Campionato terminato, si possono tirare le somme della stagione anche dal punto di vista societario. Quest’anno il presidente Giove ha scritto tanto, soprattutto contro il Sindaco Rinaldo Melucci, ma in video si è visto pochissimo. Possiamo però tracciare parte dell’operato societario attraverso i comunicati stampa e le note stampa ufficiali della società.

In estate il grande bluff

La società il 21 agosto del 2023 ha comunicato che Dott.Vittorio Galigani non avrebbe più ricoperto il ruolo di Direttore Generale. In realtà lo abbiamo visto seduto a tanti tavoli istituzionali per conto e a nome del Taranto, compresi quelli giudiziari nella difesa dopo la penalizzazione. E, per quanto ci riportano alcuni attori che ruotano vicino la società, per qualsiasi autorizzazione, bisognava sempre passare da lui.

Ma perché comunicare il cessato incarico di Galigani? La motivazione alla base di tale decisione è per far tornare il pubblico allo stadio. I gruppi organizzati la bevono (o forse lo sapevano e sono stati complici) e abbandonano la strada della diserzione con tanto di comunicato (“va dato merito alla società per aver fatto un passo verso tutti i tifosi del Taranto, avendo soddisfatto le richieste fatte ai calciatori e soprattutto all’allenatore, dove si chiedeva l’allontanamento di due personaggi che sono stati il male della nostra squadra e della nostra Città”. Firmato Curva Nord Taranto). L’attività di Galigani in realtà prosegue, senza neanche tanta volontà di nascondersi (viene visto alle varie amichevoli pre-campionato), ma ormai i tifosi sono tornati allo stadio e gli occhi sono ben chiusi.

Giove vs Melucci

Ad ottobre, nella lettera aperta ai tifosi, critica il Sindaco Melucci “A Taranto questo non è possibile in quanto al suo Sindaco, Rinaldo Melucci, del calcio e del Taranto Calcio non interessa nulla. Lo dimostra la sua totale mancanza di sensibilità al tema, mai una chiamata di solidarietà o rassicurazione così come mai un sopralluogo in prima persona all’impianto sportivo che egli amministra e gestisce. Al Sindaco sta a cuore, probabilmente, solo il suo abbattimento”.

Nella stessa lettera l’addio al Taranto: “lascio”, scrive Giove. È la seconda volta che lo dichiara, ma non ha mai formalizzato nulla. Nell’occasione il Sindaco Melucci gli ha risposto: “Siamo alle solite con Massimo Giove, vince e incassa e i meriti sono solo suoi, perde e va in crisi e la colpa è del manto erboso, del sindaco, dei Giochi del Mediterraneo. Se le cose che dice sono serie venga a consegnare il titolo sportivo a Palazzo di Città, siamo a disposizione per aiutarlo”.

Giove torna ad attaccare il sindaco a febbraio: “La disaffezione del primo cittadino di Taranto verso la nostra Società è palese lo dimostra il fatto che in tutto il suo percorso da sindaco non ha fatto mai nulla per il sodalizio rossoblù”.

Giove ritrova la parola ad aprile dopo il silenzio post deferimento e penalizzazione, che lo lascia muto. Lo fa per attaccare nuovamente il sindaco, ma solo per difendere Capuano quando quest’ultimo ha rilasciato dichiarazioni che esulavano dall’area tecnica, sfociando quasi nella politica, ricevendo da Melucci stesso una minaccia di azioni legali nei confronti dell’allenatore e la chiusura ad una nuova convenzione per lo stadio (il Comune aveva convocato a Palazzo la società per il pagamento degli arretrati per l’utilizzo dello Iacovone).

I problemi tecnico-informatici e la penalizzazione

Il 23 gennaio 2024, mentre la squadra fa sognare i tifosi, arriva il deferimento per il mancato pagamento delle ritenute irpef e dei contributi inps. Una notizia che viene tenuta nascosta per 44 giorni, fino al 7 marzo.

“La Società Taranto Football Club 1927 comunica che in data odierna è stato trattato, dal Tribunale Federale Nazionale, un deferimento derivato da problematiche tecnico-informatiche nel generare la documentazione, con rischio di sanzioni. Nel ribadire che la Società non ha alcuna debitoria nei confronti di tesserati, degli Enti previdenziali e fiscali, si attende con fiducia l’esito del giudizio”.

Una saetta. Un comunicato che in pochi capiscono, ma che cela inadempienze, mostrando punti oscuri della gestione economica del Taranto FC. Una bugia, condensata in poche righe, che coprire un mancato pagamento, alla scadenza del 18 dicembre, di circa 129.000 euro. Tale “leggerezza” costa quattro punti di penalizzazione. A fine stagione questi punti peseranno tantissimo, perché, come detto e ripetuto spesso da mister Capuano, il Taranto avrebbe dovuto iniziare a giocare dal secondo turno nazionale, essendo arrivato secondo sul campo.

Se ne sono sentite tante, dai vittimismi più pietosi (in Lega ce l’hanno con noi!), alle giustificazioni più partigiane degli uomini vicini a Giove che “occupano” le trasmissioni televisive e web (“non capisco l’allarmismo su un problema accaduto dopo sette anni di gestione del presidente del Taranto”): la realtà è che il Taranto è stata una delle tre società penalizzate in tutta la serie C. Le altre sono il Brindisi e l’Alessandria, che sono retrocesse da ultime e hanno seri problemi di sopravvivenza. Un presidente forte ci avrebbe messo la faccia, si sarebbe preso le sue responsabilità e avrebbe chiesto aiuto alla piazza. E visto come stava andando la squadra, in tanti si sarebbero stretti attorno al Taranto. E invece, dopo il deferimento e la penalizzazione, la spavalderia di Giove, mostrata con le bordate al sindaco Melucci, si è dissolta come neve al sole.

L’avvocato Chiacchio, il legale che ha difeso il Taranto nei vari gradi di giudizio ha sostenuto una tesi che non ha convinto nessun giudice. Si è arrivato fino al Collegio di Garanzia del CONI, con la conferma del -4. In tutto il periodo in cui a parlare sono state le carte, si è anche provveduto a posticipare i playoff, che sono iniziati in ritardo proprio in attesa dell’ultima pronunciazione.

Ma perché ci siamo presi la briga di ripercorrere le vicende societarie del Taranto di questa stagione? Perchè cercare di raccontare la realtà, in un contesto, come quello di Taranto, dove in molti preferiscono fare silenzio o peggio assecondare tutto ciò che viene dalla società, non è semplice.  Alle nostre latitudini non si ha nemmeno più il coraggio di porsi domande. Figuriamoci di dissentire.

Un esempio su tutti è quello del misterioso rinnovo di Gianmarco Vannucchi: la società comunica che “è lieta di comunicare il prolungamento del contratto del proprio capitano Gianmarco Vannucchi sino al 30/06/2026”. In realtà sembra che il contratto non sia mai stato depositato ed è notizia di questi giorni che il forte portiere potrebbe lasciare a parametro zero già a brevissimo.

Ringraziamo il presidente Giove per i risultati sportivi ottenuti, per i grandi sacrifici economici, per aver fatto tornare il professionismo a Taranto. Se poi magari lo facesse anche con maggiore trasparenza sarebbe anche meglio. Perché non tutti hanno l’anello al naso.

*di Cataldo Conte ( “uno, nessuno e centomila”, editorialista esterno corriereditaranto.it )

One Response

  1. Presidente Giove fino ad oggi ti abbiamo ringraziato anche affollando lo stadio di aver portato l’entusiasmo di una volta ti parla un tifoso tifoso Taranto 1967 quindi bisogna essere leali ho lasci la mano oppure raddoppia affidandosi al mister capuano mettendo un badge da serie B perché capuano è la città questo vuole la saluto cordialmente Giuseppe troia Taranto 1967 14 anni di serie consecutivi prenda dai grandi presidenti

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