alcun dettaglio sul piano industriale (negli ultimi tempi si sono rincorse voci su possibili dimissioni del Cda, dopo quelle dei componenti del Collegio dei Revisori e dell’Organo di Vigilanza, ma anche su questo manca effettiva chiarezza d’informazione), né è stata data informazione sulla procedura per il fitto (non si conoscono infatti i nuovi assetti societari e gestionali), né è stato chiarito il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti pur essendo stato garantito alle organizzazioni sindacali nell’ultimo incontro del mese scorso presso la task Force regionale per occupazione, che nessun lavoratore dei 160 coinvolti dalla vertenza perderà il proprio posto di lavoro.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/10/la-cittadella-della-carita-finisce-allasta/)

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