Alquanto curiosa la vicenda dell’area sosta per il turismo itinerante al Solito Corvisea: ogni volta, giunti a un passo dal buon esito, ecco che tutto viene messo in discussione e si ritorna indietro, lasciando il tutto nell’abbandono. Con buona pace di chi vuol solo promuovere il turismo itinerante in città, quale lo scopo principale del Club Campeggiatori “Nino D’Onghia” di Taranto presieduto da Mario Sebastiano Alessi. Ve ne riproponiamo le tappe principali.
“Il turismo itinerante, principalmente, attraverso l’uso dei camper è molto praticato, oltre che in Italia, in tutt’Europa e nel mondo – premette – e ogni comune si premura di predisporre apposite aree dove i mezzi possano sostare, mettendo a disposizione gli allacci per i servizi essenziali. Il passaparola fra i camperisti, che valutano il livello di accoglienza, è il miglior modo per la promozione turistica. Purtroppo Taranto da tutto ciò è esclusa, con nostro grande rincrescimento, nonostante i nostri sforzi”.
Il presidente del Club Campeggiatori racconta che il tutto risale al lontano luglio 1998 con cui l’allora sindaco Mimmo De Cosmo, unitamente all’assessore Giuseppe Scarlino e al progettista arch. Vincenzo De Palma, annunciarono l’apertura di due cantieri a seguito progetti finanziati nell’ambito dei P.O.M. (Programmi operativi plurifondo), di cui uno riguardava la realizzazione di un’area di sosta camper per il turismo itinerante, individuata in via Mascherpa nei pressi dell’imbocco per il Punta Penna. L’area fu realizzata ed inaugurata nel 2000 affidandola in gestione ad un privato che, a seguito di una destinazione d’uso diversa ed alcune problematiche anche di carattere giudiziario emerse in seguito, dovette lasciare dopo circa tre anni. Per evitare l’abbandono del sito, nell’aprile del 2004 (giunta Di Bello) fu data la disponibilità del sito al Club Campeggiatori Jonici in comodato d’uso gratuito. A seguito poi del dissesto, nel 2007 fu tutto annullato e si chiese all’associazione un canone mensile di 5.330 euro, oltre ai consumi di energia elettrica. Tale richiesta, per impossibilità di farvi fronte, venne rifiutata e l’area ricadde nel più totale abbandono, oggetto negli anni a seguire di continui atti di vandalizzazione e furti (infissi, arredi, cavi elettrici e quant’altro). Il problema dell’area camper fu così accantonato nonostante moltissimi tentativi per cercare di riprendere l’argomento con gli organi istituzionali del Comune e di altri enti locali.
“Nel 2013, con il sindaco Ippazio Stefano – prosegue il presidente Alessi –si cominciò a dialogare in modo più incisivo attraverso comunicazioni, incontri e la consegna di una nostra relazione protocollata il 7 luglio 2016, finalizzata a far comprendere l’importanza dell’area camper quale mezzo di promozione turistica della città, ancor più degli introiti rivenienti alla sosta dei mezzi e della necessità, e l’opportunità che fosse l’ente pubblico ad occuparsi di ristrutturazione e gestione, troppo costosa per il privato. E di questo si ebbe la riprova con vari tentativi di bandi di gara andati deserti. Così la rivitalizzazione e la gestione dell’area di sosta fu affidata all’Amat (attuale Kyma Mobilità), con delibera del 3 aprile del 2017”.
“Scaduto il mandato di Stefano – continua Alessi – della questione fu interessata la giunta guidata dal sindaco Rinaldo Melucci che confermò l’affidamento all’Amat-Kyma Mobilità con il cui presidente, Giorgia Gira, con la quale si riuscì finalmente a concretizzare un progetto coperto finanziariamente con successivo contratto di appalto assegnato ad un’azienda di Gravina di Puglia. Tutto pronto, quindi, per aprire il cantiere, ma non se ne fece più nulla, per la caduta della giunta. Alla rielezione di Melucci, il Club Campeggiatori tornò alla carica con il sindaco e Kyma Mobilità, con il nuovo presidente Alfredo Spalluto. Questi, con nostra grande sorpresa, attraverso la consulenza di un ingegnere di fiducia, stabilì che il progetto di ripristino dell’area era sbagliato. Quindi, tutto da rifare!”.
Sconforto, quindi, per l’associazione, che fu sul punto di abbandonare ogni speranza. “Un aiuto venne però dal direttore di ‘Porte dello Jonio’, dott. Mauro Tatulli, anche lui camperista d’esperienza – riferisce Alessi – il quale concesse di far sostare i mezzi in un’area delimitata del parcheggio del centro commerciale dove, pur in mancanza dei servizi e con accesso soggetto ad orari precisi, era assicurata la vigilanza. Ci dovemmo così accontentare”.
E via Mascherpa? “Secondo notizie a noi pervenute, sembra che la destinazione possa essere oggetto di un cambiamento, non sappiamo quale. Ma non per questo ci dobbiamo rassegnare – conclude Alessi – Ma se così fosse, concentreremo la nostra attenzione su un’altra proposta alternativa, altrettanto valida, che porti finalmente a realizzare l’area di sosta camper a Taranto. Se il Comune mostrerà adeguata sensibilità, provvedendo a questa opera necessaria per il turismo dell’abitare viaggiando, la telenovela potrebbe finalmente avere l’auspicata e tanto attesa felice conclusione”.



