Una richiesta di incontro urgente di CGIL CISL UIL sull’emergenza del Porto di Taranto, unitamente alle categorie di riferimento di Filt CGIL, Fit CISL e Uiltrasporti UIL, è stato inviato al prefetto di Taranto dott.ssa Paola Dessì in merito alla situazione dei 330 lavoratori in carico alla società portuale Taranto Agency Port Workers, ai quali dal 1° aprile è scaduta la vigenza dell’IMA. “Situazione questa che ha creato assoluta incertezza e precarietà, nonostante gli investimenti pubblici e privati di cui sarà destinataria l’area del Porto di Taranto – affermano i sindacati -. Alla luce di ciò chiediamo la convocazione di un incontro al fine di affrontare la vertenza. Vi rammentiamo anche la possibilità di tensioni sociali possibili rispetto alla presente situazione”. Alla richiesta di incontro è stata allegata la comunicazione che i sindacati hanno inviato al Governo con le motivazioni per le quali è stato chiesto un intervento risolutorio e di prospettiva.
Su questa vicenda è intervenuto il senatore Mario Turco, Vicepresidente nazionale pentastellato: “Il Governo Meloni ha deliberatamente scelto di non farsi carico di questa forte emergenza economica e sociale che coinvolge i prestatori in carico a Taranto Agency Port Workers, nonostante i numerosi campanelli d’allarme lanciati dal MoVimento 5 Stelle” dichiara il senatore. “Già dallo scorso ottobre ho più volte presentato proposte emendative, a mia prima firma, affinché venissero prorogate le tutele al lavoro e al reddito in favore degli operatori portuali di Taranto, nonché per la loro riqualificazione professionale. Sul tema il Governo ha preferito girarsi dall’altra parte, così come i diversi parlamentari del centrodestra, oggi in maggioranza. L’ulteriore proroga – puntualizza Turco – era necessaria per consentire il completamento del piano assunzionale e permettere ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento al lavoro, nell’attesa della definitiva riqualificazione e ricollocazione”. “L’attuale fabbisogno occupazionale, infatti, supera di gran lunga il numero dei lavoratori iscritti negli elenchi, ma in futuro non sarà così: costoro potrebbero essere assorbiti grazie allo sviluppo degli investimenti legati alla ZES e previsti all’interno del sedime portuale, nonché alle tante altre attività di rilancio del porto previste per i prossimi anni. Il M5S – conclude il numero due di Giuseppe Conte – sostiene con forza l’istanza dei sindacati che chiedono di prorogare l’Ima ai fini dell’aggiornamento delle competenze professionali, del reskilling e dell’upskilling, nonché della certificazione e del bilancio delle competenze. Si tratterebbe dell’unico modo per manifestare la vicinanza dello Stato a 330 famiglie nell’ottica della promozione di politiche attive per il lavoro, scongiurando un aumento delle tensioni sociali in un territorio già pesantemente martoriato dal dramma occupazionale che, negli ultimi mesi, coinvolge in modo particolare il comparto dell’autotrasporto”.
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