Su istanza dei Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, già in amministrazione straordinaria dal 20 febbraio, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottoscritto il decreto di estensione della procedura di amministrazione straordinaria anche alla Holding (Acciaierie d’Italia Holding S.p.A.), di cui era presidente Franco Bernabé, confermando i commissari straordinari già nominati per le altre Società del Gruppo, ing. Giancarlo Quaranta, prof. Giovanni Fiori e prof. Davide Tabarelli. L’amministrazione straordinaria anche per la Holding consentirà ai Commissari “di gestire in modo unitario e coordinato tutte le attività del Gruppo, al fine di assicurare la prosecuzione dell’attività economica e produttiva dei rami in affitto” si legge nella nota del Mimit.
Intanto gli stessi commissari straordinari di Adi in AS hanno convocato a Roma i sindacati metalmeccanici per il prossimo 7 maggio.
“Acciaierie d’Italia è un’azienda che può ripartire con forza. Alla fine del prossimo anno, l’obiettivo è quello di arrivare a produrre le tonnellate di acciaio massime consentite dall’attuale contesto normativo”. Lo ha dichiarato Giovanni Fiori, a nome dei tre commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, la società che gestisce gli impianti ex Ilv, dopo che oltre a Fiori, anche Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli sono intervenuti questa mattina in occasione della celebrazione del Precetto Pasquale presso le Acciaierie di Cornigliano a Genova. La celebrazione, alla presenza dell’Arcivescovo di Genova, Mons. Marco Tasca, dell’Assessore per lo Sviluppo Economico del Comune di Genova, Mario Mascia, dei rappresentati delle Forze dell’Ordine e delle principali organizzazioni sindacali, è stata l’occasione per ribadire gli obiettivi del percorso di riqualificazione e ripartenza di Acciaierie d’Italia, che vede in Cornigliano e Taranto i principali stabilimenti strategici. “Cornigliano è la siderurgia italiana, la culla di uno dei più importanti settori manifatturieri del nostro Paese. Abbiamo accettato l’incarico con grande senso di responsabilità e con grande orgoglio, perchè al Paese serve l’acciaio italiano e la siderurgia italiana”, ha detto ancora Fiori. “In un mese e mezzo abbiamo varato un piano di ripartenza a breve termine, sono partiti i primi impianti e stiamo definendo in questi giorni un piano industriale a medio termine. Appena sarà perfezionato verrà presentato alle organizzazioni sindacali, per dimostrare che Acciaierie d’Italia è un’azienda che può ripartire con forza. L’azienda attualmente è in condizioni difficili, lo sforzo ora deve essere concentrato a rimettere in ordine una realtà che deve ritornare a essere il motore della siderurgia italiana. Stiamo riscontrando in maniera straordinaria l’impegno dei lavoratori, dei territori e della politica: tutti fattori essenziali per la ripartenza e rinascita di un patrimonio importante dell’industria italiana” ha concluso.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/05/lex-ilva-sulla-strada-della-dismissione/)