Le carenze sanitarie nella casa circondariale di Taranto è stata al centro delle audizioni in IIII Commissione della Regione Puglia, presieduta da Mauro Vizzino. Il tema è stato sollevato dal consigliere di Fratelli d’Italia Renato Perrini, che da tempo sollecita interventi e segnala la situazione di rischio sia per i detenuti sia per il personale di polizia penitenziaria in servizio. “La situazione è diventata insostenibile – ha detto Perrini – perché sovraffollamento e mancanza di medici pongono in sofferenza tutta la popolazione carceraria”.
L’assessore alla Sanità, Rocco Palese, ha preso atto della difficoltà evidenziando che si tratta purtroppo di una situazione nazionale, dovuta alla mancata messa in atto, da oltre trent’anni, della annunciata e mai realizzata pianificazione carceraria, per cui ovunque, e soprattutto in Puglia, tendenzialmente le strutture di detenzione ospitano il doppio, o più, delle persone previste. Sotto questo aspetto, ha spiegato Palese, “sia il personale sia il trasferimento di risorse (pari a 13 milioni di euro per tutta la Puglia), passate dal Ministero alle Regioni, è dimensionato su una popolazione carceraria che è la metà di quella effettiva”. “Sotto l’aspetto invece dell’infrastrutturazione la Puglia – ha aggiunto l’assessore – sta cercando di fare interventi anche di recupero del tempo perduto, per la realizzazione dei tre moduli Rems, le strutture dedicate a persone con problemi di salute mentale che hanno commesso reati”.
Tra gli interventi annunciati da Palese anche l’infrastrutturazione dell’ospedale San Paolo di Bari per le persone in stato di detenzione “che diventerà un centro di riferimento per tutta la regione e anche le regioni limitrofe”. “A livello nazionale – ha aggiunto Palese – abbiamo proposto in sede di conferenza Stato–Regioni il progetto di telemedicina che potrebbe semplificare il problema dell’assistenza medica in carcere”. “Dunque i soldi ci sono – ha concluso Perrini -. Vediamo di spenderli per migliorare la vita delle persone in carcere e di quelle che vi lavorano, in particolare gli agenti di polizia penitenziaria. Mi propongo di incontrare a breve il direttore generale della Asl di Taranto per sollecitare l’intervento”.
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