“In questa fase amministrativa del Comune di Taranto non si riesce quasi mai ad ottenere incontri che riguardano tanti lavoratori che operano in condizioni inaccettabili e situazioni che vanno risolte con estrema urgenza”. E’ l’ultima denuncia in ordine di tempo dei Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas.

“Sono situazioni note a tutti di quanto da anni sta accadendo nel mondo del lavoro tarantino ed in particolare per quel che riguarda gli appalti comunali e quelli delle aziende partecipate del comune: part-time da fame, aziende talvolta inaffidabili, applicazione di contratti collettivi nazionali non rispondenti al tipo di servizio, massimi ribassi assurdi che si scaricano sulle condizioni economiche e lavorative dei lavoratori e che in alcuni casi, come è accaduto recentemente a Firenze, provocano la morte dei lavoratori e su questo si piangono lacrime di coccodrillo – afferma Salvatore Stasi -. A fronte di ciò si fanno dei concorsi farsa come quello di Kyma Ambiente che tutti sanno come è finito, mentre c’è una platea di lavoratori che da più decenni hanno consentito addirittura la fuoriuscita dal dissesto del Comune di Taranto, nelle condizioni sopra descritte, di salari da fame condizioni lavorative assurde e nessuna prospettiva di stabilizzazione, sballottati da una azienda ad un altra, talvolta inaffidabili, come palline di ping-pong, come fossero carne da macello. Ma nonostante ciò a tutt’oggi questi lavoratori garantiscono un servizio perfetto a costo di ogni sacrificio ed in questo senso qui si vuole portare l’esempio dei lavoratori che operano nei mercati dal Me.Ta, ai mercati giornalieri ed a quelli settimanali: se i nostri concittadini e gli operatori del Me.Ta possono frequentare questi mercati in condizioni di eccellenza igienico-sanitaria è solo merito di questi lavoratori”.

Per questi motivi i Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas “sin dal 2020 ha posto all’Amministrazione queste problematiche dando anche la soluzione: l’internalizzazione dei servizi da affidare alle proprie società partecipate. Questa soluzione, che è prevista da leggi nazionale e regionali, dove è stata applicata ha consentito di dare dignità al servizio ed ai lavoratori, e di risparmi per le Amministrazioni e contemporaneamente ha evitato clientelismo, raccomandazioni, ed anche di peggio. Dal 2020 ad oggi il percorso di confronto con l’amministrazione Comunale, con le variazioni che nel tempo si sono succedute, ha incontrato diversi ostacoli e ciò non fa meraviglia osservando tutto quanto qui da noi denunciato”. “Solo non molto tempo fa è stata approvata da Consiglio Comunale una mozione (presentata dal consigliere comunale Paolo Castronovi) che prevedeva, prima di continuare ad esternalizzare i servizi, di esperire il tentativo di internalizzare i servizi affidandoli alle proprie società partecipate. Guarda caso dal giorno di tale mozione, mai nessuno ha consultato le società partecipate e si è continuato con gli appalti, come se quella mozione non esistesse! Da ciò si deduce che si vuole continuare a tutti i costi con questo inaccettabile sistema degli appalti, nonostante ciò che di scandaloso è accaduto e sta accadendo sotto gli occhi di tutti”.

Pertanto i Cobas del Lavoro Privato/Confederazione Cobas, visto che il 29 febbraio scorso ha formulato richiesta di incontro urgentissima “per tali problematiche e che a tutt’oggi non si è avuto riscontro, preannuncia che se non sarà convocata a stretto giro di posta per il confronto sulla internalizzazione per metterla in pratica, ricorrerà a tutti i mezzi necessari affinché si dia ai lavoratori attualmente in appalto la dignità e la stabilizzazione e contemporaneamente fare pulizia di quanto inaccettabile è accaduto e continua ad accadere, e si inizierà già dalla settimana entrante con un presidio presso l’assessorato al patrimonio sul piazzale Bestat per essere ricevuti e confrontarci sulle proposte da noi presentate”.

(leggi tutti gli articoli dei Cobas del Lavoro Privato https://www.corriereditaranto.it/?s=cobas+lavoro+privato&submit=Go)

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