Primo contatto ieri per Giancarlo Quaranta, appena nominato commissario straordinario di Acciaierie d’Italia e Alessandro Danovi, commissario straordinario di Ilva Spa, che al Mimit hanno svolto una serie di incontri con lo staff del ministero e anche con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che poco prima aveva svolto una informativa al Consiglio dei ministri in merito alla situazione di Acciaierie d’Italia S.p.a..

Il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia, Giancarlo Quaranta, secondo fonti vicino al dossier avrebbe chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di estendere l’amministrazione straordinaria a tutte le società operative del Gguppo (AdI Energia Srl, AdI Servizi Marittimi Srl, AdI Tubiforma Srl). Avanzando anche la richiesta di nomina per un direttore generale, visto il grande caos vissuto dall’azienda. A sua volta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, avrebbe invitato il commissario straordinario a convocare rapidamente i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dell’indotto dell’ex Ilva per ricucire i rapporti sociali che finora sono mancati, fondamentali per l’immediato rilancio produttivo della società. Secondo quanto si apprende, inoltre, nella riunione al Mimit, il ministro Urso avrebbe posto l’accento sulla valorizzazione dei rapporti con le imprese infragruppo con particolare evidenza su Sanac, azienda in salute che oggi versa in una condizione di crisi determinata unicamente dalla cesura delle relazioni con Acciaierie d’Italia, la società’ che gestisce gli impianti ex Ilva. E proprio Fim, Fiom e Uilm hanno inviato ieri una lettera al ministero delle Imprese e del Made in Italy e al commissario di Acciaierie d’Italia, chiedendo un incontro al ministro Adolfo Urso e allo stesso Quaranta “per poter continuare il confronto già’ avviato presso Palazzo Chigi su Acciaierie d’Italia per condividere tutte le soluzioni mirate alla continuità’ aziendale ed al rilancio produttivo e occupazionale”.

Quella di ieri è una giornata che in quale modo si iscrive anch’essa in quelle da ricordare, visto che una fermata ha riguardato AFO4 per attività di manutenzione sulla parte alta del forno, sul piano tubiere e sul campo di colata. La durata prevista della manutenzione è di circa 24 ore, ma per la prima volta dal 1964 il siderurgico tarantino ha fermato la sua attività produttiva a ciclo continuo integrale. E sempre ieri l’amministratore delegato uscente di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, ha scritto al commissario per l’amministrazione straordinaria della società, Giancarlo Quaranta, nominato ieri dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, per formalizzare il passaggio di consegne. Nella lettera a Quaranta, la Morselli sottolinea che “benché non si sia ricevuta alcuna comunicazione formale in merito” alla “nomina quale commissario straordinario di Acciaierie d’Italia, stante la dichiarata efficacia immediata del provvedimento, ci attendiamo un contatto con la massima urgenza per dare corso ad un sollecito passaggio di consegne (avuto particolare riguardo alle attività necessarie per la continuità che la società non può più porre in essere per effetto dello spossessamento)”. “Preghiamo, con l’occasione – conclude – di chiarire le sorti delle altre società’ operative del gruppo, la cui attività’ è ancillare rispetto a quella di Acciaierie d’Italia s.p.a.”.

A mettere pressione ‘positiva’ al neo commissario e al governo è anche Aigi, l’associazione delle aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia. “La ripresa produttiva dello stabilimento siderurgico di Taranto potrà’ avvenire solo quando sarà risolta la vertenza che riguarda le imprese dell’appalto ex Ilva. Imprese che non intendono assistere impassibili al loro fallimento” scrive l’associazione in una nota. “Aigi lancia l’auspicio che il Governo convochi al più’ presto un incontro con Sace, gruppo finanziario controllato dal Mimit, istituti bancari e factoring al fine di comprendere le modalità’ con le quali le imprese potranno cedere, essendo stata decretata l’amministrazione straordinaria, i propri crediti ottenendo subito liquidità e poter così tornare a lavorare e a investire in uno stabilimento che ricominci a produrre in chiave ecocompatibile, perché’ non è possibile pensare che per risolvere il problema Taranto sia sufficiente investire dieci milioni di euro per finanziare la cassa integrazione”. Inoltre, anche l’Aigi ha inviato richieste ufficiali di incontro al neo commissario di Acciaierie d’Italia, Giancarlo Quaranta oltre che al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Infine il Dl ex Ilva sull’amministrazione straordinaria che include il ‘travaso’ del Dl sulla tutela dell’indotto dell’acciaieria approderà’ all’esame dell’Aula del Senato nella settimana da martedì’ 5 a giovedì’ 7 marzo. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo del Senato, come riferito all’Assemblea dal presidente di turno Gian Marco Centinaio. Si tratta di uno slittamento rispetto alla previsione del calendario precedente che fissava l’approdo in Aula la prossima settimana, da martedì’ 27 a giovedì’ 29 febbraio. E proprio il 27 febbraio il tribunale di Milano dovrebbe esprimersi sullo stato di insolvenza di Acciaierie d’Italia: solo allora sarà avviata la procedura di amministrazione straordinaria e sarà possibile ottenere i famosi 320 milioni di euro promessi dal governo, che però saranno una goccia nell’oceano sconfinato di risorse economiche di cui il siderurgico tarantino ha estremo bisogno.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/20/per-lex-ilva-un-ritorno-al-passato/)

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