Il Taranto FC 1927 con il comunicato di sabato scorso in cui, ancor prima di ascoltare il parere della Commissione di Pubblico spettacolo, ha annunciato che per la prossima stagione sportiva si trasferirà altrove (Castel di Sangro, ndr) a causa dell’impossibilità di utilizzare lo Iacovone in coabitazione con i lavori di ristrutturazione dell’impianto in vista dei Giochi del Mediterraneo ha colto di sorpresa il Commissario straordinario dell’evento del 2026, Massimo Ferrarese.

“Comprendo perfettamente quali possano essere le esigenze di una società sportiva. Però di questa situazione ne abbiamo parlato diverse volte e non ho mai cambiato posizione. Va precisato che altri avrebbero dovuto discuterne sin dal 2019, ma questo non è stato fatto. Nonostante non avessi alcun specifico dovere, mi sono comunque prodigato per far giocare il Taranto allo Iacovone”, ha esordito Ferrarese che poi ha anche parlato di una soluzione alternativa: “Abbiamo contestualmente predisposto un piano B per mettere a disposizione altri stadi (Massafra presente nel Masterplan sin dall’inizio al contrario di Faggiano, ndr) che stiamo ristrutturando e ampliando per i Giochi del Mediterraneo. Mi sorprende ciò che ha scritto nel comunicato stampa il Taranto, mentre, comunque, stiamo lavorando per farlo giocare allo Iacovone. Attraverso la Prefettura, giovedì, ho chiesto alla Commissione di Pubblico spettacolo il parere per capire se ciò possa avvenire. La commissione si riunirà nei prossimi giorni, quindi credo sarebbe stato meglio aspettare e dialogare per reperire una soluzione, che però non spetta a me trovare. Ho sempre detto la verità e così come in passato ho espresso i miei dubbi sulla possibilità che il Taranto potesse giocare allo Iacovone, cosi dico adesso che non è nemmeno certo che non si possa fare ”.

Intanto, nelle scorse ore, la rediviva Fondazione Taras (ora Aps Taras 706 a.c.), socio di minoranza del Taranto FC 1927 (1% delle quote) ha affidato ad una nota stampa le proprie perplessità sul recente atteggiamento vittimistico tenuto dalla società rossoblù.

“Le dichiarazioni di Massimo Giove, da lungo attese dalla piazza, più che avere una funzione chiarificatrice, sono servite a paventare i soliti scenari da sindrome di accerchiamento, nonché a scaricare alle istituzioni la responsabilità di ogni eventuale ambizione al ribasso rispetto alle aspettative della piazza.
Repetita (non) iuvant: il problema dell’indisponibilità dello “Iacovone” per le stagioni sportive 2024-25 e 2025-26 è noto a tutti dal 2019, e nonostante tutto il Comune ha quantomeno concesso l’ok in tempo utile per garantire l’iscrizione del Club, pur essendo alle porte la cantierizzazione dell’area.
Non c’è stata alcuna assunzione di responsabilità da parte del socio di maggioranza, così come in occasione del mancato rispetto delle scadenze economiche che ha portato al -4 in classifica: anche in quel caso, si rileva dalla conferenza, la colpa sarebbe stata di chi ha cambiato le regole in corsa e non di chi non ha potuto pagare tutto e nei tempi giusti, per “causa di forza maggiore”.
Sia chiaro: nessuno chiede la proverbiale “luna nel pozzo”. La proprietà ha diritto a fare calcio come può, ma la ricerca ossessiva di nemici e di alibi fa emergere le proprie mancanze e offende l’intelligenza dei tifosi.
Il palazzo, il governo, la Federazione, la politica locale: unendo anni di dichiarazioni, sembra che tutti ce l’abbiano con Taranto e con il Taranto. E lunedì è andato in scena un ultimo tentativo disperato di ricompattare l’ambiente in una posa vittimistica, che mette in estremo imbarazzo la maggior parte dei tifosi e dei cittadini di Taranto. Le risposte fornite hanno palesato che il problema non risiede né nell’occasionalità delle dichiarazioni ufficiali del club né in eventuali domande morbide o mal poste dai media, ma nell’assoluta mancanza di rispetto da parte di chi guida la società nei confronti dei tifosi.
Parallelamente alla costruzione di una narrazione destinata a crollare miseramente come un castello di sabbia, scorre la realtà dei fatti. Chi guida il club aveva già provato a capitalizzare uno dei momenti di massima esaltazione dello scorso campionato – dopo l’1-0 sul Catania e con la squadra a 2 punti dal secondo posto – per sperare di giungere, in occasione della visita istituzionale del 28 febbraio a Faggiano, all’inserimento dell’impianto della cittadina, in concessione al club, nel master plan dei Giochi del Mediterraneo. A tutti gli intervenuti, e non solo, parve subito chiaro quanto palese che fosse impossibile ristrutturare un bene in concessione a privati con fondi pubblici.
A proposito di ‘non detti’, sette giorni dopo quell’incontro la tifoseria avrebbe scoperto del deferimento nei confronti del Taranto FC per le note vicissitudini.
In ultimo, siamo sorpresi dall’atteggiamento di chi guida il club riguardo il nuovo impianto sportivo di cui godrebbe all’indomani dei Giochi. Un club professionistico che lascia candidamente intendere che avere un nuovo stadio a disposizione non sia una straordinaria opportunità ma quasi una iattura, dovrebbe riconsiderare profondamente i propri piani.
Avremmo dovuto ottenere rassicurazioni e chiarimenti e invece siamo tutti più amareggiati e preoccupati di prima”.

 

2 Responses

  1. Certo che il Taranto ,Taranto e tutto ciò che rappresenta noi e questa società fa veramente deprimere, ma il buon 80 % delle colpe va a chi ci dovrebbe rappresentare che non vale tanto ,più che altro è un costo eccessivo … dovevate fare lo stadio “ nuovo” altrove ,altro che consumo di suolo pubblico era la soluzione più giusta e plausibile .si è costruito l’ilva che ha sprecato un territorio tre volte e più il paese di Taranto e per uno stadio dovrebbe esserci spreco?,che tristezza questo paesotto ,la magna pizza del cappero siamo diventati .. e quell’altro che risponde pure ..commissario vada avanti .. realizzi qualcosa “almeno, non dia retta a sti zoticoni.. sempre nella speranza che sia conclusa qualcosa prima dei giochi della monnezza 2026.

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