La crisi politica delle ultime settimane al Comune di Taranto si riverbera, quasi fisiologicamente anche sul dibattito politico della Provincia di Taranto, visto che Rinaldo Melucci ricopre sia l’incarico di sindaco ( a proposito non si dimette…, ndc) che di presidente della Provincia.
Nelle scorse ore il sindaco di Ginosa, Vito Parisi (M5S) si è dimesso dalla carica di vicepresidente dell’ente di via Anfiteatro dichiarando che: “è ormai da considerare finito quel ciclo politico che era iniziato con l’elezione a presidente della Provincia di Rinaldo Melucci e con la mia successiva nomina a vice. Rispetto a quel periodo, infatti, il quadro è cambiato e serve chiarezza sulle alleanze. Il coordinamento provinciale del M5s, il movimento politico di cui faccio parte, è all’opposizione del sindaco di Taranto, giusto per fare un esempio. E io, non posso non tenerne conto. E poi temendo che la Provincia possa essere usata per riequilibrare alcuni pesi che esistono a Palazzo di Città, preferisco fare un passo indietro. Mi riferisco, infatti, a Italia viva che nell’attuale Consiglio provinciale non è presente ma che ora, invece, potrebbe avere un suo rappresentante considerato il sostegno che ha dato e che dà allo stesso Melucci al Comune di Taranto”.
A seguire il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò (Sud in Movimento) avrebbe espresso la volontà di disertare le urne, visto che per il rinnovo del Consiglio provinciale si voterà il 17 marzo. Una scelta dettata, a quanto pare, più o meno dagli stessi motivi per cui Melucci non è particolarmente “amato” dai suoi colleghi in politica: quel decisionismo (“si fa come dico io”) che lo rende simile ad un piccolo “zar”.
Non a caso lo chiamano “zarino”, cioè piccolo, ma proprio piccolo zar.