Dal 1° al 4 agosto la Valle d’Itria ospiterà l’ottava edizione di Viva! Festival, con un cartellone che oscilla fra novità e leggenda. Il 1° agosto sarà l’Egnazia Beach Club di Savelletri di Fasano (BR) ad inaugurare l’estate Viva! con Dov’è Liana, Elasi e Thru Collected. Il 2 e 3 agosto la kermesse si sposterà all’Arena Valle d’Itria di Locorotondo (BA); la prima sera con Air play Moon Safari come headliner + Dardust electronic set, The Blaze dj, Giulia Tess e Godblesscomputers, e la seconda sera con Underworld live come main event + Venerus, Whitemary New Bianchini Sound System, Nooriyah, Shygirl presents: Club Shy e Logic1000. Il 4 agosto, invece, si ritornerà nella location di Savelletri per un concerto all’alba con Giorgia Angiuli live. Ne parliamo con Giuseppe Conte, uno dei soci di Turné srl che collabora alla direzione artistica del festival.

Viva! Festival è giunto alla sua ottava edizione: cos’è cambiato in questi anni?

Siamo sicuramente cresciuti tanto in termini di consapevolezza e professionalità dal 2017 a oggi. Nascemmo con una collaborazione con il Club to Club Festival di Torino, ma dal 2022 camminiamo da soli insieme al team di professionisti costruito in questi anni proprio tra la Valle d’Itria e Taranto. Tante professionalità sul nostro territorio non vengono valorizzate abbastanza, ma chi può raccontare la Valle d’Itria meglio di di chi la conosce?

Per il 2024 la line up è superstar con Air e Underworld: cosa aspettarsi dai loro concerti?

Lo spettacolo di Air è altamente funzionale; coloro che l’hanno già visto in Europa, Australia e Usa ne parlano benissimo… C’è grandissima attesa e i biglietti vanno a ruba; andremo quasi sicuramente in sold out. Lo show è stupendo e la produzione è davvero particolare, con un set disegnato ad hoc all’interno di un parallelepipedo bianco in una scatola nera. Poi tutto ciò va immaginato nel contesto Valle d’Itria…

In che senso? La musica “riesce” meglio in questo fazzoletto di Puglia?

Lo skyline di Locorotondo sarà alle spalle del palco e contribuirà a funzionare da scenografia naturale. Insomma, non parliamo del classico stadio, palazzetto o teatro, ma di uno scenario fra muretti a secco e vigneti.

Ma non dimentichiamoci di Underworld…

Loro mancano dall’Italia da molto tempo e sono in giro con questo live da un anno, in una produzione tuta luci e laser e un palco imponente, con un muro sonoro importante. Spingono la cassa fino in fondo ed immaginiamo che questo sarà il momento clue del Viva! Festival, poiché già immaginiamo la chiusura del sabato notte con “Born Slippy”: mi aspetto tanti ragazzi a ballare.

Per quanto riguarda gli astri nascenti in cartellone c’è qualcuno che merita una menzione particolare?

Innanzitutto The Blaze: loro sono già headliner in altri festival, non è neppure il caso di parlare di astri nascenti. Chiuderanno la serata di venerdì dopo gli Air e hanno un impatto sonoro e visivo molto particolare. Poi Shygirl, che sarà sul palco prima di Underworld. Lei è inglese e lo scorso inverno ha pubblicato un disco abbastanza Pop, che ha virato in stile clubbing con questo tour. Tutte le canzoni, quindi, sono state mixate in chiave Dance. Altra menzione meritano Dov’è Liana, che suoneranno nella serata inaugurale. Si tratta di un progetto italo-francese con tre ragazzi che cantano in un mezzo slang bilingue; letteralmente innamorati del Sud Italia. Mettono insieme la Disco Music italiana con un French Touch alla Daft Punk, per intenderci… Sono seguitissimi dai giovani!

Nonostante la longevità degli headliner di quest’anno, Viva! Festival attende una fortissima presenza giovanile: come spiegare questa magia che avviene nei festival di Elettronica e Techno?

L’unica spiegazione che mi do è che anche altri festival attingono a determinati gruppi e sonorità. Adesso in giro gli headliner sono quelli che suonavano nei 90s. C’è PJ Harvey che va ancora in tour a suonare e ha aperto il Primavera, ma anche i The National che suonano da 25 anni… Tanti ragazzi si stanno ricompattando su sonorità dei primissimi anni ’90 ed Air e Underworld in questo sono maestri. È il contesto; Viva!-vive di contesto e calare quei nomi all’interno di un setup molto particolare significherà partecipare ad una festa a cielo aperto, riproposta ogni anno in un’idea di festival che non è facile da rintracciare in Italia… Si tratta quasi sempre di rassegne o concerti one shot, ma noi cerchiamo di costruire ogni serata come racconto musicale: non è semplicissimo ma ci proviamo sempre.

Come risponde il territorio alle iniziative di Viva! Festival? È noto che di estate la Valle d’Itria e la Puglia pullulino di turisti…

Il territorio risponde egregiamente, abbiamo anche attivato una serie di partnership con altre attività locali; con associazioni che producono eventi. Nell’ambito dello stesso Viva! abbiamo una parte “extra” dedicata a talk e presentazioni di libri che svolgiamo insieme a diverse realtà; e qui torna il discorso delle professionalità del nostro hinterland. Inoltre, quest’anno in uno dei talk esporremo le tesi di laurea di due ragazze di Locorotondo che hanno messo al centro della loro pubblicazione il Viva! Festival. Non manca neppure il supporto del Comune, e nell’edizione 2024 durante i live sarà possibile ammirare il video mapping sullo skyline di Locorotondo: chi sarà nell’Arena avrà una visuale privilegiata. Ci saranno anche dei side event; veri e propri spin off nei locali del centro storico, così anche chi non sarà al concerto potrà respirare l’atmosfera del Viva!.

La sete di far festa non manca mai. Risulta troppo ambizioso ipotizzare un’edizione invernale di Viva! Festival?

Non è ambizioso ma dobbiamo ragionare un po’ con economie e infrastrutture… Portare Viva! all’interno di un palazzetto, anche se ci fosse, non avrebbe senso. In quest’edizione ci teniamo a sottolineare molto il video mapping proprio perché torniamo ad unire musica e arti visive: non vogliamo mollare questa narrazione. In inverno non è semplicissimo riproporre un Viva!, però è inutile negare che sarebbe una bella occasione e ci penseremo sul serio.

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