Smaltita la delusione per la mancata promozione in Serie A3, in casa Volley Club Grottaglie è già tempo di programmazione. Il patron del team grottagliese, Giuseppe Quaranta, non nasconde il suo rammarico per il mancato conseguimento del risultato sportivo ma è già proietto alla prossima stagione che, si spera, possa essere ancora più avvincente e ricca di soddisfazioni.

Patron Quaranta, partiamo dal risultato: cos’è mancato al Volley Grottaglie, per il secondo anno consecutivo, nel rush finale?

«Probabilmente come società qualche errore lo abbiamo fatto: avevamo una panchina corta e gli infortuni sono stati determinanti. Con un Di Felice e un Cazzaniga in forma la musica sarebbe stata diversa. Siamo arrivati con Cazzaniga che, nelle ultime partite, ha giocato con uno strappo addominale. Di Felice è da novembre che non l’abbiamo completamente a disposizione, ma nonostante tutto siamo andati avanti. Con i se e con i ma potremmo discutere di tante altre cose, ma hanno inciso tantissimo queste due assenze».

Dopo uno straordinario cammino in Regular Season, la squadra è apparsa leggermente sulle gambe nel momento clou: la panchina corta può essere una delle chiavi di lettura?

«Sì, anche se devo fare un plauso ai ragazzi che stavano in panca: è chiaro che non erano allo stesso livello. Non posso rimproverare nulla ai vari Caiaffa o Di Castri per il loro impegno, però di fronte avevamo delle squadre più attrezzate».

Gli infortuni di Di Felice e Cazzaniga quanto hanno inciso, dal punto di vista mentale, sul gruppo?

«Tanto, onestamente tanto…sono due giocatori che danno sicurezza alla squadra. Specialmente l’assenza di uno come Di Felice, che è bravo anche in fase di ricezione, si è avvertita in maniera importante».

L’esperimento del doppio ruolo allenatore/giocatore: come si è cimentato Giosa in questa veste?

«Sapevamo dall’inizio che non sarebbe stato facile. Secondo me lo ha svolto bene e con tanto sacrificio. È chiaro che sapevamo essere un anno di transizione. Dalla prossima stagione lui sarà l’allenatore della squadra. Ci siamo tutti resi conto che avere il doppio ruolo non è semplice perché sfuggono i particolari e una visione dall’esterno è diversa rispetto a quella che si ha in campo. Anche lui stesso ha concordato con noi che, dal prossimo anno, sarà solo il tecnico del Volley Club Grottaglie».

Il PalaCampitelli sarà interessato, a breve, dai lavori di ristrutturazione: come si svolgeranno le attività del vostro club?

«Giocheremo al PalaCampitelli fino al termine del mese di novembre, poi ci trasferiremo al Marinelli per permettere i lavori di ristrutturazione. Anche questo ha influito nella nostra decisione per il futuro: non sappiamo se la Federazione può concederci una deroga o meno per l’impianto».

A proposito di programmazione: smaltita la delusione, con quali intenzioni si presenterà Grottaglie ai nastri di partenza della prossima stagione?

«Vogliamo ripetere quanto fatto quest’anno. Voglio guardare il bicchiere mezzo pieno: abbiamo dominato il campionato e stiamo attrezzando una squadra competitiva, cercando di non commettere gli errori che abbiamo fatto quest’anno, specialmente sulla scelta del roster. Faremo di tutto per essere protagonisti anche nel prossimo torneo».

Oltre coach Giosa, intorno a quale tassello ruoterà il progetto del Volley Club Grottaglie?

«Cercheremo di alzare l’asticella anche dal punto di vista dello staff tecnico e sanitario, però è chiaro che sarà fondamentale costruire un roster pronto ad ogni evenienza e che non sia soltanto incentrato sul sestetto titolare».

Il balzo in Serie A3, tramite il ripescaggio, può rientrare nei vostri progetti societari?

«Non è esclusa del tutto questa ipotesi ma, oltre ad avere la certezza legata al PalaMarinelli affinché possa essere usato come impianto di gioco, è chiaro che un eventuale salto di categoria è legato anche alla conferma degli sponsor. Appena avremo delle risposte, potremo affrontare il discorso seriamente. I tempi sono stretti, ma ci stiamo provando».

Come rispondono la città e le istituzioni al movimento pallavolistico grottagliese?

«Le istituzioni ci sono vicine, vorremmo che si avvicinasse anche qualche altro imprenditore ad aiutare il nostro progetto».

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