Con 84 voti favorevoli, 27 contrari e 30 astensioni (hanno votato a favore i gruppi di Azione e Autonomie mentre si sono astenuti, invece, Italia viva e Pd, contrari Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) l’Assemblea ha approvato il ddl n. 986 di conversione del d-l n. 4/2024 sull’amministrazione straordinaria delle imprese di carattere strategico, illustrato nella seduta odierna dal relatore, sen. Pogliese, nel testo proposto dalla Commissione 9a che ne ha concluso l’esame il 29 febbraio. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. Il testo regola la possibilità di accesso alla procedura di amministrazione straordinaria e il prestito ponte di 320 milioni nel 2024 per Acciaierie d’Italia (su cui dovrà pronunciarsi l’Unione europea). E’ confluito in questo provvedimento anche il Dl che contiene misure a tutela delle imprese dell’indotto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/03/01/acciaierie-ditalia-e-fallita/)
Il decreto è stato pubblicato sull’edizione n. 53 della Gazzetta Ufficiale di ieri 4 marzo, all’art. 1 prevede che la società venga ammessa, con decorrenza immediata, alla procedura di amministrazione straordinaria, dopo aver preso atto di quanto dichiarato da Invitalia nell’istanza in ordine al fatto che pur sulla base del limitato corredo informativo disponibile, risulta evidente come oggi ADI si trovi nella oggettiva ed ormai irreversibile impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, risultando così integrato l’ulteriore requisito dello stato di insolvenza (come poi stabilito anche dal tribunale di Milano).
Per stessa ammissione di ADI, essa non dispone di risorse proprie sufficienti per far fronte ai propri debiti e sostenere la continuità di impresa (né, allo stato, risulta praticabile l’eventualità di un apporto di risorse in ADI) da parte dei soci.
Rispetto al testo iniziale, sono stati approvati alcuni emendamenti. In uno in particolare, presentato dal Pd, è previsto l’obbligo per i commissari di redigere e comunicare entro sei mesi al ministero delle Imprese il nuovo piano industriale. Sempre su proposta del Pd, è stato previsto l’abbassamento della soglia per accedere alla liquidità per le imprese dell’indotto. Per sostenere queste ultime, è stata anche prevista possibilità di utilizzare gli avanzi di bilancio dell’amministrazione regionale.
Proprio sulla difficile situazione dell’indotto continuano gli incontri tra le imprese, il ministero delle Imprese e del Made in Italy e Sace. “Da parte del Governo e della struttura commissariale c’è la piena disponibilità a trovare una soluzione che debba essere dirimente per il salvataggio dell’indotto”, ha dichiarato Fabio Greco, presidente di Aigi (associazione dell’indotto di Taranto) dopo i colloqui di questa mattina Mimit e Sace. “Inoltre, l’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia è stata messa nelle condizioni di andare oltre la normativa applicabile a condizione che venga garantita la continuità aziendale. Per questo Aigi ha chiesto la sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa. Auspichiamo dunque una soluzione appropriata a breve che preveda la salvezza dell’indotto, dei suoi lavoratori e la ripresa produttiva dello stabilimento”, ha continuato Greco. Procedono intanto, parallelamente, anche gli incontri con la struttura commissariale per definire la certificazione dei crediti dell’indotto, quando nei prossimi giorni è previsto un nuovo vertice con Sace, istituti bancari e banca Ifis.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/20/per-lex-ilva-un-ritorno-al-passato/)