Pur facendo i conti con le prevedibili e consuete assenze di volontari nel periodo estivo, l’arciconfraternita e la parrocchia del Carmine continuano ad assicurare la normale attività alla mensa per i poveri ubicata nel centro per i senza fissa dimora ‘San Cataldo vescovo’. “Ci sono delle difficoltà, ovviamente, per le tante sostituzioni nei turni, ma con tanta buona volontà e abnegazione, pur a ranghi ridotti, a mezzogiorno riusciamo ugualmente ad assicurare il pasto ai nostri assistiti” – spiega Pietro Sclavo, coordinatore di una ventina di operatori, mentre è intento ad aiutare i cuochi nella preparazione del menu del giovedì, che consiste in pasta al sugo, frittata e frutta. “D’altronde, come si suol dire, l‘estate la carità non va certo in vacanza!”- aggiunge.

Per un migliore servizio sia in cucina sia ai tavoli e per sopperire alle assenze dei volontari, i responsabili della mensa hanno fatto richiesta al Comune, attraverso l’assessore ai servizi sociali Gabriella Ficocelli, dell’apporto di venticinque percettori del reddito di dignità. In questi giorni sono in corso di svolgimento le preselezioni per individuare il personale idoneo, che dovrebbe iniziare il servizio, della durata di un anno, entro il mese di settembre.

Sono circa millecinquecento i pasti che serviamo ogni mese – continua Sclavo – registrando una leggera flessione dell’utenza nel periodo estivo. Questo accade sia perché diversi poveri, soprattutto quelli che percepiscono una pensione, preferiscono cucinare da sé nelle proprie case o servirsi dai negozi di gastronomia, sia per la diminuzione degli ospiti del centro di accoglienza, che si trasferiscono altrove”.

Anche nel periodo estivo non si verificano problemi nel rifornimento di generi alimentari, grazie al Banco Alimentare, a due panifici di via Principe Amedeo e di via Cesare Battisti, a una pescheria sulla strada per San Giorgio e a un ipermercato che ogni mercoledì dona la frutta; inoltre dal prossimo autunno dovrebbero riprendere, attraverso la Protezione Civile, le donazioni settimanali degli esercenti del mercato di piazza Fadini. Inoltre la parrocchia provvede al versamento di un contributo mensile per le utenze e i vari acquisti mentre l’arciconfraternita si preoccupa della fornitura del monouso (tovaglioli, piatti, bicchieri e posate di plastica). E a questi si affiancano periodicamente diversi privati nel contribuire al mantenimento di tale ammirevole opera di carità, sorta negli anni ottanta in un piccolo locale in via Cavour.

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