Terza udienza quest’oggi del processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva, presso l’aula bunker della vecchia sede della Corte d’Appello, al quartiere Paolo VI.

Il presidente della Corte d’Assise d’Appello Antonio Del Coco (affiancato dal giudice Ugo Bassi e dalla giuria popolare) quest’oggi ha chiarito, ha voluto brevemente rispondere alle polemiche seguite all’’ordinanza con cui la scorsa settimane, durante la seconda udienza, ha stabilito la sospensione dell’esecutività del pagamento, in capo agli imputati che ne hanno fatto richiesta, delle provvisionali (sostanzialmente degli anticipi in attesa che arrivi l’eventuale sentenza definitiva di condanna) concesse in primo grado alle quasi millecinquecento parti civili costituitesi nello storico processo, pari a cinque mila euro. Il giudice Del Coco ha dichiarato che non intende rispondere o assecondare tali polemiche e che tutte le questioni troveranno spazio e discussione all’interno del dibattimento e che troveranno la loro naturale conclusione all’interno del provvedimento che la Corte che emetterà in merito a tutte le questioni sollevate.

Quest’oggi l’udienza è stata caratterizzata da una serie di discussioni su questioni procedurali e eccezioni di nullità. Inoltre, il consulente della difesa il dr. Giuseppe Pompa non è stato più ascoltato per motivi di salute, motivo per il quale la Corte ha acquisto la consulenza tecnica senza ascoltarlo. L’udienza, durata diverse ore, è trascorsa con un clima sereno, anche se quando un gruppo di cittadini ha chiesto di poter presenziare all’udienza, il giudice Del Coco ha detto che sulla vicenda si sarebbe dovuta esprimere la Procura Generale, ma che comunque una volta identificati dalle forze dell’ordine avrebbe potuto fare il loro ingresso in aula.

Giugno sarà sicuramente il mese decisivo in relazione a tutte le discussioni e la deposizione di ulteriore materiale, visto che sono in programma ben quattro udienze (il 7, 14, 21 e 28). In attesa del pronunciamento definitivo della Corte, che come detto è previsto il prossimo 12 luglio, in particolar modo sull’aspetto più importante di questa fase dell’appello: ovvero l’accoglimento o meno dell’istanza con cui diversi imputati attraverso i loro legali hanno chiesto l’annullamento della sentenza di primo grado per incompetenza della Corte di Lecce -Taranto ex art. 11 (Codice di Procedura Penale) in favore della corte di Potenza per legittima suspicione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/05/17/ambiente-svenduto-stop-ai-risarcimenti/)

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