I lavori della III commissione della Regione Puglia (Assistenza sanitaria e servizi sociali) presieduta dal consigliere Mauro Vizzino, ha visto quest’oggi l’audizione richiesta dal consigliere Antonio Paolo Scalera sulle criticità del personale infermieristico del SS. Annunziata di Taranto e sulla carenza di operatori sociosanitari. Scalera ha evidenziato la necessità di interventi in temi brevi, soprattutto per la situazione dell’ospedale Santissima Annunziata, dove vi sarebbero “situazioni al limite del collasso assistenziale per mancanza di infermieri e ooss”.
Il presidente dell’ordine degli infermieri della provincia di Taranto ha sollevato anche il problema delle sostituzioni, tanto più urgenti in occasione delle ferie estive, per le quali non sono ancora state fatte partire le procedure concorsuali. O meglio, che la Asl, come detto dal responsabile del personale della Asl Taranto, Eustacchio Marcusano, sarebbe anche pronta a far partire, in seguito all’approvazione da parte della giunta dei piani assunzionali, ma che di fatto sono bloccate dall’impugnativa costituzionale della legge 16 del 2024 che concentra nell’Aress le procedure concorsuali.
Il direttore del Dipartimento salute, Vito Montanari, ha spiegato che si sarebbero individuate delle modalità per superare l’impasse e indire avvisi pubblici e concorsi, per esempio distribuendoli tra varie Asl territoriali, e occorre solo il via libera dell’assessore, il presidente Michele Emiliano. A suo parere i tempi saranno comunque rapidissimi. “I piani assunzionali che si sono succeduti nel 2023 e nel 2024 comportano un incremento di 1500 unità di personale sanitario rispetto alle cessazioni con una spesa annuale di 74 milioni di euro”, ha spiegato Montanaro, “si tratta di personale ospedaliero. Per Taranto sono state autorizzate assunzioni per 22 milioni di euro su base annuale intratetto”. Ha comunque ribadito che tutte le assunzioni sono esclusivamente relative a coperture di pensionamenti e cessazioni. Solo per i nuovi ospedali di Monopoli e Taranto potranno aversi di piani integrativi di organico, trattandosi di strutture nuove.
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Sicuramente servono assunzioni, ma serve anche una migliore organizzazione che pero’ la direzione del personale non e’ in grado di attivare. Probabilmente ai miglioramenti organizzativi si oppongono le svariate decine di sigle sia professionali che sindacali, come purtroppo, accade nei pronto soccorso dove si potrebbe ottenere un’ importante riduzione dei tempi d’attesa semplicemente affidando alla professione infermieristica alcune funzioni che attualmente per obbligo sono in carico ai medici. Questa possibilità’ e’ prevista dalle direttive ministeriali ed e’ in uso in alcune regioni e in molti paesi europei. Non si dimentichi che a differenza del passato gli infermieri sono professionisti laureati. Ma evidentemente ASL e lobby preferiscono il caos nel pronto soccorso.