Sono due le strade che, in questo momento, si intravedono per l’immediato futuro dell’ex Ilva di Taranto: la dichiarazione dello stato di insolvenza per Acciaierie d’Italia Spa, premessa per l’amministrazione straordinaria già richiesta da Invitalia al Mimit, oppure al contrario l’avvio a livello di gruppo, come chiesto dalla società, di misure protettive che impediscano l’aggressione del patrimonio da parte dei creditori. E su una delle due ipotesi alternative il tribunale di Milano prenderà una decisione entro questa settimana, a quanto si è appreso al termine dell’udienza che si è tenuta questa mattina alla sezione fallimentare, presieduta da Laura De Simone. A richiedere in aula le misure alternative è stata la stessa amministratrice delegata uscente della società, Lucia Morselli, che all’uscita ha preferito non rispondere alle domande dei cronisti. La richiesta al tribunale è quella di tutelare dai creditori tutto il gruppo, composto da Acciaierie d’Italia Spa, AdI Energia Srl, AdI Servizi Marittimi Srl e AdI Tubiforma Srl, che nei giorni scorsi avevano depositato domanda di concordato con riserva (cioè l’ex “concordato in bianco”), con la conseguente richiesta delle misure protettive. Dall’altro lato, invece, il giudice era chiamato a decidere sul ricorso di Invitalia per la dichiarazione di insolvenza della sola Spa (che porterebbe, invece, all’avvio dell’amministrazione straordinaria).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/17/crisi-ex-ilva-strada-sempre-piu-stretta/)

Nel caso in cui il tribunale fallimentare di Milano decidesse per la dichiarazione dello stato di insolvenza relativa ad Acciaierie d’Italia Spa – come richiesto dal socio di minoranza Invitalia per arrivare all’amministrazione straordinaria della società – allora si aprirebbero le porte anche per un’eventuale inchiesta con l’ipotesi di bancarotta (come accaduto anche l’ex Ilva Spa). E’ quanto si apprende da fonti del palazzo di giustizia. I pm della procura milanese, infatti, per ora hanno aperto solo un fascicolo esplorativo modello 45 (cioè senza ipotesi di reato, né indagati), che potrebbe cambiare natura nel momento in cui scattasse l’insolvenza per l’azienda siderurgica. Ad aprire il fascicolo sono state il procuratore aggiunto Laura Pedio che sta lavorando su questo dossier con il collega Pasquale Addesso.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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