All’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio è prevenuta una nuova istanza di concessione demaniale marittima della durata di 9 anni, per l’occupazione ed uso del compendio demaniale marittimo denominato “Piastra Portuale di Taranto”, da parte della società polacca ITPL LOGISTICS S.r.l. La domanda di concessione ha ad oggetto l’occupazione ed uso dell’intero compendio “Piattaforma logistica” che sarà utilizzato “per gestire i flussi di trasporto di merci sia di importazione che di esportazione”. La società prevede di svolgere attività logistiche terminalistiche e di magazzinaggio con riferimento a varie tipologie di merci, ovvero: prodotti alimentari e derrate alimentari (stoccati sia a temperatura ambiente che refrigerati); prodotti industriali pallettizzati; prodotti siderurgici (compresi coils, lastre, tubi e lamiere d’acciaio); componenti in acciaio lunghi e sovradimensionati; prodotti intermedi per l’industria chimica; prodotti chimici per l’agricoltura (compresi fertilizzanti e prodotti fitosanitari); prodotti per l’industria automobilistica; ed altro. Inoltre, la domanda prevede anche spese per l’eventuale revisione e messa in funzione di singoli impianti ivi insistenti, per il controllo degli accessi all’area e la registrazione delle merci e delle operazioni su di esse, per adeguamento degli arredi e delle attrezzature informatiche, nonché per l’acquisto di mezzi di trasporto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/27/la-vestas-vuole-la-piastra-logistica/)
La domanda della società ITPL LOGISTICS S.r.l. (che risulta costituita lo scorso 20 marzo, con sede a Taranto in via Mazzini, controllata al 70% dalla società polacca Giacinto Logistica Spolka Z Ograniczona Odpowiedzialnoscia con sede a Varsavia, e al 30% da un socio privato polacco, Dariusz Krzysztof Kulezda, mentre come amministratore unico risulta Jacek Bieniak, avvocato parte dell’italian desk dello studio Act Legal, situato sempre nella capitale polacca) è stata presentata entro il termine per la presentazione di eventuali domande concorrenti, in concorrenza alla domanda di concessione demaniale marittima prodotta dalla società VESTAS BLADES ITALIA S.r.l. Che chiesto l’intero compiendo per la stessa durata temporale (9 anni), prevedendo di svolgere attività che riguardano la fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e attività di supporto ai trasporti. All’interno della Piattaforma Logistica, secondo quanto documentato dalla stessa società, saranno svolte principalmente attività di stoccaggio e trasporto dei prodotti finiti, semilavorati e materie prime relativamente al ciclo produttivo delle “pale eoliche”. In uno dei capannoni presenti (magazzino a temperatura ambiente) sono inoltre previste attività a completamento del processo produttivo realizzato nel capannone ubicato nella zona industriale di Taranto. Una richiesta che che faceva il paio con l’istanza ZES presentata dalla stessa società nel dicembre del 2022, che prevedeva un progetto molto simile in parte della stessa area ma soltanto per lo stoccaggio temporaneo. Il gruppo danese, lo ricordiamo, è presenta a Taranto da anni ed ha un organico di quasi 1.300 unità, 850 occupate alla Vestas Blades che si occupa della parte produttiva, e 445 alla Vestas Italia che invece cura l’area commerciale e le manutenzioni.
Due domande sostanzialmente differenti, visto che l’istanza della società polacca punta più allo svolgimento di attività conto terzi, in particolare per operatori locali, vista anche la varietà di merci che Itpl punta a trattare nel compendio, mentre quella della Vestas riguarda attività logistiche e di stoccaggio a supporto della produzione di pale eoliche svolte dalla stessa società, nonché di completamento al processo produttivo. Adesso starà all’Autorità Portuale valutare nel merito la documentazione presentata dalle due società per poi eventualmente assegnare la concessione dell’intero compendio. A differenza di quanto avvenuto invece nell’agosto dello scorso anno, quando l’ente guidato da Sergio Prete respinse ed archiviò l’istanza di Progetto Internazionale 39 per la Piattaforma Logistica, per la mancata capitalizzazione e per la la mancata modifica dei soci. L’istanza presentata nel settembre del 2022, aveva come scopo quello di gestire la Piattaforma Logistica svolgendo attività di movimentazione e stoccaggio di merci e container, ed attività di ricerca e sviluppo nei settori dell’energia e delle scienze della vita, con l’impegno a mantenere le attività in area Zes per almeno 10 anni. Più che il progetto in se, a far discutere anche sulla stampa di settore e quella nazionale (come ad esempio il quotidiano “La Verità”), era stata la natura della società, dove un 34% era diviso tra Gao Shuai, al 33%, e l’Associazione per lo sviluppo economico e culturale internazionale (Aseci) che detiene l’ultimo 1%, il cui presidente era proprio Gao Shuai. Quest’ultimo, residente a Milano da molti anni, è fondatore del Dragon business forum, responsabile di progetti per favorire rapporti tra imprese italiane e cinesi ma soprattutto è un delegato del governo di Pechino.
Per una piattaforma che è rimasta di fatto deserta in tutti questi anni che sia arrivato il momento della svolta?
(leggi tutti gli articoli sulla Piastra Logistica https://www.corriereditaranto.it/?s=piastra+logistica&submit=Go)


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