“In che condizioni sono i piedi dopo tante ore in processione? Ottime, grazie alle scarpe particolarmente comode, a lungo ‘collaudate’ a casa, ma il braccio che agita lo strumento è piuttosto affaticato”.
A parlare è Marco Amandonico, 23 anni, che quest’anno si è aggiudicato il privilegio di portare la “troccola” al pellegrinaggio dell’Addolorata. Accompagnati dal priore Giancarlo Roberti, lo abbiamo avvicinato durante la consueta sosta all’istituto Maria Immacolata, quasi strappandolo dall’abbraccio dei familiari. Ci racconta che è la prima volta a partecipare alla processione in questo ruolo, continuando una sorta di tradizione di famiglia nell’ambito della confraternita dell’Addolorata.
“Mio padre Fabio vi ha partecipato una volta e quattro volte mio zio, Fabrizio, ‘troccolante’ come me: sono orgoglioso di succedergli” – dice il giovane confratello, che cerca di spiegare le sensazioni provate all’uscita da San Domenico. “In chiesa, agitando lo strumento, provavo tanta euforia al pensiero che da lì a poco sarei stato in processione – dice – Quando poi mi sono affacciato dal ballatoio della chiesa, nel vedere tutta quella gente in attesa in pendio, sono rimasto scioccato e hanno cominciato a tremarmi le gambe. Immediatamente però mi sono dato le giuste motivazioni, scacciando ogni panico, e ho sceso tranquillamente la scalinata”.
Giunto in strada, pur stretto tra la folla, Marco racconta di aver avvertito tanta pace nel cuore, prendendo subito a ‘nazzecarsi’ nell’accompagnare la Beata Vergine Addolorata nel suo lungo, mesto pellegrinaggio per le nostre strade. “Tutto questo, non prima di aver pregato per i miei nonni, Francesco e Tonia, che non ci sono più, per mio papà Fabio, che mi ha fatto amare queste tradizioni, e per il mondo che, libero da guerre e pandemie varie, finalmente possa tornare nella pace” – aggiunge Marco, che viene così restituito all’abbraccio generale.
Non passa molto tempo che uno degli assistenti della confraternita, entrato nel salone, avvisa che è tempo di riprendere il cammino. Dopo essersi aggiustato l’abito, Marco afferra la” troccola” agitandola rumorosamente. Fratelli, pronti, la Madonna ci aspetta!
