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Crisi Leonardo, stop di (almeno) 4 mesi

La crisi della Leonardo Grottaglie, dopo mesi di tensioni e segnali negativi, è venuta definitivamente a galla ieri durante l’incontro tra la direzione aziendale, le segreterie territoriali e gli RSU FIM, FIOM e UILM di Sito. Nel corso del quale l’azienda ha illustrato i futuri obiettivi del nuovo piano Z60 inviato da Boeing e la situazione produttiva dello stabilimento, confermando le gravi difficoltà che sta attraversando Boeing che, di fatto, hanno comportato, da marzo a maggio 2024, una differenza di meno otto sezioni ritirate rispetto al piano previsto, generando uno stoccaggio totale di 46 coppie di sezioni ferme all’interno dello stabilimento. Per quanto concerne il nuovo piano i rappresentanti aziendali hanno enunciato che lo stesso prevede 55 delivery nel 2024 rispetto ad 87 delivery previsti,  45 approntamenti per l’anno 2024 rispetto a 72 previsti. Pertanto, la Direzione aziendale ha espressamente dichiarato la volontà di sospendere le attività produttive per quattro mesi senza, tuttavia, specificare l’arco temporale. Uno scenario che conferma il quadro di grande difficoltà in cui si trova il settore Aerostrutture della società Leonardo, a causa dell’ormai atavico problema legato alla monocommitenza e monocommessa con la società americana Boeing.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/05/08/leonardo-grottaglie-a-rischio-fermata/)

Sul quadro prospettato dalla società, Fim, Fiom e Uilm definiscono “un fatto grave la determinazione del fermo delle attività, soprattutto a fronte dei 5 ritiri al mese confermati dal piano Z60 di Boeing. Infatti, è necessario evidenziare che durante la crisi causata dal Covid e fino a qualche mese fa, come da stessa ammissione aziendale, si è deciso, nonostante le nostre perplessità, di continuare a generare buffer senza tener conto del giusto equilibrio tra i volumi produttivi e la capienza dei capannoni per stoccare le fusoliere – affermano le organizzazioni sindacali”.

Durante la riunione l’azienda ha inoltre confermato che a causa dello stato attuale, la Leonardo SPA ha la necessità di slittare il punto di pareggio di bilancio al 2026. Per raggiungere questo obiettivo si è reso inevitabile sospendere le attività del sito. “Sia chiaro a Leonardo che lo stabilimento di Grottaglie non può essere utilizzato come leva finanziaria disinteressandosi totalmente dei riflessi negativi che avrebbe nei confronti soprattutto dei lavoratori dell’indotto (avendo questi ultimi utilizzato in maniera massiccia gli ammortizzatori sociali, in vari casi esauriti, durante la crisi covid) – tuonano i sindacati -. Abbiamo pertanto ribadito all’incontro odierno che le scelte disastrose effettuate dal management di divisione non possono ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori di Grottaglie. Riteniamo sbagliata e irrispettosa la decisione irresponsabile di sospendere le attività e chiediamo all’azienda di valutare altre ipotesi in alternativa alla chiusura. Attività di diversificazione”. 

Nel corso del vertice è stata poi esposta la situazione che concerne l’avanzamento delle nuove attività (Vertical, Proteus, Euromale): per i sindacati però quanto esposto dall’azienda “è totalmente insoddisfacente per traguardare una vera programmazione di diversificazione produttiva per il superamento della monocommitenza e monocommessa. Pertanto, come FIM FIOM UILM chiediamo di avviare un negoziato, già a partire dai prossimi giorni, fissando degli incontri in cui si discuta prioritariamente delle prospettive del sito e della gestione della fase contingente. Inoltre, in assenza di una imminente convocazione o qualora non arrivassero risposte soddisfacenti, metteremo in campo le dovute azioni necessarie volte a riportare la strategia aziendale ad una condizione di rispetto nei confronti dei lavoratori e del territorio”.

Secondo le organizzazioni sindacali “alla luce della condivisione dell’importanza di basarsi sui contratti e non su pareri, lo Z60 permette di avere margine per trovare una soluzione che bilanci la necessità oggettiva di smaltimento buffer con un passo produttivo idoneo e congruo assumendosi la responsabilità esclusivamente manageriale di quanto accaduto fino ad oggi. Lo stabilimento di Grottaglie è dei lavoratori che hanno mostrato un attaccamento non paragonabile alla stragrande maggioranza dei manager che si sono avvicendati nella divisione nel tempo. Chi non conosce nè la storia nè i sacrifici fatti dai dipendenti e dal territorio non può permettersi di agire senza coinvolgere preventivamente le organizzazioni sindacali e mostrando un atteggiamento inadeguato e approssimativo” concludono.

Quello che dal 2006 è considerato un fiore all’occhiello della produzione del nostro territorio e un modello in tutto il Paese, vive dunque la sua fase storica più difficile. Per questo non è nemmeno lontanamente immaginabile o ipotizzabile un suo ridimensionamento. La Leonardo è un’azienda di Stato, per cui spetta alla politica tutta, dal governo alla Regione sino alla provincia ionica battere ogni strada possibile per tutelare le miglaia di posti di lavori in ballo e salvaguardare un sito produttivo che deve restare imprescindibile nel panorama locale, regionale e nazionale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/16/leonardo-grottaglie-crisi-in-atto/)

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