Piero Bitetti non intende rinunciare alla carica di Presidente del consiglio comunale di Taranto. L’esponente del gruppo consiliare CON Taranto, pertanto, ha invitato i colleghi della massima assise a ritirare la proposta di modifica del regolamento comunale. Lo ha fatto, ieri pomeriggio, per mezzo di una pec ufficiale di cui abbiamo letto il testo: “È con sommo rammarico e sconforto – ha scritto – che mi costringono a riscontrare il vostro invito a rassegnare le dimissioni dal mio incarico di Presidente del Consiglio Comunale”.
Bitetti ha sottolineato che nonostante gli “sforzi quotidiani” nel scindere l’incarico di Presidente “dall’esercizio dei diritti e doveri di natura politica”, la maggioranza avrebbe mal interpretato le sue azioni. Nello specifico, durante lo scorso consiglio comunale dopo l’approvazione di due punti urgenti, Bitetti ha lasciato i lavori della massima assise. Circostanza non gradita alla maggioranza e che lui, nella missiva, ha specificato di trattasse di un “malessere momentaneo” e “non della volontà di ostacolare l’attività consiliare”.
“L’immotivata” ed “offensiva” richiesta di sfiducia dei consiglieri, a detta di Bitetti, rischiererebbero di arrecare un “ulteriore danno di immagine” così come “un prolungato malfunzionamento del Consiglio comunale, già danneggiato dai provvedimenti che hanno svuotato la Presidenza di ben due figure necessarie ai quotidiani adempimenti istituzionali” ha concluso.
La richiesta di ritiro della proposta di Bitetti arriva in seguito alla riunione della commissione Affari Generali, svoltasi ieri mattina a Palazzo Latagliata. Qui è stata presentata la bozza di modifica dell’articolo 6 del regolamento sul funzionamento della massima assise, che riguarda la mozione di revoca del Presidente del consiglio comunale. Quest’ultima potrebbe essere presentata solo nel caso “di grave e costante carenza di neutralità nell’esercizio di tale funzione” e per far sì che le dimissioni diventino effettive, deve essere approvata da venti consiglieri. Tuttavia, l’obiettivo è di abbassare il quorum dei voti, equiparandolo allo stesso numero dei consiglieri di maggioranza (ovvero diciassette) che serve al consiglio comunale per sfiduciare il sindaco. La bozza della modifica al regolamento, affinché venga discussa in consiglio comunale, dovrebbe essere approvata nelle prossime settimane all’unanimità in commissione Affari Generali.
Gli ex consiglieri di maggioranza, ora in opposizione, non hanno tardato a manifestare il loro supporto al Presidente del consiglio, asserendo in una nota che l’atteggiamento dell’assise è “scorretto” e per cui sarebbero pronti a rivolgersi al Prefetto di Taranto. (leggi qui: https://www.corriereditaranto.it/2024/03/27/melucci-su-bitetti-non-rispetta-le-norme/)
Cosa accadrà?
Dunque, questi tre voti in meno potrebbero pesare come una spada di Damocle sul futuro di Bitetti. Infatti, se l’emendamento dovesse approdare in consiglio comunale il Presidente del consiglio potrebbe rischiare di perdere la sua carica, dato che la maggioranza attualmente conta diciassette consiglieri. E qualora accadesse, sarebbe abbastanza intuibile la sua collocazione come consigliere comunale, tra le due fazioni. Motivo per cui la lotta tra maggioranza e l’opposizione potrebbe continuare per altri mesi, rischiando di paralizzare i lavori dell’assise e dell’intera macchina amministrativa. Ma al netto di tutte le beghe personali e politiche che si starebbero consumando tra i corridoi di Palazzo di Città, il nostro auspicio è che ci si soffermi un attimo a riflettere cosa sia davvero importante: la comunità o il destino di pochi? Crediamo sia giunta l’ora che la politica ritorni, principalmente, a occuparsi della gente. E non dei propri interessi.