Rinviata la seduta odierna del consiglio comunale per mancanza del numero legale. Le assenze dei consiglieri, per motivi personali, di Massimiliano Stellato (Italia viva), Patrizia Mignolo (Taranto Futuro in corso) e Vittorio Mele hanno abbassato la soglia numerica a sedici, cifra non sufficiente per procedere con i lavori in aula. Motivi strettamente personali o meno, gli esponenti dell’opposizione Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano di Fratelli d’Italia, Walter Musillo, Francesco Cosa e Cosimo Festinante di Svolta Liberale, hanno abbandonato l’aula subito dopo l’appello del segretario generale Antonello Langiu, insistendo sull’inefficienza della maggioranza Melucci che si sarebbe dimostrata ancora una volta “risicata”.
Quest’ultima, d’altra parte, ha bollato il comportamento del centrodestra come “controproducente” per la città. A detta della squadra Melucci, l’uscita dell’opposizione avrebbe bloccato i lavori consiliari nel quale sarebbero stati oggetto di discussione l’indizione della gara sulla gestione dei canili di proprietà comunale e l’erogazione della Regione Puglia di 800mila euro al Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Infatti, attraverso una nota stampa, la maggioranza puntualizza quanto segue: “Per ironia della sorte, il blocco di questi fondi fa risaltare un’evidente contraddizione che vede andare controcorrente da un lato, gli esponenti del centrosinistra, e quindi vicini politicamente al presidente della Regione Emiliano, che aveva dato l’ok allo stanziamento di 800mila euro, e, dall’altro, i rappresentanti del centrodestra, che a livello governativo sta gestendo le attività per consentire lo svolgimento dei Giochi nel capoluogo ionico”.
È possibile che il centrodestra abbia lasciato l’aula per dimostrare di non avere legami con Melucci e di non volergli fare da stampella? Non è la prima volta che i lavori consiliari vengano interrotti, o peggio ancora, non inizino per beghe o interessi politici personali. Va ricordato, inoltre, che l’assetto dell’attuale maggioranza è il frutto di un anno di continui cambiamenti in cui la macchina amministrativa è stata paralizzata. Questo è ciò di cui la città non ha bisogno.