Chi era Gesù? Cosa si può documentare della sua esistenza e come essa è stata tramandata? Sono questi i principali quesiti a cui cerca di dare una risposta l’eminente filologo Bart Ehrman, noto docente presso l’Università della Carolina ed autore del fortunato volume intitolato “Prima dei Vangeli”, pubblicato nel 2016 e giunto, nella bella traduzione di Matteo Grosso, in Italia nelle ultime settimane per l’editore Carocci. Già scorrendo l’indice del volume è possibile delineare la dorsale di un lavoro ampio e controverso: “Come è ricordato Gesù?”, “I testimoni oculari”, “Ricordi alternati sulla morte” sono solo alcuni dei titoli in cui si articola il libro, in questi anni anticipato ed approfondito anche su Newsweek, Time, Guardian e altre testate giornalistiche con le quali Ehrman collabora.
Il dato di partenza dello studio è inevitabilmente la distinzione tra i Vangeli incerti (letteralmente i Vangeli “apocrifi”, molto dibattuti e attinenti all’ infanzia e alla Passione del Cristo) e i tre Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca, autori di testi su tre colonne e pressoché identici) più il Vangelo di Giovanni. Ehrman rammenta nel testo che in verità circolarono già pochi decenni dopo la morte di Gesù migliaia di manoscritti ed almeno trenta sono i Vangeli tramandati nel corso dei secoli e raccolti in un centinaio di papiri, soprattutto dal II secolo: la parola stessa “evangelium” sarebbe un calco del greco antico e indicherebbe una “buona notizia” da divulgare. Sugli autori stessi dei quattro Vangeli canonici il filologo ci ricorda che si sa ben poco, se non che Matteo scrisse il suo Vangelo prima in aramaico e poi in greco intorno al 60/70 d.C. quando abbandonò il suo originario impiego di esattore delle tasse e che probabilmente fu Marco a scrivere il più antico dei quattro Vangeli, avendo appreso episodi della vita di Gesù direttamente da Pietro. L’evangelista Luca era, invece un medico e non conobbe Gesù, sebbene si impegnò per recuperare documenti attendibili su molti episodi inediti della sua vita e si cimentò anche in alcuni ritratti della Sacra Famiglia.
Il testo di Ehrman prende, quindi le mosse dalla radice storica e dalla attendibilità di quanto è stato tramandato: la tesi di fondo, molto controversa tra i biblisti, è che Gesù sia stato un profeta ebreo realmente vissuto e realmente crocifisso, oggetto come nessun altro di una divinizzazione già durante la vita. Bisognerebbe, in sostanza procedere a quella de-mitizzazione del personaggio più influente della storia occidentale che aveva teorizzato già nel primo Novecento Rudolf Bultmann e che ispirò anche lo storico Jam Assmann (cui Ehrman fa spesso riferimento) circa il concetto di “memoria culturale”. Molti studiosi ritengono, infatti che in modo esemplare gli Atti degli apostoli e i Vangeli dimostrino cosa non sia un documento storico, non solo perché essi sono spesso lacunosi, ma perché sono pregni di elementi, aneddoti, iperboli, talvolta vere e proprie allucinazioni collettive che nella debole psiche dei nostri antenati fecero presa con grande successo a causa della loro ridondanza e della loro ripetitività.
Nel libro si fa spesso riferimento, a tale proposito, a un influente sociologo come Halbwachs (allievo di Durkheim e Bergson, sodale di Bloch) per il quale esistono in società almeno due passati: uno è il passato-passato, come quello delle Guerre Puniche o dell’Impero Romano che si studia nei manuali, l’altro è il passato-presente che permea la contemporaneità e si perpetua nei secoli mediante valori, riti, istituzioni, vocaboli, opere d’arte (Victor Hugo parlava di memoria di pietra, riferendosi alle statue nelle piazze) e che pericolosamente riemerge nei rigurgiti ideologici anche attuali. Con grande dovizia di particolari e una prosa limpida quanto essenziale, il testo ripercorre una complessa vicenda biografica prima ancora che storica e si rivela illuminante anche per il lettore non avvezzo a questioni di carattere teologico e filologico: una lettura sì impegnativa, ma senza dubbio arricchente.
“Prima dei Vangeli. Come i cristiani hanno ricordato, manipolato ed inventato le storie su Gesù”
di Bart D. Ehrman
Traduzione di Matteo Grosso
Carocci Editore- 2024
pp. 272; Euro 16.00
*recensione a cura di Alessandro Epifani