E’ stato avviato a febbraio il PAUR (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) per il progetto che prevede la “Realizzazione dell’impianto di dissalazione delle acque salmastre delle sorgenti del Tara”. Il procedimento estremamente ampio e complesso, che ha come presupposto la necessaria sottoposizione a VIA del progetto da approvare, ma che ha ad oggetto il rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie non solo alla realizzazione, bensì anche all’esercizio del progetto. Attualmente è in corso la verifica di completezza documentale. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/11/08/il-dissalatore-di-taranto-quanto-sara-green/)

Il progetto è inserito sia nel programma degli interventi (PdI) approvato dall’Autorità Idrica Pugliese (AIP) il 28/06 2018 che nel Piano d’Ambito (PdA) 2020-2045 è stato approvato il 13/03/2023. Il progetto di Fattibilità Tecnico ed Economica (PFTE) è stato approvato con Determinazione di Conclusione della Conferenza di servizi del 18/01/2021. La conferenza si è conclusa con espressione positiva rispetto alla strategicità dell’opera e con la presa d’atto della necessità di variare tracciati, modalità realizzative delle condotte, nonché la previsione di futuri potenziamenti dell’impianto, al fine di ottemperare a tutte le condizioni espresse dagli intervenuti. Il PFTE posto a base di gara ha recepito sia le prescrizioni della CDS che la necessità di adeguamento del tracciato delle condotte a seguito del diniego del Tribunale di Taranto per l’accesso all’area dell’ex discarica Mater Gratiae. A seguito di procedura aperta avviata da Acquedotto Pugliese, la progettazione definitiva ed esecutiva e l’esecuzione dei lavori per la “Realizzazione dell’impianto di dissalazione delle acque salmastre delle sorgenti del Tara” sono stati affidati al costituendo R.T.I. tra: C.I.S.A. S.P.A. (mandataria, società che gestisce la famosa discarica di Massafra, oltre ad aver acquistato nel 2018 tramite la controllata Lutum l’ex discarica Vergine che ha chiesto di riaprire), SUEZ ITALY S.p.A. (mandante), SUEZ INTERNATIONAL S.A.S. (mandante), EDIL ALTA S.R.L. (mandante), ECOLOGICA S.PA. (mandante), con provvedimento di aggiudicazione del 25/09/2023, per un costo pari a quasi 82 milioni di euro, al netto del ribasso d’asta, di cui 27 finanziati dal PNRR. Anche se nella relazione generale del progetto, redatta due anni fa, si leggeva che le somme a disposizione dell’amministrazione ammontavano appena a 16 milioni di euro. Il collaudo e l’entrata in esercizio sono previsti entro giugno 2026.

Il progetto del dissalatore (a osmosi inversa) del fiume Tara di Taranto, è considerato dalla Regione Puglia e dall’Acquedotto Pugliese una delle più importanti opere a livello nazionale ed europeo, ed è previsto che produrrà a regime fino circa 60.000 m3/giorno di acqua potabile, circa cinque volte il quantitativo prodotto dall’Impianto di dissalazione ad uso industriale installato presso la raffineria Sarlux, che, ad oggi è il più grande d’Italia. L’acqua prodotta dal dissalatore sarà inviata, attraverso una condotta interrata della lunghezza di circa 14 chilometri ad un serbatoio extraurbano di 200mila metri cubi nella città di Taranto, collegato alla rete di AQP estesa in tutta la Puglia e costituendo una importante risorsa idrica. L’impianto è stato pensato per produrre una portata di 630 l/s potabili (che all’anno assumeranno una portata di 20 milioni di metri cubi potabilizzati) che ridurrà l’emungimento delle acque di falda che attualmente costituisce una delle fonti di approvvigionamento idrico della Puglia (circa il 16%), attraverso 111 pozzi localizzati soprattutto in Salento. La riduzione di una parte dell’attività di prelievo dal sottosuolo, secondo i calcoli dei progettisti porterà ad un importante risparmio di energia elettrica, pari a circa 14.000 MWH all’anno, oltre a minimizzare il rischio di “miscelazione” acqua dolce (che tende a galleggiare) e acqua salata (di fonte marina), condizione che potrebbe verificarsi per il continuo turbamento degli “acquiferi costieri” (incremento del cuneo salino).

Ciò detto sul progetto, come abbiamo ampiamente riportato in questi mesi, permangono ancora diversi dubbi. Come quelli espressi dalla Commissione VIA VAS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (all’interno dell’iter sulla valutazione dei progetti presentati in relazione al finanziamento da 800 milioni del Just Transition Fund, da cui quello del dissalatore è stato escluso), da ARPA Puglia (che ha effettuato un monitoraggio d’indagine condotto per un periodo di dodici mesi in due punti lungo l’asta fluviale del fiume Tara evidenziando una generale scarsa qualità dello stato ecologico), sino ad arrivare alle criticità segnalate da Legambiente in diversi occasioni in particolar modo per l’aumento delle emissioni di CO2. il progetto del dissalatore dovrà essere sottoposto a screening di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale e procedere con il classico iter. E’ stato anche presentato un piano di indagini preliminari del suolo e del sottosuolo (prima dell’eventuale caratterizzazione su cui ARPA si è espressa lo scorso anno) ma che ad oggi non è dato sapere se sia stato o meno eseguito.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/06/dissalatore-il-tara-ha-scarsa-qualita-ecologica-1/)

 

 

Una risposta

  1. Allucinante dove sono gli ambientalisti che imbrattano le opere d’arte nei musei ,quelli che bloccano le strade ,perché qui non fermano questi interventi che sono l’unica certezza per Taranto . Ho letto della leggenda di quel fiume chissà se l’asino è Emilio o la Forgia o chicchessia ,soltanto che trovo orribile devastare uno scenario naturalistico ,rusticò e bello così come è soltanto per fare qualcosa che non servirà ai tarantini,ma alla Puglia di cui noi ne facciamo parte per molteplici aspetti .. vedi le strade non rientrano nei progetti ,l’aeroporto rimane fermo e si pensa ad andare su Marte quando per la continuità territoriale ci spetterebbe usufruire del nostro aeroporto considerando l’isolamento che vive ormai da secoli la città di Taranto , per non parlare del siderurgico un fardello per Taranto ,la raffineria l’ex cementir e tutti i siti dannosi al nostro ecosistema e voi volete aggiungerci pure il dissalatore ? Ma ci vorrebbe una sommossa ,siamo stati i primi e forse gli unici in Puglia ad avere le pale eoliche trapiantate in mare e aggiunte a tutto lo schifo presente nel territorio ionico da viale del tramonto lo scenario paesaggistico è raccapricciante e ingiusto ,state facendo di Taranto ciò che volete quando vi pare e piace senza chiedere consenso alle persone ,in pratica paghiamo la luce a caro prezzo e ci sono energie rinnovabili ovunque,adesso l’acqua e chi come me ancora non sa cosa sia e molti altri vivono questo dilemma “ancora nel 2024” e dovremmo pagarla profumatamente..usate il depuratore Gennarini per i campi salentini e la gente di Taranto due si respira quella puzza stagnante schifosa ,ormai ci avete preso per imbecilli cronici e nessuno muove un solo dito vero sindaco e presidente cosa fai oltre a rubare lo stipendio d’oro che ti paghiamo ? Vero Emilio che sei venuto a Taranto a chiederci i voti e non ci hai mai considerato se non per queste malefatte ? Che schifo di sicuro i tarantini dormienti non reagiranno , ormai possono anche urinarli in bocca . Che fare tra un po’ parleranno del rigassificatore ,del nucleare e di altre discariche e dopo diamo lavoro ai brindisini leccesi e baresi e i tarantini sono i primi percettori di sussidi perché non c’è lavoro .veramente una città perdente ,un paesotto di falliti e la nostra salute ,oltre il benzene e tutte le sostanze nocive possibili e inimmaginabili, può andare a farsi friggere ,vergogna regione Puglia ,vergogna ai nostri esponenti che ci dovrebbero rappresentare e difendere e invece ingrossano sempre più le loro grosse natiche a scapito di chi sperava di essere sostenuto .. poveri a noi chissà chi se l’asino della leggenda sarà cosparso dal fango del fiume “nocivo “ dopo la realizzazione di questo maledettissimo dissalatore del cappero ,ci mancava anche questo a completare l’album dello schifo a Taranto,che sfortuna essere tarantino e dire che facciamo parte della Puglia ,personalmente mi vergogno e non si può essere che fortemente delusi ..

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