Chi l’avrebbe mai detto che in pochi anni Taranto sarebbe riuscita a dettare una certa linea cinematografica a livello nazionale? Eppure è così: nell’ultimo anno in città ci sono stati tre film letteralmente sulla bocca di tutti. Innanzitutto, merita una menzione “Comandante” di Edoardo De Angelis, film di apertura dell’80^ edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2023, che risulta tecnicamente sulla cresta dell’onda. Si segnalano, infatti, la fotografia firmata da Ferran Paredes Rubio, la scenografia di Carmine Guarino e l’arredamento di Iole Autero, nonché i costumi di Massimo Cantini Parrini, il trucco di Paola Gattabrusi e Lorenzo Tamburini e l’acconciatura di Massimo Gattabrusi, ma anche il sonoro ad opera di Valentino Giannì, Alessandro Feletti, Mirko Perri e Giancarlo Rutigliano e gli effetti visivi di Kevin Tod Haug e Stacey Dodge. Il film è girato in gran parte presso il bacino navale Ferrati dell’Arsenale Militare di Taranto, con uno straordinario Pierfrancesco Favino nei panni dell’eroe messinese della Regia Marina, Salvatore Todaro.

Poi c’è “Palazzina Laf”, film d’esordio del regista tarantino Michele Riondino che interpreta anche il ruolo del protagonista, in una sceneggiatura condivisa con Maurizio Braucci tratta da una terribile storia realmente accaduta in ex Ilva ai danni dei diritti dei lavoratori, dividendo lo schermo con una grande performance di Elio Germano. La pellicola a gennaio ha già messo al sicuro tre Ciak d’Oro come “Miglior attore” e “Miglior regista esordiente” per Riondino, nonché uno per la “Miglior canzone” in favore del cantautore conterraneo Diodato, con il brano “La mia terra”. Per finire, si ricorda “Disco Boy” del regista Giacomo Abbruzzese, anch’egli figlio dei Due Mari, che ha vinto il prestigioso Orso d’argento al Festival di Berlino 2023 per il “Miglior contributo artistico” alla fotografia di Hélène Louvart.

Non mancano le belle sorprese per il valore artistico espresso dal capoluogo ionico in seno ai David di Donatello 2024. L’Accademia del Cinema Italiano, infatti, sembra aver apprezzato le tre pellicole, posizionando i titoli in molte cinquine di candidati in concorso che possono così riassumersi:
- Per “Comandante”: Miglior produttore; Miglior attore protagonista; Miglior autore della fotografia; Miglior scenografia; Migliori costumi; Miglior trucco; Miglior acconciatura; Miglior suono; Migliori effetti visivi vfx; David Giovani.
- Per “Palazzina Laf”: Miglior esordio alla regia; Miglior sceneggiatura originale; Miglior attore protagonista; Miglior attore non protagonista; Miglior canzone originale.
- Per “Disco Boy”: Miglior esordio alla regia; Miglior produttore.
Venerdì 3 maggio ci sarà da sfregarsi le mani davanti alla televisione, durante la cerimonia di premiazione della 69^ edizione dei David di Donatello che andrà in onda su Rai 1 in prima serata, con la conduzione di Carlo Conti e Alessia Marcuzzi. Certo è che avere tre film con un bel po’ di sangue tarantino nelle vene in concorso fra loro su diverse cinquine, aumenta le probabilità di riportare nuove belle notizie ai nostri lettori, ma è inutile illudersi: ci sarà poco da fare, specie su determinati premi, con “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. Il film ambientato nell’Italia del Referendum Istituzionale del 1946 ha battuto tutti i record possibili e immaginabili, entrando a pieno titolo nel sentimento nazionalpopolare del Paese, e si presenta ai David di Donatello 2024 con ben 19 candidature su 24 categorie in concorso.
