L’associazione “L’Obiettivo” ha realizzato un progetto di promozione della lettura presso l’Auditorium del Padiglione Vinci. Gestirà il servizio bibliotecario dedicato ai ricoverati del SS. Annunziata e rivolto a tutti coloro i quali vorranno beneficiare del servizio. Il servizio bibliotecario nelle sedi ospedaliere tarantine è gestito dall’Associazione no profit che da oltre dieci anni opera nella città jonica e nella sua provincia e si occupa della promozione della cultura in generale, oltre che della promozione sociale.
Abbiamo chiesto a Francesca Paola Simon – presidente dell’Associazione di cui sopra – come è nata l’idea della “Biblioteca in Ospedale”.
Le sue parole: “L’idea nasce nel 2014. Noi siamo partiti con l’obiettivo di diffondere di nuovo l’utilizzo del libro cartaceo e quindi proprio l’uso della lettura nei luoghi più disparati, ovunque. Abbiamo iniziato dalla spiaggia perché noi siamo partiti con un progetto denominato ‘Biblioteca sulla spiaggia’. In seguito, anche per via di situazioni che ci hanno toccato da vicino per cui abbiamo vissuto il luogo ospedaliero, abbiamo pensato di offrire qui un servizio di lettura che possa essere, in qualche maniera, anche consolatorio per i degenti, le famiglie e successivamente anche per gli operatori ospedalieri”.
Oltre al servizio prestito dei libri, ci saranno degli spazi dedicati alla lettura?
“Qui in Auditorium disporremo di tavolini per leggere e poi ci sarà la possibilità di chiedere in prestito libri e restituirli come avviene in qualsiasi libreria”.
La biblioteca sarà aperta il lunedì e il giovedì, dalle ore 9:30 alle ore 12:30, agli utenti e alla cittadinanza, tutta. Il mercoledì pomeriggio invece i volontari si recheranno nei reparti ospedalieri per fornire prestiti dei libri ai degenti. Il responsabile della biblioteca, Arturo Simon, ha evidenziato che nel 2016 vi era già una piccola biblioteca presso il Santissima Annunziata. In un piccolo locale avevano in dotazione soltanto 560 libri e in quell’anno hanno iniziato a distribuire libri direttamente nei reparti. Dopo la COVID-19 si sono dovuti fermare ma nel frattempo hanno acquistato una serie di libri sino a raggiungere la cifra di oltre 10.000 libri. Esclusi i 3.500 in deposito: “Con i fondi del Ministero – ha proseguito Simon – oltre ad acquistare i libri, abbiamo comprato gli scaffali e gli armadi. Abbiamo avuto questa possibilità, da parte del direttor Gregorio Colacicco e del presidente Emiliano, di avere questo locale per adibirlo a biblioteca che può essere fruibile dagli studenti di medicina, dall’ospedale e dai semplici cittadini. Questo è importante perché la visione è quella dell’ospedale che si apre alla città. L’ospedale cosa fa? Tiene gli ammalati e gli ammalati non devono essere un risultato di chiusura dato che la malattia è di tutti, fa parte della vita. È fondamentale ritenere che tutti i cittadini abbiano la possibilità di vivere la malattia in un’altra maniera dato che nel progetto è incluso anche un cineforum, un’attività teatrale e la presentazione di libri quindi è fondamentale questa visione anche in ottica futura. Abbiamo, forse, la possibilità di trasferirci nel nuovo ospedale”. Simon ha concluso il suo intervento sottolineando che il progetto è stato realizzato soltanto con l’aiuto dei volontari perché non hanno avuto ulteriori fondi. La catalogazione di oltre 10.000 libri non è stata semplice come non è semplice andare nei reparti ad insistere per leggerne uno dato che tanta gente non vuole leggere.
Dal 2017 sono operativi altri punti di lettura presso l’Ospedale Moscati nella sala d’attesa di Oncologia e dal 2019 in quella di Radioterapia e anche nel reparto di Oncoematologia. Ci sono centinaia di volumi a disposizione delle persone che sono lì per terapia, dei loro accompagnatori e anche del personale. In conclusione, il Direttore Generale Gregorio Colacicco, ha affermato che i libri diventano strumenti in grado di sostenere i degenti e la lettura può essere un’attività capace di dar sollievo e distrarre le persone ricoverate ma anche ridurre l’ansia dell’attesa per le persone in fila al CUP o per le prestazioni sanitarie.

