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Martina Franca, Ginosa, Castellaneta e Laterza, sono i comuni della provincia che risentono di più della lontananza dalla città capoluogo, Taranto. Abbiamo intervistato gli assessori che si occupano di turismo per cercare di capire come il versante occidentale jonico riesca a mantenere costante il flusso dei visitatori stranieri ed essere una calamita per quelli locali.

E’ emerso come la forza di questi comuni sia l’unione. Una rete che permette ai territori di sviluppare la propria economia circolare incentrata sulla valorizzazione dell’entroterra e in alcuni casi della marina. Non sono mancate però le criticità, una in particolare è presente in tutte queste località. Analizzando i dati delle presenze dei turisti nella stagione estiva, numeri recuperati dall’Osservatorio di Puglia dms (Digital Management System), gli assessori hanno sottolineato l’assenza del dato più importante, i “turisti passeggeri” coloro che non vengono registrati in quanto non soggiornano nelle apposite strutture, quali villaggi ed alberghi.

Proprio Ginosa rileva dati parziali sul movimento turistico. Domenico Gigante, assessore al Turismo ha affermato: “Le presenze del 2023 sono diminuite, circa 10.000 in meno, ma questo paradossalmente non ha influito negativamente sulla nostra economia. Grazie agli arrivi extra alberghieri e le visite del borgo ginosino, attraverso il cammino materano e alla gravina, siamo riusciti a mantenere costante il numero di presenze e abbiamo anche catturato l’attenzione dei registi che hanno scelto le nostre gravine come scenario per le produzioni cinematografiche.”
Un turismo che promuove gli eventi sportivi, culturali e di intrattenimento come il festival delle mongolfiere che coinvolge tutte le generazioni. “Le famiglie sono molto attratte dalla Marina di Ginosa -esordisce Gigante- grazie al conferimento della bandiera blu, che comprende servizi specifici e identifica le acque pulite, la bandiera verde assegnata mediante ricerche da parte di equipe pediatriche, che indica località balneari adatte alla permanenza dei bambini ed infine la bandiera lilla per l’accessibilità alle spiagge tramite passerelle. Inoltre, in questi giorni Ginosa è diventato comune amico delle tartarughe, ci occupiamo del monitoraggio dei nidi e la salvaguardia di queste specie protette”.
Oltre ai visitatori stranieri quello di Ginosa è un turismo di prossimità: “Gli abitanti di Laterza, Altamura, Santeramo e Matera si godono la stagione estiva raggiungendo nelle nostre spiagge -spiega Gigante- abbiamo dei collegamenti con i trasporti che la provincia di Taranto ci fornisce, ma si potrebbe incrementare questo servizio. Stiamo pensando, infatti, ad un piccolo trasporto pubblico che collega la marina di Ginosa al nostro borgo che si trova a 22 km”.

Anche Martina Franca in questi anni ha puntato molto sul turismo dei cammini liberi, “Abbiamo creato dei percorsi ad anello, delle escursioni di una decina di chilometri che consentono ai visitatori, di conoscere e scoprire la nostra città – racconta Vincenzo Angelini assessore al Turismo– durante le passeggiate, rese accessibili a tutti, si possono incontrare le biblio-nature, cassette che custodiscono libri dedicati alla conoscenza del territorio, in diverse lingue. Tutto questo lavoro ci ha permesso di ricevere il riconoscimento come città gentile”.
Definita la perla della Valle d’Itria per il suo barocco, con palazzi storici della antica borghesia e chiese antiche, Martina è tra le mete turistiche più apprezzate della Puglia. Viene spesso associata a Locorotondo, Cisternino ed Ostuni :“L’unione fa la forza. Per questo abbiamo creato delle ‘turist card’ che permettono una visita, con una tariffa agevolata, in ogni comune citato. -spiega Angelini- Questo favorisce la permanenza del turista ed il soggiorno nelle strutture del territorio. Inoltre i collegamenti con Taranto, da un lato creano uno scambio continuo di visitatori, dall’altro il potenziamento della linea ferroviaria e la creazione di un asse Taranto Martina Franca, Alberobello potrebbe far crescere ulteriormente l’economia”.

Il Comune di Castellaneta ha favorito la promozione del territorio come ‘terra delle gravine’. “Puntiamo alla scoperta del centro storico arroccato su di un colle e alla parte sotterranea della città con le cantine, gli ipogei ed i frantoi, tutti ambienti che raffigurano i vecchi mestieri del borgo -racconta Anna Molfetta assessore al Turismo e aggiunge- la litoranea di Castellaneta per noi è fondamentale, oltre ad aver ottenuto diversi riconoscimenti come la bandiera blu, è diventato comune amico delle tartarughe. Le nostre spiagge sono scelte principalmente dalle famiglie grazie al nostro mare basso, che permette una sicurezza maggiore per i bambini”. Uno degli obiettivi è quello di trovare una modalità per evitare di far sfuggire il reale conteggio delle presenze. L’Osservatorio di Puglia nel 2023 ha rilevato 314.000 permanenze, ma molti spostamenti sul territorio non sono stati registrati. “Siamo anche noi una mappa del Cammino Materano -sottolinea Molfetta- i mesi più gettonati sono marzo ed aprile, anche a causa delle alte temperature. Questo approccio lento al territorio oltre ad essere più sano, crea anche il fenomeno del turismo di ritorno. I ‘camminatori’, viaggiatori di passaggio, si distinguono dai visitatori che soggiornano nelle nostre strutture, ma contribuiscono comunque all’economia circolare”.

Il modus operandi di tutti questi comuni è valorizzare l’entroterra, così come Laterza che propone escursioni e visite guidate su sentieri sicuri ed accessibili a tutti, con la presenza di geologi ed esperti che permettono la conoscenza della flora e della fauna del territorio. “Riusciamo ad avere un turismo di prossimità molto costante grazie agli eventi estivi organizzati da giugno fino a settembre, spettacoli, concerti, feste per ogni tipo di età e alcune ricorrenze che caratterizzano il nostro territorio come la ‘sagra dell’arrosto’ – spiega Sabrina Sannelli assessore al Turismo– i visitatori stranieri, invece, apprezzano le passeggiate tra le nostre gravine, ed il cammino materano, in quanto anche noi figuriamo come una tappa del percorso”.
A tutto ciò, si aggiungono le culture tradizionali, che catturano l’attenzione dei turisti come il museo della Maiolica, una forma particolare di pittura su ceramica che è praticata oggi da pochi artigiani. Nel borgo sono circa quattro le botteghe che continuano questa lavorazione e la mostrano ai turisti. Sicuramente i collegamenti con la città e la marina di Taranto non mancano, ma le ‘terre delle gravine’ continueranno a lavorare per aumentare la frequenza dei trasporti verso la parte orientale e tra gli stessi comuni cercando di mantenere costante il flusso dei turisti.

Una risposta

  1. Articolo molto interessante!
    Peccato che nella terra delle Gravine operino ancora indisturbate diverse guide turistiche e ambientali ABUSIVE a volte nascoste sotto l’ala protettrice di associazioni culturali che sono nelle grazie delle amministrazioni comunali!
    Sarebbe auspicabile una seria e concreta attività di controllo da parte della guardia di finanza.
    Chissà perché chi non rispetta le regole viene sempre avvantaggiato!
    Forse perché le associazioni culturali che hanno tra gli associati queste guide turistiche ABUSIVE costituiscono un buon bacino di voti nelle elezioni amministrative comunali?

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