Come già anticipato nei giorni scorsi quattro strutture in legno a cui sarà dato fuoco la sera del 19 marzo sono state posizionate nell’area della Rotonda del Lungomare.
Realizzate a Grottaglie dagli “Amici della Fo’cra”, associazione coinvolta nell’iniziativa dell’Amministrazione comunale per la sua comprovata esperienza nella costruzione e nella gestione di pire, i moduli resteranno esposti sino alle 10.00 di martedì 19 marzo, dopodiché saranno trasportati nei quattro quartieri cittadini individuati per dare vita ad un rito che unisce la spiritualità religiosa a quella che è una festa di popolo.
L’accensione dei falò non avverrà in contemporanea, ma seguirà una tempistica ben precisa. Il primo modulo, collocato nel quartiere “Tramontone”, in via Mediterraneo, sarà dato alle fiamme alle ore 19.30. Mezz’ora dopo, alle 20.00, toccherà alla struttura posizionata al rione “Salinella”, nella zona del mercato. Alle 20.30 sarà accesa la pira sistemata al quartiere “Tamburi” (nei pressi delle cosiddette “case parcheggio”), mentre l’ultima (con accensione prevista alle 21.00) sarà quella collocata al quartiere “Paolo VI”, nel piazzale della Chiesa Corpus Domini.
Intanto come da tradizione sarà festa in Città vecchia, giù alla “marina”, per la ricorrenza di San Giuseppe, cui è intitolata la chiesa in via Garibaldi. Le celebrazioni si svolgono a cura della parrocchia basilica cattedrale e dell’arciconfraternita intitolata al “santo vecchierello” (commissario arcivescovile, il cav. Antonio Gigante), fondata nel 1639.
Quella di San Giuseppe è l’unica superstite delle quattro chiese esistenti sino alla metà degli anni trenta tra via Garibaldi e via Di Mezzo: “vittime” del piccone fascista furono quelle della Madonna della Pace, dello Spirito Santo e di San Marco.
Il programma della festa prevede per lunedì 18, nel salone dell’oratorio, alle ore 18.30, la benedizione della pittoresca “tavola di San Giuseppe”, con pietanze tradizionali preparate dai devoti.
Martedì 19, sante messe si terranno alle ore 9.30 e 11, quest’ultima con la benedizione del pane. Alle ore 17.15 si snoderà la processione con la statua portata a spalla dai confratelli nel tradizionale abito di rito violaceo. Questo l’itinerario: via Garibaldi, via Sant’Egidio, via Di Mezzo, pendio La Riccia, piazza Castello, via Duomo, con sosta nella basilica cattedrale per la santa messa celebrata dal padre spirituale dell’arciconfraternita mons. Emanuele Ferro.
Al termine, la processione riprenderà per via Duomo, pendio San Domenico, via De Tullio, piazza Fontana, via Garibaldi e rientro in chiesa. Al termine, sagra popolare con degustazione dei tradizionali tubettini con le cozze. Presterà servizio la Grande Orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci.
*credit foto Paolo Occhinegro

La tradizione dei falò è un’altra cosa. Fatta in questo modo è come dire al ladro ti metto da parte quello che puoi rubare e vieni alle 19 in punto che non ti vede nessuno. Meglio abolirla visto che ha perso di spontaneità e attivismo dei ragazzi nel procurarsi la legna in campagna con gli stralci delle potature. Col tempo si sono accesi mobili in disuso altamente inquinanti, non trovando niente di meglio. Perciò meglio eliminare i falò che avevano senso nella civiltà rurale quando erano anche un’occasione di socialità.