La Gioiella Prisma Taranto ha voltato subito pagina. Dopo aver festeggiato la salvezza (la terza consecutiva in Superlega) è partita la nuova rivoluzione tecnica: via uno dopo l’altro Russell, Gargiulo, Trinidad, Raffaelli, Sala, coach Travica, Ekstrand e Jendryk, a conferma che evidentemente l’annata non è stata poi così tanto positiva come l’ha definita il direttore generale del club, Vito Primavera, in un’intervista di qualche giorno fa al “Corriere dello Sport – Puglia”.

Dalle parole del dirigente della Prisma Volley non si evince alcun “mea culpa” per alcune scelte dello scorso mercato estivo che non si sono rivelate all’altezza della situazione. Si sono citati i due giocatori statunitensi ; l’opposto Russell ed il centrale Jendryk (nono nella classifica dei migliori centrali di Superlega) dai quali ci si attendeva qualcosa di più, non menzionando, invece, il palleggiatore Trinidad che ha rappresentato una delle maggiori delusioni, considerato il curriculum del giocatore.

Lo stesso Primavera ha parlato di inesperienza della sua squadra – “troppi esordienti in Superlega”, dimenticando forse queste sue dichiarazioni a proposito di Russell (classe 1993)“: Ha una buona esperienza internazionale e sa essere versatile. Abbiamo optato per questo tipo di giocatore che potrà essere il solido punto di riferimento nella diagonale maggiore”, o di Jendryk (classe 1995): “Centrale di fama mondiale per le sue presenze nella Nazionale Usa e per le sue numerose esperienze professionali importanti all’estero, dove ha ben figurato ovunque sia andato”.

La Gioiella Prisma Taranto edizione 2023-2024 non era proprio una squadra inesperta se consideriamo che titolari hanno giocato, oltre ai due citati americani, anche il palleggiatore spagnolo Trinidad (classe 1993), lo schiacciatore Lanza (classe 1991) e Rizzo (classe 1990).

Ed a proposito di giovani, giusto il ragionamento di voler essere un club che valorizza giovani talenti (nel recente passato Gironi, Di Martino, Laurenzano, Stefani e per ultimi Gargiulo e Gutierrez) ai quali viene data la possibilità di giocare e di sbagliare. E allora perché un 2003 come lo schiacciatore svedese Ekstrand nella stagione appena terminata, al suo secondo anno in rossoblù, è stato lasciato sempre in panchina?

Ma adesso il futuro incombe e la scelta dell’esordiente, in Superlega, Boninfante riannoda il filo interrotto con l’esonero dell’altrettanto esordiente Mastrangelo e l’arrivo in corsa del “vecchio” Ljubo Travica. Un progetto giovani che sicuramente strizza l’occhio alla sostenibilità economica (non si può competere da questo punto di vista con almeno otto club), affidato ad un allenatore emergente, che da giocatore (514 presenze in serie a) ha conosciuto bene quanto è competitivo il massimo campionato italiano di pallavolo.

Magari si tornerà a puntare sugli atleti italiani (l’opposto Bovolenta da Ravenna, ad esempio, il ritorno dello schiacciatore/opposto Gironi da Piacenza, il centrale Tondo da Catania) come fece coach Di Pinto nella stagione 2021/2022 (un solo straniero in campo, Joao Rafael, contro i 4 della stagione appena trascorsa ed i tre della stagione precedente), aggiungendoli agli esperti Lanza, Rizzo e Alletti, in odore di riconferma.

 

 

 

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