Il giornalista e critico musicale Carlo Massarini al termine del talk riguardante il film su Mark Bolan, è stato così gentile da fermarsi con noi del corriereditaranto.it per parlare di Medimex e di intelligenza artificiale.

Taranto in questi ultimi anni grazie al fermento che si è creato è diventato un punto di riferimento per il Sud Italia: ”Medimex non è solo main stage ma anche tutta una serie di eventi collaterali che rendono peculiare questo festival. Poi ci sono altri eventi musicali come il Primo Maggio e il Cinzella. Insomma è un po’ di tempo che accadono cose importanti dal punto di vista musicale in questa città. C’è anche un terreno fertile rinveniente dagli anni ’80 quando nel capoluogo jonico c’era un fervente movimento new wave. Non è facile portare grossi nomi da queste parti anche perché bisogna fare i conti con gli spostamenti degli artisti ma la strada intrapresa è quella giusta”.

Il cartellone del Medimex quest’anno è un po’ per orecchie diciamo “educate”…”Ci sono band che hanno una loro storia in diversi ambiti dello scenario musicale. The Smile li seguo sin dal loro primo lavoro ed hanno un approccio alla musica innovativo come d’altronde innovativa è stata la carriera di Thom Yorke capace di leggere ed interpretare le istanze del presente spingendole sempre verso un passo oltre. I Jesus and the Mary Chain rappresentano una leggenda per un certo tipo di new wave alternativa mentre i Pulp sono stati molto cool negli anni ’90 ed hanno sfruttato l’ondata Brit Pop di quel periodo”.

Infine si è parlato tanto di intelligenza artificiale applicata alla musica, filo conduttore dell’edizione 2024 del Medimex. Favorevole o contrario? “Non si tratta di essere pro o contro, non ha senso esserlo perché comunque la tecnologia va avanti anche senza te, non si può fermare. Siamo destinati al cambiamento continuo. Mentre Napster fu una grande novità nell’ambito della fruizione popolare della musica, qui ci troviamo di fronte ad una svolta epocale. Ci sta aprendo ad un mondo totalmente diverso, ci sarà lo stesso salto che ha avuto il mondo dopo internet. Una variabile che cambierà radicalmente il mondo di concepire la musica. Spero che il musicista del futuro saprà collegare il lato umano con quello tecnologico”.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *