Tra i pionieri nel campo dell’intelligenza artificiale, poliedrico musicista e produttore, Alex Braga si è esibito con il giornalista Riccardo Luna in un inedito, quanto originale, duetto di racconti con cui hanno ripercorso la storia dell’intelligenza artificiale e degli strumenti musicali antesignani del pianoforte.
“Reality is over” è il tema dell’evento a cui hanno preso parte, Daniela Caterino, docente dell’Università degli studi di Bari, lo ha introdotto esordendo con un passaggio relativo la natura dell’università. L’ha definita una comunità di ricerca variegata e libera che unisce studiosi di varie provenienze culturali e geografiche uniti nel porsi domande, prima ancora che fornire risposte. Ha parlato di come l’università fosse nel Medioevo presidio di libertà, mobilità, apertura e confronto rispetto alla chiusa realtà curtense e allo stesso modo oggi deve essere presidio di attenzione, di curiosità e di riflessione nei confronti di una realtà che a volte cambia con una velocità tale da renderla incomprensibile ai più.
La docente ha definito la frase “Reality is over” un macigno e accostandola alla frase “game over” parrebbe voler significare una fine repentina e meccanica come quella di un videogame. Si è inoltre chiesta di che fine si stesse parlando, secondo i sociologhi si parlerebbe di una “Post-Truth Society” in cui è saltato il sistema di verifica dell’attendibilità, non solo di dichiarazioni, filmati ed avvenimenti ma della stessa essenza umana dei soggetti non soggetti. Chi è che parla? Chi compie azioni? Chi assume decisioni? Tutto, ha proseguito Caterino, diventa nebuloso e in questo contesto liquido, la rapida ascesa dell’intelligenza artificiale viene perlopiù percepita come disruptive innovation che scompagina ulteriormente una già traballante realtà. Nonostante ciò ha invitato a respirare perché l’AI viene semplicemente ad accelerare ed arricchire di complessità vicende che da sempre interessano l’umano e la sua applicazione al mondo musicale ci mostra interessanti indizi in questo senso. Dal plagio, al concetto di creatività inteso come identificazione del gradiente creativo minimo che serve per dare dignità autoriale ad una composizione, la distanza creativa di Salieri da Mozart non è molto diversa da quella che separa un compositore in carne ed ossa da una intelligenza artificiale generativa e nutrita di spartiti.
“L’intelligenza artificiale – ha concluso la professoressa – è creatura umana che si nutre di umano. Porta nella sua essenza tutte le contraddizioni e i pericoli dell’umano, primo fra tutti l’incapacità di cogliere i pericoli e di segnare i limiti. Spetta a noi umani, accademici, scienziati, musicisti e osservatori della realtà, gestirla e usarla come strumento straordinario per alimentare la nostra capacità critica, la nostra abilità di sintetizzare i dati e il nostro discernimento”.
Quando hanno preso la parola il giornalista e il musicista hanno spiegato, all’interno dell’aula 1 del Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, di aver provato a raccontare l’AI e la creatività legata all’innovazione tecnologica attraverso le parole e la musica senza essere troppo verbosi. Si sono così esibiti in un duetto in cui Braga ha suonato grazie all’intelligenza artificiale A-MINT che è lo strumento del suo lavoro e grazie all’intelligenza naturale di Luna che ha scelto quattro brevi racconti di fantascienza che pur non sapendo di parlare esplicitamente di AI, già la stavano anticipando.
Il primo racconto, datato 1954, è stato “La risposta” di Fredric Brown al cui interno, secondo il giornalista, c’è tutto il nostro rapporto con chatgpt. Il racconto di Braga invece è partito a cavallo tra il 1600 e il 1700 e ha riguardato la più formidabile invenzione che la musica abbia conosciuto nonché ideata da un italiano: il pianoforte.
Primo Levi è stato il secondo autore, sotto lo pseudonimo di Donato Malabaila, del racconto “Versificatore” scritto sulla percezione di una smagliatura nel mondo e che rappresenta, il versificatore, esattamente quello che oggi è chatgpt. Braga ha risposto a questo duetto partendo dalle radici del vinile e del giradischi che inizialmente si pensava dovessero sostituire i musicisti e la loro musica dal vivo. Da quest’invenzione tecnologica però qualcuno prese ispirazione e pensò che dal giradischi, con le sue importanti trazioni meccaniche che inventarono dopo negli anni ‘70, poteva essere usato per metterci le mani sopra, per rallentare i dischi alla bisogna e per prendere solo una piccola parte di un disco mettendola in un continuo loop che realizzava un altro brano inventando un nuovo genere: l’hip-hop che ha rivoluzionato completamente la percezione che i musicisti avevano riguardo la fine della musica.
“L’ultima domanda” di Isaac Asimov è stato il titolo del terzo racconto scelto da Luna in quanto narra l’evoluzione di un computer attraverso sette epoche a partire dal 2061 a cui si chiede come sarà possibile salvare l’umanità quando il sole si spegnerà con tutte le altre stelle. Praticamente gli si chiede se la seconda legge della termodinamica possa essere invertita e si pone questa domanda per sette epoche diverse, per sei epoche il computer risponde di non disporre di dati sufficienti per dare una risposta significativa. Oggi invece l’intelligenza artificiale prova, inventando, a rispondere sempre a qualsiasi quesito quindi il giornalista vorrebbe un’AI di cui potersi fidare. La rivoluzione tecnologica e musicale di Braga, sempre nel duetto di botta e risposta in racconti, si è soffermata sul campionatore. Una specie di computer portatile, da non intendere come quelli che conosciamo oggi, che con la pressione di un tasto poteva riprodurre qualsiasi suono quindi il campionatore portò ad una nuova ondata di generale pessimismo per i detrattori della tecnologia. Anche qui, il genio dell’essere umano trovò la giusta e corretta via d’uscita con la consapevolezza di non poter battere le macchine in efficienza usando il campionatore per vedere il futuro facendo nascere la musica elettronica.
Il quarto ed ultimo racconto è stato la parabola conclusiva di questo percorso sulla realtà che pare non stia finendo ma che si stia evolvendo attraverso l’intelligenza artificiale che se utilizzata con lo stesso ingegno con cui sono state accolte nella musica le nuove tecnologie, spazzerà via l’ennesima ondata pessimistica di chi crede che l’AI sostituirà l’essere umano e tutte le emozioni e i sentimenti che una macchina non potrà mai conoscere.