Sulla contabilità dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria sarebbero arrivati e quindi disponibili i 150 milioni di euro che sempre il governo ha stabilito che i commissari di Ilva in AS trasferissero a quest’ultimi, per assicurare la continuità produttiva del siderurgico (come previsto dall’art. 39 del decreto legge n. 19 del 2 marzo sul PNRR), prelevandoli dal patrimonio destinato sequestrato tempo addietro al gruppo Riva (stessa operazione che nel 2022 fece gridare allo scandalo i partiti di opposizione, che oggi invece nulla dicono, a dimostrazione che anche allora si era in presenza dell’ennesima recita utile solo per dare una spallata al governo Draghi che sarebbe caduto di lì a pochi mesi). Risorse economiche con le quali da anni la struttura commissariale di Ilva in AS porta avanti la bonifica delle 18 aree escluse dal contratto di fitto stipulato nel 2018 con ArcelorMittal.

Risorse economiche esigue che serviranno appena a pagare gli stipendi dei lavoratori sino a giugno. Anche se ad ascoltare le parole del segretario nazionale della Fim Cisl, Valerio D’Alò, che ha fatto il punto sulla situazione dell’ex Ilva, queste risorse serviranno “a preparare il piano delle manutenzioni di cui chiederemo conto a breve. Restano ancora dei nodi sui 320 milioni in attesa dell’ok dell’Ue che speriamo tra questa e la prossima settimana di veder arrivare”. Eventualità questa più remota a dire il vero, visto che questo mini prestito ponte che quasi certamente sarà autorizzato dalla Commissione Europea come avvenne già in passato, arriverà soltanto dopo che i commissari di AdI in AS presenteranno un nuovo piano industriale, all’interno del quale dovrà appunto essere motivata l’esigenza di ottenere queste risorse per consentire al siderurgico di proseguire l’attività produttiva. Risorse comunque assolutamente insufficienti per le esigenze dell’ex Ilva, che per una vera ripartenza avrebbe bisogno di risorse non inferiori al miliardo e mezzo di euro. E che oggi marcia ad un solo altoforno, il 4, tra l’altro ad intermittenza, con una produzione giornaliera di appena 4-4500 tonnellate di ghisa: un dato che a fine anno potrebbe registrare il record negativo assoluto nella produzione del siderurgico dal 1964, che non raggiungerebbe il milione di tonnellate.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/08/taranto-attende-risposte-sulla-salute/)

“Per noi è importante anche affrontare il tema delle casse integrazioni, sono scadute alla metà di marzo e c’è bisogno di capire anche rispetto alla nuova procedura e al nuovo ammortizzatore sociale come essere coinvolti come sindacato per tentare di portare ai lavoratori qualcosa di migliore – ha continuato D’Alò, dicendo che tra gli obiettivi del sindacato c’è anche quello di – capire come saranno rilanciate le produzioni. Le condizioni della fabbrica (di Taranto) continuano a peggiorare, non c’è una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi lasciati da Mittal ma servono segnali immediati per dire che il cambio di passo c’è stato non solo a livello di burocrazia ma nel senso di come le cose vengono fatte e quando” ha aggiunto, dicendo che nei prossimi incontri con i ministeri competenti si aspettano indicazioni precise. Sulla situazione del siderurgico è intervenuto anche l’USB di Taranto con Francesco Rizzo: “È assolutamente indispensabile che il Governo convochi a stretto giro un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali al fine di individuare le migliori soluzioni per mettere in sicurezza i lavoratori – ha detto Rizzo -. Dalle parole del ministro Urso si evince la volontà del Governo di andare a gara nel più breve tempo possibile, ma la necessità di tempo per recuperare la produttività persa era del tutto prevedibile; ci aspettiamo piuttosto ancora un paio di anni a basso regime. Quel che urge è la definizione di misure a tutela dei lavoratori”. “Per questo, siamo favorevoli all’accordo di programma, che però va inteso per quello che è, quindi uno strumento che mette insieme diversi attori attorno alla soluzione di un problema, al quale va data una caratterizzazione precisa – concludono dall’Usb Taranto -. Quindi no ad un accordo di programma come occasione per “autorizzare” nuovi impianti industriali, magari anche con un impatto visivo, o peggio inquinante, non indifferente; sì ad uno strumento che piuttosto dia risposte a lavoratori e alle loro famiglie, quindi alla comunità». Infine la Fiom Cgil di Taranto, partecipando all’Assemblea Generale della Cgil Taranto che affronta le mobilitazioni e le vertenze del territorio di tutte le categorie, con l’intervento del delegato RSU Giuseppe D’Ambrosio ha nuovamente portato all’attenzione dell’assemblea la vertenza e xILVA ribadendo che sono necessari gli investimenti “perché senza soldi non si fa né la messa in sicurezza né il rilancio della produzione. I lavoratori non possono continuare a pagare ancora, bisogna innanzitutto salvaguardare la dignità delle persone”.

Intanto il Direttore Generale, Giuseppe Cavalli, con i Commissari straordinari Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli, ha provveduto alla nomina con effetto immediato del nuovo management di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria. 

La nuova prima linea, che riporta al Direttore Generale Giuseppe Cavalli, sarà così composta: Giuseppe Viola assume il ruolo di CFO, unendo alle attuali aree di responsabilità quelle Amministrativa e Fiscale; Daniele Rossi, assume il ruolo di Direttore Acquisti e Supply Chain. All’interno della stessa direzione, Nicola Pozza assume la responsabilità di Funzione acquisti materie prime. Giulia Costagliola D’Abele è stata nominata General Counsel; Claudio Picucci è il nuovo Direttore Risorse Umane e Organizzazione; Andrea Paolo Colombo è Direttore Servizi di Supporto, con responsabilità sulle Aree Compliance e Security e sulla neo costituita funzione Comunicazione. Rimane inoltre Datore di Lavoro della sede di Milano mantenendo al contempo la responsabilità del servizio “Organizzazione e Sviluppo Human Capital”, operando in questo contesto come Chief Reorganization Officer e supportando la Direzione nella revisione organizzativa dell’azienda. La funzione Internal audit verrà collocata a riporto della struttura commissariale. Dopo l’incarico del Mimit affidato ai tre commissari straordinari, “la nuova leadership è impegnata nella gestione del piano di ripartenza in una fase molto critica e di perseguire gli obiettivi stabiliti, grazie alle competenze e all’esperienza pluriennale del management” si legge nella nota della società. “Queste nomine rappresentano un passo importante nel percorso di riqualificazione e ripartenza di Acciaierie D’Italia. Con l’arrivo di professionisti altamente qualificati, siamo fiduciosi di poter dare concretezza alla nostra visione aziendale e di poter perseguire con determinazione e nei tempi fissati gli obiettivi strategici. Attraverso un impegno condiviso per l’operatività, la sostenibilità ambientale e il benessere dei nostri dipendenti, confidiamo di poter consolidare il posizionamento di leadership di Acciaierie d’Italia nel settore siderurgico nazionale e internazionale”, ha dichiarato Giuseppe Cavalli, Direttore Generale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/05/lex-ilva-sulla-strada-della-dismissione/)

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