Sull’abbattimento degli alberi in Via Di Palma, l’amministrazione comunale ha provato a fare chiarezza con una nota ma noi abbiamo voluto approfondire la questione confrontandoci con degli esperti in materia. Abbiamo quindi intervistato Luca Borsci, presidente dell’organizzazione no profit di tutela ambientale Lignum.
Il Comune, riguardo l’abbattimento dei lecci, ha puntualizzato che tale tipo d’intervento, pur drastico ma necessario ed indispensabile, è stato dettato, per una buona parte di essi, dalle accertate pessime condizioni vegetative e biomeccaniche da parte dei tecnici in quanto gravemente affetti da funghi xilovori. Comunemente definiti come la “carie” del legno. Per altri sette esemplari si è dovuto provvedere al loro abbattimento per accertate gravi lesioni che avrebbero comportato il loro cedimento con potenziali gravi pericoli per la pubblica e privata incolumità.
Come associazione attenta alla tutela ambientale e alla piantumazione degli alberi, che idea vi siete fatti circa quest’abbattimento?
“La prima cosa che, secondo me, si dovrebbe sottolineare è che non c’è stato un avviso. Non è stata avvertita la comunità, non sono state avvertite le associazioni e non sono stati interpellati neanche gli esperti che ci sono sul territorio tarantino. Ci sono diversi agronomi, molto riconosciuti e importanti che non sono stati informati, così come lo stesso Ordine degli Agronomi non è stato messo al corrente di quest’analisi che a me sembra un pochino fantasma. Né io e né altri abbiamo ricevuto una relazione della malattia e degli interventi fatti sui lecci. Mi riferisco sia agli interventi atti a prevenire se ci fosse stata la possibilità di ricorrere a delle cure e quant’altro, come la “trazione” che è un esame che avrebbero dovuto eseguire per valutare se gli alberi fossero realmente a rischio caduta”.
In cosa consiste la “trazione”?
“Sono dei test meccanici, veri e propri, per vedere se l’albero effettivamente può cadere”.
Siete quindi titubanti all’idea che siano intervenuti dei tecnici a valutare le sorti dei lecci?
“Siamo molto titubanti perché non ci sono delle relazioni. L’unica relazione che è stata condivisa è quella fatta dopo il taglio degli alberi. Tra l’altro la relazione che il Comune mette in discussione riguarda un solo albero. Ne erano stati segnalati 17, ne hanno abbattuti 5 e tutti sarebbero stati tagliati ma quando si è alzato il polverone si sono interrotti dicendo che gli altri alberi stanno bene. Il punto è che non hanno condiviso alcuna informazione. L’albero che hanno fotografato è solo uno e su questo stesso albero non c’è una relazione ante il taglio ma solo postumo. Questa relazione non è corredata da tutti gli esami che si fanno. I lecci sono delle querce e le querce cadono molto difficilmente anche se affette da patogeni che si possono comunque debellare con delle cure. L’unico problema dei lecci potrebbero essere i rami esterni infatti si agisce con delle potature. C’è da dire che quegli alberi sono sempre stati maltrattati nel tempo, non solo da quest’amministrazione ma negli ultimi 20 anni anche dalle precedenti quando hanno intaccato le loro radici per rifare i marciapiedi. Tutto sommato gli alberi hanno resistito ed è quel che noi diciamo. È ovvio che uno non si oppone se ci sono dei problemi per l’incolumità di cose e persone ma non abbiamo avuto questa relazione dettagliata quindi vorremmo capire il perché e il per come”.
A quali esperti vi siete rivolti per comprendere se fosse un atto lecito, o meno, quello di abbattere i lecci in Via Di Palma?
“Noi in associazione abbiamo due agronomi iscritti in due Ordini diversi: Michele De Siati e Vito Crisanti. Anche lui è dell’idea che questo taglio è stato quanto meno avventato però anche lui non ha questa relazione che abbiamo chiesto. Abbiamo inviato anche una pec al comune per ottenere qualcosa in più ma al momento non ci hanno mandato niente”.
State monitorando, come previsto dal programma elettorale 2022 dell’allora candidato sindaco Rinaldo Melucci, la piantumazione di oltre 7.000 alberi?
“Sì, stiamo cercando di monitorare quanto più è possibile. Abbiamo visto che stanno cercando di piantumare degli alberi ma la cosa che più fa specie è che l’intervento di piantumazione sembra più elettorale che voluto. Sulla nostra pagina facebook abbiamo ricevuto un messaggio da una persona che ci avvertiva che un albero piantato poco fa in via Calabria era legato al tutore, questo era ancora integro ma l’albero era già spezzato alla base. Tra l’altro la Green Belt che avrebbero dovuto fare su tutta Paolo VI sino ad arrivare ai Tamburi, di questa non vedo nulla. Dispiace perché noi abbiamo chiesto di affidarci delle zone per piantumare e far partecipare le persone. Sono quattro anni che l’associazione sta in piedi ma il comune di Taranto è quello che ha mostrato più difficoltà. Alla fine noi a Taranto abbiamo piantumato grazie alla sinergia con enti privati, ecclesiastici o militari ma non con l’ente comunale che purtroppo ha una concezione particolare per permettere la piantumazione.
Vorrei proprio capire come hanno ragionato per il taglio di alberi di 150 anni. In più questi abbattimenti sono stati effettuati poco prima dell’inaugurazione del Parco Della Musica quindi mi devono spiegare questa dicitura non essendo un parco. Lì io non vedo alberi se non delle file di piccolissimi alberi che anche quando cresceranno saranno pochi rispetto all’area mattonata infatti in estate, con le temperature estreme che si raggiungono, chi andrà a cuocersi sotto al sole? Manca il concetto di parco, restituire spazi alla città, per me, significa anche poter godere dello spazio. Lì cosa ci devo andare a fare?”.
Che nesso ci trova tra l’abbattimento dei lecci in Via di Palma e l’inaugurazione del Parco della Musica?
“Non vorrei che abbia a che fare in qualche modo con il fatto che avrebbero dovuto realizzare degli scivoli per le carrozzine. Non ho capito se faranno qualcosa nella zona dove hanno tagliato gli alberi. Se noi riusciamo a piantarne 10 e l’amministrazione ne taglia 5, ovviamente ci rende la vita difficile come associazione. Quest’abbattimento di lecci di 150 anni hanno suscitato scalpore nella cittadinanza perché raccontano anche la storia di diverse generazioni che hanno visto quegli alberi. È tutto molto nebuloso ed è questa la cosa più grave perché significa che i cittadini non vengono rispettati nella loro funzione di cittadini stessi”.
Sul monitoraggio è intervenuto anche il segretario dell’organizzazione, Domenico Magliulo, che ha aggiunto quanto sia difficile fare un bilancio complessivo delle piantumazioni in virtù del fatto che, se da un lato conoscono il numero degli alberi messi a dimora, dall’altro non conoscono le percentuali di mancato attecchimento (che sono fisiologiche) e le eventuali ripiantumazioni. L’unico dato che hanno in merito è relativo alla piantumazione avvenuta al Parco delle Mura Greche in cui il comune ha ottenuto, da parte di Arbolia, la ripiantumazione delle piante seccate due anni fa. Quello che si può dire, comunque, è che rispetto al passato c’è stata una massiccia attività di piantumazione tanto in zone adibite a parchi (si veda via lago di leonessa o via cripta del redentore) quanto in terreni brulli.

Cosa ne pensate invece dell’abbattimento dei pini avvenuto in Via Dante?
“In questo caso non si può dire nulla in quanto i pini, per la città, sono gli alberi più errati infatti hanno danneggiato i marciapiedi e il rischio caduta in città è alto. Hanno provveduto a piantare altri alberi ai lati e non al centro con la giustificazione della brt che sembra passerà da lì. Gli alberi che hanno messo vanno bene, avrebbero potuto fare di più ma il pero selvatico non è malaccio”.
Cosa occorre, concludendo, secondo “Lignum” ai fini dell’abbattimento di un albero?
1) Relazione tecnica dell’ufficio competente in materia di verde urbano che attesti l’esistenza di fitopatie (individuate tramite esame visivo e strumentale) tali da compromettere la stabilità della pianta.
2) Parere tecnico di un dottore agronomo che attesti lo stato di precarietà dell’albero (Ricordando che l’abbattimento rappresenta l’estrema ratio laddove siano disponibili cure idonee a preservare la conservazione della pianta).
3) Parere degli organi competenti in relazione al caso concreto (a titolo di esempio, la sovrintendenza nei casi di particolare interesse storico).
4) Autorizzazione della p.a. a procedere ad una delle cure individuate oppure all’abbattimento dell’albero.
Il nostro auspicio è che sia fatta chiarezza sull’abbattimento di questi alberi secolari, testimoni della storia della nostra città.
*foto Paolo Occhinegro


Buongiorno. Ringrazio il dottor Borsci per aver risposto in maniera esaustiva e chiara, informandomi esattamente su questa triste vicenda. Vorrei aggiungere che in primo luogo, il sindaco dovrebbe far educare i cittadini al rispetto e alla cura della città e soprattutto del verde pubblico. Vicino casa mia, gli alberi piantati in seguito al rifacimento dei marciapiedi sono stati spezzati, e quelli ancora in piedi hanno le radici sommerse da rifiuti, anche canini. Manca una educazione al rispetto ambientale e sanzioni in grado di mettere un freno al degrado. Vorrei anche segnalare al dottor Borsci e alla sua associazione il taglio di un maestoso esemplare di Araucaria nel giardino che circonda il palazzo del giudice di pace, in via Diego Peluso. Grazie.