Per l’ex Ilva ci sono cinque multinazionali interessate“. E’ quanto ha affermato Adolfo Urso, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel corso dell’incontro con i lavoratori e i sindacati dell’Ilva di Genova. Il ministro ha spiegato che “qualunque investitore entrerà verrà applicata la norma del golden power la procedura per cui il governo può porre dei divieti – in alcuni casi – o prescrizioni per garantire il livello produttivo e gli investimenti”. “Ci sono diverse società multinazionali che hanno mostrato interesse a partecipare”, ha aggiunto il ministro nel corso di un punto stampa. “Le condizioni delle siderurgie europee ci rendono convinti che l’Italia possa diventare un soggetto importante in Europa”. Incalzato dai cronisti il ministro non ha voluto svelare l’identità dei soggetti che si sono fatti avanti per acquisire l’ex Ilva di Taranto. “Si sono presentati in forme diverse cinque soggetti”, si e’ limitato a ribadire il ministro aggiungendo che “a Piombino con i lavoratori ho presentato due soggetti internazionali che investiranno lì attraverso due accordi. A Piombino abbiamo fatto convivere due progetti diversi tra loro: quello indiano e quello ucraino. Penso che questo sia un modello da applicare anche in questo caso”. Urso e’ tornato anche sulla questione del goden power. “Ho lavorato con il governo per migliorare il contesto del golden power che oggi si è allargato come perimetro. Lo stiamo usando con saggezza ma non per dire no a un investimento ma per creare le condizioni dell’investimento. E’ accaduto a Whirpool e sicuramente accadrà anche per la siderurgia italiana”.

Siamo al lavoro sul piano industriale” ha detto ancora Urso, ricordando che “a Bruxelles ho incontrato il commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, a cui ho illustrato le nostre intenzioni sull’Ilva e per farci autorizzare il prestito ponte, autorizzando quindi le risorse indirizzate con il Dl ex Ilva che i prossimi giorni sarà convertito dal Parlamento. Il prestito ponte di 320 milioni di euro per l’ex Ilva sarà disponibile una volta che arriverà il via libera Ue e per ottenerlo i commissari di Acciaierie d’Italia devono predisporre un piano convincente, che dimostri come il prestito ponte potrà essere restituito nei tempi previsti. E’ una garanzia per i lavoratori per il rilancio produttivo dell’azienda – ha aggiunto – nel contempo dobbiamo preparare le condizioni per la nuova procedura pubblica per l’assegnazione degli impianti”. Urso, parlando ai lavoratori, ha fatto una panoramica su quanto fatto fino ad ora sul dossier: “Abbiamo realizzato il decreto Ilva che è in dirittura di arrivo e con il quale verranno garantiti i primi finanziamenti per fare quello che serve subito: la manutenzione impianti nel rispetto dell’ambiente. Abbiamo anche lavorato per ricostruire un rapporto positivo con i fornitori di materie prime e alcuni hanno accettato il deferimento dei pagamenti; e anche nei confronti dei clienti che hanno deciso di pagare in anticipo le fatture prima della scadenza. L’obiettivo – ha concluso il ministro – è quello di assegnare l’azienda a nuovi soggetti con condizioni chiare e con la convinzione che si possa rilanciare l’attività“. “Se è possibile farlo a Piombino, lo si può fare anche altrove e quindi anche a Genova e a Taranto” ha infine risposto il ministro a chi gli chiedeva se stesse pensando di rivedere il perimetro delle aree produttive del sito siderurgico. “I lavoratori chiedono che le aree restino produttive. L’obiettivo è mantenere le aree produttive, magari non la stessa produzione ma l’importante è che restino attività produttive”.

“Sta per partire a breve una mappatura degli impianti dell’Ilva per capire gli interventi da fare” ha invece affermato Giancarlo Quaranta, uno dei commissari nominati dal governo per il salvataggio dell’Ilva, nel corso dell’incontro con i lavoratori e i sindacati dell’Ilva di Genova. Il commissario ha specificato che questa mappatura servirà per capire quali impianti “necessitano di una manutenzione ordinaria e quali invece di una straordinaria. In questo contesto è importante il coinvolgimento di tutti i lavoratori. Le risorse che stanzierà il governo verranno usate al meglio per accelerare la fase del recupero degli impianti”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/03/01/acciaierie-ditalia-e-fallita/)

One Response

  1. Buonasera
    Per il ministro Urso ci sono cinque società interessate alla Ex Ilva di Taranto.
    Secondo me e tanti altri coinvolti nel crack ADI non c’è nessuno che verrà ad invischiarsi nel ginepraio di Taranto fino a quando non verrà dissequestrata l’ area a caldo e resa insequestrabile da nuovi provvedimenti della magistratura tarantina.
    Per il resto l’amministrazione straordinaria potrà operare solo pagando le forniture cash senza se e senza ma.
    Ormai non c’è più alcuna fiducia verso i politici, verso lo stato italiano e verso lo stabilimento.
    In conclusione sono solo chiacchiere a vuoto, e se non ci sono soldi veri si può solo chiudere.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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