La commissione Industria del Senato ha concluso le votazioni sugli emendamenti al Dl ex Ilva. Con l’approvazione del mandato al relatore, Salvo Pogliese (FdI). Il decreto legge approderà martedì prossimo, 5 marzo, all’esame dell’Aula. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 18 marzo, dovrà poi passare all’esame della Camera. Il mandato al relatore ha avuto il voto positivo della maggioranza mentre si sono astenuti Pd e Iv e ha votato contro M5S, come riferito dal presidente della Commissione, Luce De Carlo (FdI).
Fra le novità, vengono rafforzate le tutele per l’indotto: come riferiscono Pogliese e Fausta Bergamotto, sottosegretario al Mimit, è stato approvato l’emendamento che consente di sbloccare quote di avanzo di amministrazione delle Regioni, di fatto permettendo alla Regione Puglia di utilizzare risorse per l’indotto secondo l’ipotesi avanzata dal presidente Michele Emiliano. Nell’emendamento riformulato a prima firma Andrea Martella (Pd) approvato si prevede che “in sede di approvazione del rendiconto dell’anno 2023 da parte dell’organo esecutivo”, le Regioni e le Province autonome “sono autorizzate, previa comunicazione all’amministrazione che ha erogato le somme, allo svincolo di quote di avanzo di amministrazione derivanti da trasferimenti statali, riferite a interventi conclusi o già finanziati negli anni precedenti con risorse proprie, non gravate da obbligazioni sottostanti gia’ contratte e con esclusione delle somme relative alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni”. Tali risorse “sono utilizzate – si specifica – per il finanziamento di misure di sostegno” per le piccole e medie imprese che forniscono beni e servizi a imprese di carattere strategico ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria, “nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato”.
E’ stato approvato anche l’emendamento che riduce dal 50 al 35 per cento la percentuale del fatturato medio complessivo in un periodo non risalente oltre i 5 esercizi precedenti (invece di due come previsto dal testo) per accedere al fondo di garanzia da parte delle imprese interessate. Anche se le associazioni che rappresentano le aziende dell’indotto avevano chiesto la cancellazione della percentuale tout court.
Inoltre, secondo quanto si è appreso al termine dei lavori della commissione, sono state approvato modifiche relative alla prededucibilità dei crediti. In particolare, è stato chiarito il ‘perimetro delle imprese’ interessate. E’ stato precisato che tra queste imprese vanno incluse anche quelle che hanno fornito prestazioni in materia di risanamento ambientale, alla sicurezza e all’attuazione degli interventi in materia di tutela dell’ambiente. Nello specifico, si tratta delle imprese che hanno fornito prestazioni di attività manutentive necessarie a consentire la funzionalità produttiva degli impianti; forniture di ricambi e materiale di consumo necessari a permettere la manutenzione e la funzionalità produttiva degli impianti; servizi di autotrasporto e di movimentazione di attrezzature, prodotti di consumo, materia prima, semilavorati e prodotti finiti, anche all’esterno dell’area degli impianti; servizi in materia di risanamento ambientale, alla sicurezza e all’attuazione degli interventi in materia di tutela dell’ambiente e della salute previsti dal piano di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2014. Sempre in relazione alla prededucibilità, è stato inoltre chiarito che rientrano anche i crediti vantati dalle imprese riferiti a prestazioni di beni e servizi anche ‘non continuative’, così da ricomprendere anche quelle imprese che sono state costrette a interrompere le forniture in favore di Acciaierie d’Italia in ragione dell’accelerazione della crisi.
Via libera della commissione Industria del Senato anche all’emendamento di Vito Pogliese (FdI) che consente l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria per le imprese insolventi che presentino “concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali” non solo come prevede ora la norma “tramite la cessione dei complessi aziendali” ma anche “dei contratti o dei diritti, anche di natura obbligatoria, aventi a oggetto, in tutto o in parte, gli stessi complessi aziendali”. La Commissione ha approvato inoltre un emendamento riformulato a prima firma Andrea Martella (Pd) che prevede che “il commissario straordinario, entro sei mesi dal provvedimento di ammissione, comunica il piano industriale al ministero delle Imprese e del Mada in Italy”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/27/salvare-lex-ilva-e-prioritario/)
Il commento di AIGI: “Il via libera da parte della Commissione Industria del Senato all’emendamento che prevede la possibilità di utilizzare avanzi di amministrazione per sostenere le imprese dell’indotto, rappresenta un primo passo verso la risoluzione delle gravi problematiche di carattere finanziario delle nostre imprese che vantano crediti milionari da parte di Acciaierie d’Italia spa, ora in amministrazione straordinaria. L’approvazione degli emendamenti che riguardano l’indotto ex Ilva è il frutto del lavoro che abbiamo compiuto nelle ultime settimane con i tecnici del Governo sempre disponibili al confronto.
Attendiamo la conversione in legge del dl 9/24 per poter esprimere un giudizio più compiuto, ma ora è più che mai urgente la convocazione del tavolo tecnico finanziario con Sace, istituti finanziari, Ifis e indotto territoriale che potrebbe essere convocato nelle prossime ore. In quella sede potremo comprendere meglio l’applicazione della garanzia da parte del Gruppo assicurativo finanziario direttamente controllato dal Mi.Mi.T. sulla cessione del credito pro soluto ad istituti bancari.
Attendiamo, inoltre, che il Governo attui il blocco dei finanziamenti, degli oneri fiscali, previdenziali e del Durc in modo da alleggerire la pressione fiscale a carico delle aziende e permettere una ripresa che diversamente sarebbe impossibile”.
Buongiorno
Alla fine vedremo cosa verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale e ci renderemo conto che saranno solo chiacchiere, solo che carnevale è passato da un bel po’ di tempo e la crisi dell’ indotto Ilva e degli autotrasportatori Tarantini sarà irreversibile.
Ma non è un problema.
Ci saranno altri che ci sostituiranno e la ruota continuerà a girare e stritolerà altri imprenditori.
Buona fortuna a tutti
Saluti Vecchione Giulio