| --° Taranto

“Dottore, che dice, possiamo trascorrere una giornata di bagni senza cattive sorprese?”. Era questa la domanda che, quali cronisti del quotidiano locale, ogni anno la mattina del 14 agosto facevamo immancabilmente al direttore dell’osservatorio meteorologico per il consueto articolo sul ferragosto dei tarantini.

Un anno, ricordiamo, egli rassicurò, ancora una volta, che non ci sarebbe stato il maltempo a disturbare  la tintarella, a parte un leggero annuvolamento nel pomeriggio. E così scrivemmo. Ebbene, il giorno dopo venne una ‘scaricata’ che non si capiva la dritta, tale da procurarci la presa per i fondelli dei lettori, che di noi si fidavano ciecamente. Molto umilmente il direttore ammise l’indomani che le previsioni meteo non sono infallibili in quanto basta un cambiamento del vento per far accadere l’imprevedibile, come appunto si verificò quell’anno.

Così, Vittorio Semeraro, 88 anni, che anche questa mattina, sabato 8, avrebbe dovuto recarsi nella sede dell’osservatorio, in via Duomo 181 (ex palazzo Di Comite) per controllare il buon funzionamento delle apparecchiature, che accuratamente poi tirava poi a lucido. Purtroppo così non è stato in quanto il Buon Dio, dando un’occhiata al registro delle incombenze quotidiane, ha deciso di tirare una linea sul suo nome, affidando poi l’incarico ai suoi angeli di condurlo in Cielo a far compagnia ai tanti altri tarantini illustri che lo hanno preceduto.

Vittorio Semeraro era direttore dell’osservatorio meteorologico-sismico da ben 65 anni, da quando le apparecchiature erano allocate sul tetto del glorioso palazzo degli uffici (ancora prigioniero, chissà per quanto ancora, delle impalcature) per poi essere trasferite a Villa Schinaia, a Talsano, e poi, dal 2007, nell’attuale sede in Città vecchia. Nella sua instancabile attività era egregiamente coadiuvato da Francesca, l’ultima dei suoi sei figli (gli altri, Martino, Angela, Argentina, Stella e Alessandra) per stendere i bollettini da inviare a enti pubblici e privati.

Semeraro, originario di Martina Franca dove vide la luce nel 1936, in verità nasce come agronomo; conseguì infatti la laurea nel 1964 all’università di Napoli discutendo la tesi in ecologia agraria con il prof. Luigi Ferrajolo (cui è dedicato l’osservatorio, che diresse a lungo), di cui sposò la nipote, Maria Gabriella Baghino. E il docente, avendone notato le capacità, non mancò di sensibilizzarlo verso una promettente carriere nell’ambito della meteorologia, chiamandolo ben presto a collaborare con lui e poi a rilevarne la direzione, mantenuta pur fra tante difficoltà (leggi il mancato sostegno degli enti locali) fino al decesso. Fiore all’occhiello della sua attività, l’interessante museo dell’osservatorio con le antiche strumentazioni, allocato nei sotterranei dell’ex palazzo Di Comite, tappa immancabile durante le visite guidate nel centro storico.

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