“In tanti anni di esistenza, questa popolosa zona del quartiere Paolo VI, cosiddetta delle ‘Case Bianche’, abitata da cinquemila anime, provenienti dai palazzi sgomberati della Città vecchia, non ha registrato un benché minimo progresso nella vivibilità, ma solo passi indietro” – a dichiararlo è il 39enne parroco del Corpus Domini, don Marco Salustri, da due anni subentrato a don Francesco Mitidieri, ora cappellano alla casa circondariale e impegnato nell’ambito dell’accoglienza immigrati, e, ancor prima, a don Luigi Larizza.

Gli interni della chiesa appaiono completamente puntellati, come lo saranno presto la casa canonica e le aule del catechismo. “Abbiamo speso 75mila euro per questi interventi e alcuni hanno obiettato che si è trattato di un vero sperpero. Ma, nell’atteso di un nuova struttura (i cui lavori dovrebbero iniziare fra un paio di anni) l’alternativa quale sarebbe stata? Semplicemente la chiusura, con la perdita di uno dei due punti di riferimento di questa zona del rione: l’altro è la scuola elementare Falcone. Tutto il resto, a parte un supermercato di piccole dimensioni, è semplicemente il deserto” – così dichiara il sacerdote, che parla anche della perdita della scuola media, la “Ungaretti”, il cui edificio è in stato di grande abbandono, dopo tanti anni di impegno non solo nell’istruzione ma anche in importanti attività, in orari extrascolastici, per la promozione sociale del quartiere. In questo fu indimenticato animatore lo scomparso direttore della Caritas diocesano, Stefano Leogrande, papà di Alessandro, famoso narratore dei problemi degli ultimi, anche lui scomparso.

Per le strade si respira aria di abbandono e di degrado, quasi come in un ghetto. Nei pressi della Motorizzazione esiste una grande discarica, fra cumuli di immondizia, motorini bruciati e materiale edile riveniente da lavori nelle case. Molte strade appaiono dissestate ai limiti della percorribilità e quelle riasfaltate alle prime piogge si riempiono di buche. Inoltre la pulizia del quartiere viene effettuata saltuariamente e con una certa approssimazione. “Puntualmente durante le campagne elettorali vengono annunciati progetti risolutivi cui però non si danno mai seguito” – dice.

Il parroco evidenzia, tra gli altri problemi, anche il mancato collegamento tramite il trasporto urbano non solo con il resto della città ma anche con le altre zone del quartiere, provviste di servizi, a cominciare dalla farmacia. “Purtroppo le corse saltano di frequente e spesso le attese davanti alle fermate durano a lungo, con il nervosismo degli utenti si scarica spesso agli incolpevoli autisti – dice il parroco – Tale problema è evidenziato anche dalle famiglie degli alunni che frequentano la scuola media, troppo lontana per essere raggiunta a piedi in caso di notevoli ritardi dei bus. Così i ragazzi arrivano frequentemente in ritardo sull’inizio delle lezioni o restano a casa in caso di maltempo”.

Don Marco Salustri evidenzia però il senso di abbattimento fra i giovani, che si vedono senza un futuro. Molti vorrebbero continuare gli studi, anche iscrivendosi all’università, ma le famiglie sono impossibilitate a sopportare le relative spese. Ci si riduce perciò al lavoro nero, quando va bene, cercando altrimenti rifugio nello ‘sballo’ o nell’illegalità. “Cerchiamo di venire in loro aiuto attraverso le attività della parrocchia, specialmente con le strutture sportive, o dando vita a momenti di convivialità. Presto inoltre partiremo con le attività di socializzazione per vivere meglio l’appartenenza al quartiere, che saranno attuate dagli scout, di recente istituzione. È il massimo che possiamo fare e vorremmo tanto essere aiutati dalle istituzioni” – spiega il sacerdote.

“In tutto questo risalta il grande senso di solidarietà esistente alle ‘Case Bianche’ – dice –Nessuno viene lasciato solo e nei condomini, quasi fossero delle grandi famiglie, c’è molta attenzione verso chi vive in particolari difficoltà, aiutando come meglio si può. Tante situazioni ci vengono segnalate proprio dai vicini di casa, grazie alle cui sollecitazioni la parrocchia interviene prontamente. La gente inoltre partecipa con grande sollecitudine alle raccolte straordinarie di generi alimentari indette in parrocchia per incrementare le’borse della spesa’ fornite dalla Caritas parrocchiale alle circa trecento famiglie assistite” Don Marco parla del continuo andirivieni nel suo ufficio di quanti cercano un aiuto per i problemi di vita quotidiana (bollette o alimenti per bambini) cui si cerca affannosamente una soluzione, con il supporto del suo vicario don Fabio Raffone, alle suore dell’istituto Sorelle della Misericordia e ai suoi instancabili collaboratori. “Nessuno viene lasciato solo e quando lancio un appello ai miei parrocchiani per sensibilizzare per interventi urgenti la risposta è sempre generosa, anche da parte di famiglie che conosco in stato di bisogno. È questo che rende meraviglioso il mio quartiere!” – commenta.

Intanto nei giorni scorsi sono cominciati i lavori per la messa in sicurezza dell’attuale struttura parrocchiale, resisi  necessari per poter continuare con le normali attività pastorali mentre viene progettato e costruito il nuovo complesso . Per chi volesse contribuire alla realizzazione di questa opera al servizio del quartiere Paolo VI, può farlo con un bonifico a queste coordinate: IBAN: IT18U0701215800000000022563 intestato a “Parrocchia Corpus Domini” indicando nella causale “Lavori Edili”.

One Response

  1. Certo che andate a scegliere sempre la foto migliore ,complimenti.. quando la realtà è quella che avete descritto .. perché mettere la polvere sotto il tappeto, le immagini , i video le slide servono a questo a dimostrazione del fatto che in dieci di amministrazione Melucci cosa ha fatto oltre che a prenderci per i fondelli .. se abitasse a Taranto si vergognerebbe di essere tarantino ,ma i votanti che l’hanno scelto dovrebbero chinare il capo piuttosto ,la monnezza a certi livelli ,gente che vive allo stato brado ,atti vandalici certo che in mezzo c’è la brava gente ,ma la maggioranza non cambierà mai è l’immagine di Taranto e i suoi quartieri è sempre più triste e sconsolata . I trasporti lasciano a desiderare pure nel borgo e nelle altre frazioni ,figuriamoci a Paolo sesto ,poi la pulizia in quasi tutti i quartieri non è che stiamo messi meglio ,altro che magna Grecia ,magna mer. Sembra . Chissà questa pagliacciata della brt cosa realtà sarà e cosa ne rimarrà ,se mai dovesse passare da quelle parti non durerà da natale a santo Stefano.
    P
    Pppp

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