Oltre i due terzi del globo terrestre sono composti da acque salate: sarà per questo che le giornate ad esso dedicate ricoprono diverse date sui calendari di tutto il mondo. In Giappone il terzo lunedì di luglio si celebra il “Giorno del Mare” (traslitterato dalla lingua originale: “Umi no Hi”) per ringraziare l’oceano della sua generosità, mentre nell’Unione Europea il 20 maggio di ogni anno è fissata la festività della “Giornata Europea dei Mari”, allo scopo di informare i cittadini sul ruolo fondamentale dei mari e degli oceani nell’ecosistema. Per una volta l’Italia arriva prima – almeno in termini di anno solare – in quanto nel 2018 è stata istituita la “Giornata Nazionale del Mare” per l’11 aprile, al fine di sensibilizzare i giovani attraverso attività e momenti di confronto atti a sviluppare il concetto di “cittadinanza del mare”, rendendoli “attivi” sul tema.

No, non si tratta di rubare il lavoro a Poseidone, ma di trasferire agli studenti la consapevolezza di quanto quel luogo estivo deputato al sollazzo e al beach volley sia, invece, nevralgico per la sopravvivenza della specie e per lo sviluppo sostenibile. Numerose le iniziative in giro per il Paese e Taranto non si fa trovare impreparata. Come riportato in questo articolo, i ragazzi di 22 istituti scolastici di ogni ordine e grado di Taranto e provincia hanno partecipato al concorso “Il mare è…”, i cui elaborati resteranno esposti presso la Galleria del Castello Aragonese (ad.ze Ponte Girevole dal lato della Città Vecchia). Presso la fortezza che dà sul canale navigabile, proprio nella giornata dell’11 aprile, è prevista la premiazione dei lavori più meritevoli.

Qualsiasi azione volta alla salvaguardia dell’ecosistema marittimo è degna di essere encomiata, e poi si sa: coinvolgere i più giovani su argomenti di rilievo sociale è sempre una buona idea, in quanto rappresenta un reale investimento sul futuro del capitale umano. Vero è, al contempo, che il rischio di fornire emozioni contrastanti ai cittadini di Taranto è dietro l’angolo, in quanto l’11 aprile, oltre a godersi la fortuna di essere nati in una città con ben due mari, si dovrebbe approntare una “piccola” lista della spesa della “cittadinanza di mare”: valore massimo cui spera di attecchire la Giornata. A costo di risultare scontati è bene riportare un lemma che cammina da sempre sulle bocche dei cittadini quando pensano all’ex capitale magnogreca: “Taranto non è una città di mare; è una città sul mare”.

Strano che una frase così “di pancia” non contenga neanche un pizzico di populismo: fra il cosiddetto “muraglione” che occlude la maggior parte del waterfront cittadino per via della massiccia presenza militare e le politiche errate adottate sin dallo scorso secolo, acquisire una coscienza da “cittadini del mare” a Taranto diviene una missione per animi intrepidi. Il “cittadino del mare”, infatti, non è solo colui che impara a non inquinare (banalmente, a non buttare le carte per terra o a smaltire l’olio esausto nel lavandino di casa) ma è, innanzitutto, colui che lo vive a prescindere dalle vacanze estive. Per fornire un esempio se, da un lato, grandi kermesse come il SailGp puntano le telecamere sui Seni di Taranto, dall’altro lato la vela resta uno sport elitario, difficilmente accessibile per bambini e adolescenti figli di famiglie con un reddito basso o normale.

Cittadinanza del mare a Taranto può voler dire riuscire a valorizzare la filiera della cozza più buona del mondo, ma soltanto pochi giorni fa la Guardia Costiera ha effettuato il miliardesimo intervento contro l’abusivismo in tale comparto, sequestrando 500 chili di mitili. Allo stesso modo, colpisce l’indolenza di un porto da cui provengono quasi esclusivamente notizie laconiche o che lasciano ben sperare; ma solo sperare. In una città in cui l’inerzia del Governo affossa il progetto di insediamento del Ferretti Group, che prevedeva un importante intervento di riqualificazione dello yard ex Belleli, l’11 aprile diventa un giorno pericoloso, in quanto si rischia di far arrivare ai giovani il messaggio che, diventare “cittadini del mare”, potrebbe restare una costante aspirazione anche in età adulta.

One Response

  1. Più che sul mare ,sulla mé direi .. Taranto è il classico talento sprecato ,il sindaco due braccia strappate all’agricoltura e i tarantini dormono e non sanno valorizzare né battersi minimamente per il proprio territorio ,ragion per cui siamo e saremo il fanalino di coda della Puglia ,d’Italia e d’Europa ,altro che reddito procapite sto cappero .. per cui se la lanterna è in mano al cieco ,dove possiamo andare a parare ..ad esempio la sig Corbelli propose a suo tempo la realizzazione e la valorizzazione di un punto bellissimo di Taranto I cantieri ex Tosi,oltre tutti gli studi fatti e proposti dagli studenti dell’Università di Bari ,cosa è rimasto del progetto un illusione ,vi ricordate mamma lo Turco dei cinque stalle : l’acquario senza i pesci … manco i vetri ha realizzato ,il cis boh ,i waterfront promessi da Melucci ,I riguardi di Emilio che ne avrà cacciati di biglietti da 50 pur di raggiungere i suoi obiettivi e i sinistri che da vent’anni impestano Taranto e dintorni è giusto che paghino e la destra incominci a pensare a rifarsi la strada senza creare dissesti o quali altri disastri .. ricordo i viaggi delle amministrazioni Melucci in Olanda .sperando potessimo imitare l’utilizzo delle acque per scopi turistici o di trasporto cittadino e invece sentiamo le barzellette della brt ,della stazione nasisi ,dello Spazioporto degli shuttle ,dei missili per Saturno ,tra un po’ faranno la nuova Area 51 a Taranto visto la presenza aliena .. il mare da noi è merce per altri facciamo trapiantare pale eoliche,a mar piccolo il secondo seno l’unico gioiellò rimasto vogliono fare impiantare il primo parco offshore del cappero .sul leggendario fiume Tara vogliono creare un dissalatore inquinante by laforgia ,insomma già tra ilva ,Marina e arsenale ne abbiamo sversato di schifo “a mare” le cozze slow food che a stento troviamo a Taranto e pochissimo importate, oltre che i milioni di sequestri..giri illeciti di flora marina in Germania in Cina ,auto e quant’altro scaricate in mare che ne so la strada è dura è tutta in salita per Taranto e come sempre possiamo soltanto migliorare . Come è profondo il mare .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *