Via Cava, che avrebbe dovuto essere il gioiellino della Città vecchia, con i suoi scorci caratteristici e gli ipogei, torna al centro dell’attenzione grazie a “Taranto Grand Tour”, che ne ha permesso l’apertura eccezionale di alcuni ipogei, con numeri record di visitatori. Ma questo rinnovato interesse ora dovrà costituire la base per un definitivo rilancio dell’antico asse commerciale. Ne è convinto il project manager della manifestazione, Fabrizio Iurlano, che ha avuto il merito di riunire gran parte delle realtà imprenditoriali, culturali e sociali della Città vecchia.
Questo scorcio suggestivo del centro storico, che collega la parte alta con quella bassa del centro storico, ritrovò notorietà a metà degli anni ottanta grazie alla realizzazione dell’intervento di risanamento del comparto Cipe. All’indomani della riapertura (era sindaco Mario Guadagnolo), dopo anni di abbandono e di degrado, furono molti i tarantini che vi si recarono in visita, grazie anche alle numerose manifestazioni celebrative dell’evento.
All’epoca si parlò anche di un interessamento per i pianoterra da parte della famosa casa di moda Trussardi per l’apertura di alcuni punti vendita assieme a quello di alcuni artisti locali che vi avrebbero impiantato i loro atelier. Ma tutto ben presto cadde nel dimenticatoio. Così quei locali, che avrebbero costituito una interessante attrattiva del centro storico, restarono desolatamente vuoti, fra questi anche gli storici ipogei. Bisognò attendere il 2011 quando, con la serie di eventi de “L’Isola che vogliamo”, su iniziativa proprio dell’ allora direttore artistico della fortunata manifestazione Fabrizio Iurlano, furono aperti tutti gli ipogei di Via Cava: ben sette, fra cui il bellissimo frantoio normanno. “Furono tanti a chiedersi il motivo per il quale questi stupendi siti fossero rimasti chiusi per tanto tempo – ricorda Fabrizio Iurlano – Molti visitatori, approfittando di queste aperture, ben volentieri si soffermarono volentieri in via Cava e i suoi scorci, accolti dagli abitanti, soprattutto i più giovani, che si improvvisavano entusiasti ciceroni”.
Tanti si ripeté nelle successive edizioni della manifestazione e poi nelle rassegne “Natale nell’Isola” e “Pasqua negli Ipogei”, con allestimenti in tema in cui si misurarono noti artisti del territorio. “Anche in tal caso – ricorda Iurlano – molti tarantini si fecero promotori di appelli per un rilancio di Via Cava. Poi sulla vicenda ancora una volta calò silenzio, anche per la chiusura degli ipogei per motivi di sicurezza da parte del Comune, in attesa dei lavori per il ripristino dell’agibilità”.
Nel 2023, con “Taranto Grand Tour”, nell’ambito di un programma articolato di eventi, si tornò a parlare di via Cava sia per il presepe vivente a cura della Pro Loco di Crispiano sia per la successiva “Notte bianca degli ipogei”. “A nostre spese – riferisce Iurlano – provvedemmo a restituire provvisoriamente la fruibilità di alcuni ipogei, con il prezioso supporto dei dirigenti dell’Ufficio Patrimonio e Demanio e di quelli della Cultura del Comune di Taranto, stipulando anche apposita copertura assicurativa e provvedendo all’illuminazione scenografica dei siti stessi. Per l’edizione del primo giugno ne apriremo tre: quello di vico Ospizio (palazzo Galizia), il frantoio normanno e l’ipogeo funerario. Punteremo inoltre, ancora una volta, al coinvolgimento degli abitanti della Città Vecchia, senza dei quali ogni nostro sforzo risulterebbe vano”.
L’operatore culturale ritiene anche che siano maturi i tempi per stabilire i presupposti del rilancio di via Cava, nell’ambito di quello più complesso della Città vecchia. “Imprescindibile sarà innanzitutto la decisione del Comune per la messa in sicurezza di tutti gli ipogei, che costituiscono la maggiore attrattiva della strada, e poi la valorizzazione della via in tutti i suoi scorci. E in questo processo di rigenerazione gli abitanti della zona dovranno esserne i protagonisti, affinché diventino orgogliosi di risiedere in questa meravigliosa via – dice Iurlano – Come ‘Taranto Grand Tour’ abbiamo alcune proposte in merito, ma riteniamo sia necessario poterne discutere con un unico interlocutore, cioè l’assessore al Risanamento, figura che manca da tanto tempo a Palazzo di Città, evitando responsabilità frammentate, causa di perdite di tempo prezioso”.
Fabrizio Iurlano parla della possibilità di aprire i ‘temporary store” (negozi temporanei), ritenuti particolarmente adatti al rilancio non solo di via Cava ma dell’intero centro storico. Il concetto di temporary store, o temporary shop, fu introdotto a Londra nel 2003 ma si è rapidamente diffuso in tutto il mondo. Originariamente erano dei negozi di abbigliamento che vendevano capi in edizione limitata e che chiudevano una volta terminate le rimanenze di magazzino. Con il trascorrere del tempo, questi negozi a tempo sono diventati veri e propri strumenti di marketing temporaneo sfruttati da tutti i brand e non solo da quelli di abbigliamento.
“Questa scelta non presuppone consistenti investimenti da parte degli esercenti e limitano i rischi finanziari delle attività – dice Iurlano – Già immaginiamo via Cava animata dalle insegne e dalle luci di questi negozietti! Gli amici di ‘Taranto Grand Tour’ sono molto interessati a questa prospettiva e, se ci saranno i presupposti, non esiterebbero ad aderirvi. Noi ci crediamo”.
