Dalla scorsa settimana si possono inviare le manifestazioni di interesse da parte delle Autorità portuali per lo sviluppo della cantieristica navale al fine di realizzare la filiera tecnologica dell’eolico offshore nel nostro Paese. È stato infatti pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica l’avviso pubblico per realizzare la produzione di energia eolica in mare attraverso infrastrutture idonee. Come previsto dal Decreto Energia 181 del 2023, dovranno essere individuati almeno due porti nel Mezzogiorno che rientrano nelle Autorità di sistema portuale o aree portuali limitrofe a quelle in cui sia in corso l’eliminazione graduale dell’uso del carbone. Le manifestazioni di interesse dovranno dettagliare, tra le altre, le attività proposte, le tempistiche di realizzazione e la fattibilità tecnico economica degli interventi. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 8 del decreto legge 9 dicembre 2023, n. 181, convertito con modificazioni dalla L. 2 febbraio 2024, n. 11, le Autorità di sistema portuale interessate dovranno procedere all’individuazione di aree demaniali marittime con relativi specchi acquei esterni alle difese foranee, da destinare alla realizzazione di infrastrutture idonee a garantire lo sviluppo degli investimenti del settore della cantieristica navale per la produzione, l’assemblaggio e il varo di piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare. Le manifestazioni di interesse e la documentazione indicata nell’Avviso devono essere inviate entro il 18 maggio 2024.

All’avviso risponderanno sicuramente, in maniera congiunta (come previsto da un emendamento approvato all’articolo 8 dello stesso decreto presentato dai parlamentari D’Attis e De Palma di Forza Italia), l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Meridionale di Brindisi. Entrambi gli enti dovranno individuare le aree migliori, per poi fare una sintesi e proporle al ministero a cui spetta la decisione finale (la Divisione competente è la Divisione IV – Infrastrutture energetiche della ex Direzione Generale Infrastrutture e Sicurezza). Sicuramente una possibilità in più per il porto di Taranto, che da anni cerca nuove forme di sviluppo.

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L’avviso non è da confondere invece, con l’intesa che Renantis e BlueFloat Energy hanno sottoscritto nei mesi scorsi con Yilport, la società terminalista che gestisce in concessione il terminal container di Taranto. L’accordo sottoscritto con Yilport prevede che le aree del terminal container di Taranto siano usate per l’assemblaggio e la costruzione dei parchi eolici previsti in Puglia. Attività, quest’ultima, che si pensava potesse essere realizzata utilizzando la materia prima, l’acciaio, fornita da Acciaierie d’Italia, ex Ilva, la quale in cambio riceverebbe energia rinnovabile per le esigenze del ciclo produttivo. In realtà però il siderurgico non produce le lamiere con le caratteristiche tecniche utilizzare nell’offshore. Almeno per il momento. Anche perché non è chiaro se questo progetto andrà avanti o meno.

Intanto il mese di maggio non sarà un mese qualunque per lo scalo ionico. Si terrà infatti una seduta monotematica del comitato di gestione in merito al documento inviato dalla Yilport sulla verifica della concessione per il periodo marzo 2023-aprile 2024. Sempre entro maggio, la Fincosit dovrebbe presentare il progetto di completamento in merito alla vasca di colmata per l’intervento tanto atteso dei dragaggi. Mentre il 5 aprile è scaduto l’avviso per la presentazione delle domande per le società interessate ad occupare l’area della Piastra Logistica. Vedremo quali novità arrivavano nel merito.

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