È il regno del degrado e dell’abbandono, fra topi, scarafaggi e sciami di moscerini e grandi cumuli d’immondizia. Peggio non poteva essere giù al lungomare, dove ogni mattina passano decine e decine di tarantini, ma anche turisti delle navi da crociera, diretti alla spiaggetta ‘sotto casa’ per abbronzarsi un po’. La balneazione, com’è noto, non vi è consentita in quanto in presenza di acque portuali, ma la gente continua a fidarsi della limpidezza del mare. Oltre che attraverso la passeggiata a mezzacosta intitolata ad Alessandro Leogrande, vi si accede attraverso l’attigua scalinata in ferro.

Al di là dei passamani, bottiglie e lattine sono sparse in quantità, con un puzzo tale da togliere il respiro. Quindi, dopo alcuni gradini giù a destra, si arriva al grande immondezzaio. I piccoli vani dell’ex centro nautico Italsider, originariamente destinati al ricovero di imbarcazioni, e i loro dintorni sono colmi di rifiuti di ogni genere. Ci viene riferito che nelle ore notturne in quegli spazi trovano rifugio degli extracomunitari e le tende poste agli accessi lo lasciano supporre. Ma veramente riesce difficile pensare che un essere umano, pur nella profonda disperazione, possa adattarsi a dormire in mezzo a quel degrado che, si ribadisce, è inconcepibile. Inoltre, alcuni resti carbonizzati per terra sono testimonianze di falò accesi nelle fredde sere invernali, bruciando le tavole della piattaforma, sempre più spoglia.

Attigui alla spiaggetta, restano ancora gli spuntoni arrugginiti, testimonianza della preesistente ex sede nautica Italsider, che, oltre a costituire una vera bruttura, sono un grave pericolo. A poco serve il nastro biancorosso con cui è stata recintata quella zona. A rischio (lo abbiamo più volte ribadito) è in particolare l’incolumità dei tanti bambini che, sfuggendo alla vigilanza dei genitori, spesso si avvicinano a quelle rovine, correndo il pericolo di infettarsi con il tetano.

È proprio in questa zona che il Comune ha annunciato nei giorni scorsi un massiccio intervento di valorizzazione che prevede, tra tanto altro, la sistemazione di una passeggiata costituita da passerelle in metallo, che i progettisti definiscono “a bordo mare”, e addirittura un ascensore in vetro per collegare la parte alta di viale Virgilio con la spiaggia, che a sua volta andrà opportunamente riqualificata con la realizzazione di terrazzamenti. Nell’attesa dei lavori (chissà quando inizieranno e soprattutto quanto dureranno) è urgentissimo un radicale intervento di bonifica del sito, che si trova fra l’altro a poca distanza del cantiere di Kyma Ambiente.

Intanto sul lungomare è scomparso il rendering dei lavori di ristrutturazione della scarpata, ormai sbiadito dal sole. Un altro presto ne prenderà il posto?

 

Una risposta

  1. Fa davvero male al cuore vedere cosa è capace di fare la gente. Tarantini o stranieri, chiunque insozzi in questo modo un bene pubblico non ha scusanti. Essere poveri e disperati non è una scusante, ed essere cittadini e fregarsene dello schifo auto alimentato, è un’aggravante. Chiedo al signor sindaco, a cosa serve progettare grandi cose se prima non si educano le persone al rispetto del bene pubblico?

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