Il Governo proporrà alla Commissione europea un prestito ponte da 320 milioni per l’ex Ilva. Lo ha reso noto il ministro dell’industria e del made in Italy Adolfo Urso spiegando che ne parlerà domani a Copenaghen in un incontro con la Vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager. “Dobbiamo essere autorizzati a un prestito ponte ed essere sottoposti al vincolo di aiuti di Stato” afferma nel corso del Forum in Masseria. “Il prestito ponte è nella nota della legge, oggi ho presentato gli ultimi emendamenti al decreto-legge che saranno votati la prossima settimana, ormai il quadro legislativo è completo”. Come accaduto in passato, è probabile che la Commissione europea autorizzerà il prestito.

Il ministro ha anche spiegato che nella società non c’è cassa e le materie prime in rada a Taranto non possono essere sbarcate, cosa peraltro nota da tempo e spiegata più volta dal presidente di AdI Holding spa Franco Bernabè e dall’ad Lucia Morselli. Urso ha auspicato che dopo la disponibilità espressa dal gruppo Marcegaglia ad anticipare il pagamento delle fatture, in quanto cliente dell’acciaio di Taranto, “lo facciano anche altri gruppi siderurgici dimostrando che esiste un sistema Paese coeso a difendere, salvare e rilanciare il più grande asset del Paese fondamento dell’industria manifatturiera”. Urso ha anche chiesto alle multinazionali che forniscono a Taranto la materia prima “di fornirla in tempo utile, con la disponibilità ad essere pagate successivamente e anche da alcune di loro la risposta è stata positiva”. Urso ha ricordato che il Commissario straordinario di Ilva ha indicato in pochi mesi il tempo necessario a creare le condizioni per la procedura di pubblica evidenza per la vendita ad un partner. In merito alla possibilità che il partner possa essere italiano, Urso risponde: “Questo non lo abbiamo mai detto; l’importante è che sia un partner che abbia interesse davvero a sviluppare l’impianto siderurgico”. Infine, il ministro ha aggiunto che già in questi giorni sono state registrate più proposte di multinazionali straniere. Nella gara ad evidenza pubblica che sarà varata per la vendita dell’ex Ilva “non ci può essere un confine tra italiani e stranieri”.

Il ministro dell’industria e del made in Italy Adolfo Urso ha poi preannunciato una visita martedì a Taranto “per dare atto di quello che il Governo intende fare con l’amministrazione straordinaria”. Il Governo intende realizzare un piano siderurgico nazionale entro l’estate basato su quattro poli in Italia che sarà spiegato martedì. Il primo è quello delle acciaierie del Nord, afferma il ministro nel corso del ‘Forum in Masseria’, all’avanguardia in Europa nella tecnologia green; il secondo polo è a Terni “con un accordo di programma che arriverà entro poche settimane”. Urso ricorda quindi il polo di Piombino che si caratterizza per due importanti investimenti stranieri in Italia e il quarto polo rappresentato dagli impianti dell’ex Ilva. Il piano definira’ quindi quello che il Governo si attende dagli investitori, italiani o stranieri che siano, per lo sviluppo del più grande polo siderurgico d’Europa.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/22/lex-ilva-puo-avere-un-futuro/)

“La nomina a Commissario straordinario mi ha sorpreso, ma anche una forte spinta ad accettare l’incarico proposto dal ministro Urso”, ha dichiarato nella sua prima uscita pubblica ai microfoni della Tgr Puglia, il neo Commissario straordinario di Acciaierie d’Italia Giancarlo Quaranta. Già fissato l’obiettivo: riportare la produzione ai livelli ottimali e garantire la sicurezza sugli impianti. Sul futuro del siderurgico tarantino, Quaranta esclude l’ipotesi di una statalizzazione. “Siamo già al lavoro su due binari paralleli: intervenire sulle condizioni attuali dello stabilimento e individuare imprenditori privati ai quali vendere gli asset aziendali”, assicura Quaranta. “I tempi dovranno essere quanto più brevi possibili, ma li stabiliremo quando avremo una visione della situazione attuale: parliamo di mesi e non di anni comunque. È certamente importante la concertazione e la convergenza su obiettivi comuni: assicurare la produttività di tutti gli impianti ex Ilva, e quindi dobbiamo remare tutti dalla stessa parte, sia dal punto di vista sociale all’interno dell’ stabilimento con i sindacati e con le città che ospitano queste città, così come con il mondo imprenditoriale rappresentato dalle aziende dell’indotto. Per quest’ultimi dobbiamo trovare il modo per superare questa crisi: adesso l’azienda è rappresentata da governo e quindi da parte di tutti ci deve essere massima responsabilità e fiducia” ha dichiarato il commissario straordinario, che ha incontrato oggi le aziende dell’indotto della società che gestisce gli impianti ex Ilva. Secondo quanto indicato dall’Aigi, associazione che raccoglie la maggior parte delle imprese che lavorano in appalto per AdI a Taranto, “la riunione odierna è stata l’occasione per ‘affrontare le tematiche più urgenti sul tappeto a cominciare dallo sblocco dei crediti pregressi alle aziende dell’indotto, condizione che per Aigi rappresenta il viatico per ritornare a produrre e contribuire al rilancio produttivo dello stabilimento”. La certezza di non perdere i crediti pregressi, per Aigi, “può’ essere garantita attraverso l’istituzione di un tavolo tra Governo, Sace, istituti bancari e indotto strategico al fine di giungere all’applicazione di quanto previsto dal dl 9/24 che prevede la cessione dei crediti in pro-soluto con garanzia Sace”. A tal fine, l’Aigi “ha chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di allargare in questa direzione il tavolo già convocato martedì prossimo in Prefettura a Taranto anche e soprattutto in considerazione della forte preoccupazione espressa dal commissario circa lo stato in cui versa lo stabilimento siderurgico”. “Il Governo ha dato all’amministrazione straordinaria tempi di commissariamento non lunghi, ma il commissario Giancarlo Quaranta ci ha giustamente detto che per andare sul mercato dagli acquirenti privati, si deve far ripartire la macchina”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, dopo l’incontro avuto oggi nella direzione di stabilimento con il commissario Giancarlo Quaranta. Con Toma, c’era anche il presidente di Ance Taranto, Fabio De Bartolomeo. Il commissario in questa giornata si e’ dedicato ad una ricognizione con l’indotto in vista di incontrare lunedi’ mattina i sindacati a Taranto. “E’ stato un incontro molto positivo e sicuramente Quaranta nei prossimi giorni sara’ affiancato da altri commissari dell’amministrazione straordinaria”, ha detto Toma.

E’ stato infine presentato oggi in commissione Industria del Senato dal relatore, Salvo Pogliese (FdI), il preannunciato emendamento al Dl ex Ilva che riguarda le misure che disciplinano l’amministrazione straordinaria. L’emendamento interviene sull’articolo 27 del Dlgs 270/99 che regola le condizioni per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria consentendo l’accesso alle imprese dichiarate insolventi “qualora presentino concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali”: la misura, come spiega la relazione, interviene sulla prima delle condizioni alternative indicate specificando che tale recupero può essere raggiunto non solo ‘tramite la cessione dei complessi aziendali’ (come gia’ previsto) ma anche “dei contratti o dei diritti, anche di natura obbligatoria, aventi a oggetto, in tutto o in parte, gli stessi complessi aziendali‘. Come già programmato, ci sarà tempo per i sub-emendamenti in Commissione fino a lunedì alle 18.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/22/ex-ilva-e-iniziata-lera-quaranta/)

One Response

  1. Non ho capito quale è il piano per Taranto ,ma auspichiamo che non sia l’ennesima presa per i fondelli ..e che il ministro si accorga delle tonnellate di rifiuti in cui versa il perimetro dello stabilimento ,di come il comune e la regione la provincia e chicchessia abbia reso l’intera aerea un vero cesso ,un insulto all’umanità.strade buie ,alberi morti ,colline di loppa ,guardrail rossi ,acquedotto del Triglio a latrina della triglia Ma il ricatto occupazionale copre tutti gli orrori di questa stramaledetta città .

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