E’ un percorso molto lungo e accidentato quello che sta attraversando il procedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Acciaierie d’Italia S.p.A. (ex Ilva). Una strada in salita, che attualmente lascia propendere la bilancia sulla possibilità che al termine dell’iter in corso il ministero dell’Ambiente possa anche non rilasciare, magari anche solo temporaneamente, il rinnovo dell’AIA.

Dopo l’istanza presentata dalla società all’epoca guidata dall’ ad Lucia Morselli nel febbraio dello scorso anno che portò il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ad avviare il procedimento il 2 maggio 2023, il 14 giugno di un anno fa si svolse la riunione d’insediamento del Gruppo Istruttore nella quale veniva richiesto ai componenti di proporre eventuali richieste di integrazioni rispetto alla documentazione pervenuta, in merito a diverse macrotematiche: in primis per quanto concerneva gli impianti dell’area a caldo evidenziando eventuali aree di miglioramento tenuto conto che sono già applicate in quest’area le BAT Conclusions di cui alla Decisione della Commissione europea 2012/135/UE relative all’attività principale, ossia alla produzione di ghisa e acciaio, riportate nel decreto di AIA del 2012. L’altra macrotematica riguardava gli impianti di laminazione a caldo e a freddo: il procedimento deve infatti considerare l’adeguamento delle BAT di cui alla Decisione di esecuzione UE n. 2022/2110 della Commissione dell’11 ottobre 2022 (pubblicata a novembre 2022) che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT), a norma della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni, che vanno applicate entro il 2026 a meno di concessioni di proroghe. Vi è poi il capitolo legato agli impianti della gestione dei rifiuti: l’istruttoria prende in considerazione anche la parte relativa alla gestione dei rifiuti e alle discariche in esercizio interne allo stabilimento in quanto attività tecnicamente connessa, regolamentata ad oggi con norme specifiche per lo stabilimento di Taranto; oltre al deposito temporaneo, viene anche considerata l’attività R13/D15 autorizzata con il DM 546 del 29/12/2022, che prevede la prestazione di specifica garanzia finanziaria (argomento sul quale nei giorni scorsi la società ha ricevuto una nuova diffida da parte de MASE). Vi sono poi i progetti per la riduzione dei consumi e il riutilizzo delle acque reflue, dove alla società è stato richiesto, anche considerando quanto previsto dalle BAT Conclusions, un progetto per il riutilizzo delle acque reflue e meteoriche a valle dei trattamenti già in essere. Infine, per quanto concerne l’efficienza energetica di richiedere ulteriori misure su tale tema anche considerando quanto previsto dalle BAT Conclusions/BREF Trasversali, mentre per quanto riguarda la gestione delle materie prime un approfondimento sull’utilizzo delle stesse per il caricamento degli altiforni e dei convertitori di ossigeno. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/11/ex-ilva-la-cokeria-rischia-lo-stop/)

In sintesi nell’istanza il Gestore propone 46 nuovi interventi. Di questi 46 interventi, il Gestore prevede la definizione di uno studio intorno al 2030 per 25 interventi in merito ai quali il Gruppo Istruttore ha preso atto della programmazione del Gestore e ha ritenuto che allo stato attuale non fosse necessario procedere con la richiesta di integrazioni. Pertanto le richieste di integrazioni e/o di presentazione di alcuni studi/progetti riguarderanno i 21 interventi per i quali il Gestore ha previsto nei propri cronoprogrammi il completamento degli studi nel periodo 2023-2025. Su tali interventi la Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC in una nota del 29/11/2023 ha richiesto ad Acciaierie d’Italia 102 richieste di integrazioni per le quali, ferma restando la necessità che il Gestore si adoperi nei tempi tecnici strettamente necessari a fornire la documentazione richiesta al fine di poter procedere ad una celere conclusione dell’istruttoria, il GI ha proposto una tempistica differenziata da 30 a 180 giorni anche tenendo conto dei cronoprogrammi presentati dal Gestore. E lo scorso 13 giugno Acciaierie d’Italia S.p.A. in A.S. (AdI in A.S.) ha trasmesso le integrazioni documentali attese dal MASE entro il 12/06/2024, tra le quali vi era anche la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS).

Pochi giorni dopo, esattamente il 18 giugno presso la sede dello stabilimento siderurgico di Taranto, ha avuto inizio la riunione-sopralluogo del Gruppo istruttore (GI) incaricato per lo svolgimento delle attività istruttorie relative al procedimento per il riesame complessivo con valenza di rinnovo dell’AIA per l’esercizio dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia S.p.A. in A.S. In apertura di riunione, il referente del GI, il dott. Antonio Fardelli, ha richiamato la nota del 5/06/2024 con cui Adl in A.S. ha comunicato il nominativo del nuovo Gestore, ing. Benedetto Valli, e il nominativo del nuovo referente AIA, ing. Marcello Fonseca.

Preliminarmente, l’ing. Fonseca ha tenuto a precisare che la gestione attuale dello stabilimento (oggi Acciaieria d’Italia S.p.A. in A.S.) non è la medesima che ha presentato l’istanza di rinnovo. Pertanto, risulta necessario per il nuovo Gestore integrare l’istanza con ulteriore documentazione che sarà trasmessa il prima possibile. Il rappresentante del Gestore ha poi sintetizzato i principali aspetti dell’istanza presentata con riferimento alla capacità produttiva, agli interventi previsti, molti anche dopo il 2030, e agli interventi per l’adeguamento alle BAT Conclusions di cui alla Decisione (UE) n. 2022/2110 dell’11 ottobre 2022 per l’industria di trasformazione dei metalli ferrosi da applicare entro il 2026.

Il referente del GI ha poi precisato che le attività di scavo legate agli interventi proposti che ricadono in area SIN, non previsti dal DPCM 29/09/2017, devono seguire le procedure ordinarie di legge. Anticipando che nel procedimento di rinnovo sarà valutata anche l’istanza relativa alla diminuzione dei tempi di distillazione oggetto del procedimento (attività sulla quale lo scorso anno AdI ottenne una nuova diffida dal MASE). Ed ha poi richiamato anche le note, con cui la Società ha trasmesso le integrazioni documentali richieste dal Ministero, come indicate dalla Commissione AIA e dal Ministero della Salute, tra cui lo studio di impatto sanitario richiesto dal Ministero della Salute e che tale studio è relativo ad una produzione pari a 6 milioni di tonnellate annue di acciaio post-operam e con tempi di distillazione del coke pari a 24 ore. Tuttavia, al fine di garantire il rispetto dei tempi fissati per la trasmissione delle integrazioni richieste, la società ha fatto presente di aver ritenuto intanto dì inviare la documentazione relativa allo scenario emissivo già disponibile, riservandosi di inviare successivamente la documentazione relativa alla produzione pari a 8 milioni di t/a.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/08/taranto-attende-risposte-sulla-salute/)

Sempre nella giornata del 18 giugno, l’ing. Fonseca ha richiamato ai presenti quanto riportato nella nota del 13/06/2024 con riferimento alla documentazione richiesta ai punti 47 (rifiuti) e 99 (Rumore e vibrazioni) della richiesta di integrazioni, per poi procedere con la presentazione da parte del Gestore dei progetti relativi ai nuovi interventi previsti nell’istanza per l’area a caldo e oggetto della richiesta integrazioni, a cominciare dal rifacimento impianto di granulazione (e sgrondo carro siluro). Il rappresentante del Gestore ha tenuto a precisare che tale impianto effettua la granulazione della ghisa o della loppa. Viene esercito solo in caso di necessità, ossia per evitare la fermata dell’altoforno in caso di accumulo di ghisa oppure se si vuole utilizzare la ghisa granulata nell’acciaieria; tale impianto è connesso lo scarico 76, AI che si stima un esercizio annuo di 50-60 giorni/anno (valutato con 3 AFO in marcia); il cronoprogramma prevede 15-18 mesi dall’assegnazione dell’ordine subordinato comunque al rilascio dell’AIA. Si è poi discusso del ripristino impianto di denaftalinaggio richiesto all’azienda (oltre a quello del debenzolaggio per ridurre le emissioni di benzene dalla cokeria), della minimizzazione/recupero polveri MEROS dall’impianto di agglomerazione (con la proposta dell’azienda che ha lasciato molto perplessa ARPA Puglia) e l’adeguamento dell’altoforno n. 5 come da DPCM 29/09/2017 che è considerato al momento da tutti gli addetti ai lavori troppo costoso ma soprattutto oramai inutile. Ed infine si è affrontato l’argomento dell’iniezione di polimeri negli altoforni (un progetto di cui si parla da tempo e sul quale vi sono pareri contrastanti).

Nella giornata successiva di mercoledì 19 giugno, i partecipanti si sono recati presso alcune aree dello stabilimento: area parchi primari per visionare le coperture dei parchi minerale e fossile; l’area cokeria per la fase di sfornamento e la fase di spegnimento, e l’impianto trattamento gas coke; si è poi passati all’area agglomerato (AGL2) per visionare i filtri a maniche su linea E e su linea D; nell’area altoforni (AFO) è stato poi il turno di AFO 4; nell’area acciaieria si è preso visione della fase caricamento convertitore di ACC/2 e relativa CCO2; ed infine nell’area laminazione a caldo per la produzione di coils (TNA/2). Conclusa la visita in campo, la seduta è proceduta con la presentazione da parte del rappresentante del Gestore dei progetti relativi ai nuovi interventi previsti presso l’area di laminazione a caldo e a freddo: per il Treno Nastri 2 è previsto l’adeguamento dei forni per la riduzione di NOx tramite l’implementazione del sistema FDP e implementazione sistema LOCOX con AI (BAT n. 22); per il Treno Nastri 3 la sostituzione dei bruciatori e l’adeguamento della logica di controllo e dell’automazione sui forni di riscaldo bramme (BAT n. 22 e 29); per il Treno Nastri 1 è prevista l’installazione dell’impianto di aspirazione fumi umidi (BAT n. 42 e 43), mentre per il Laminatoio a Freddo 2 è previsto l’adeguamento dei bruciatori dell’impianto arrostìmento a spruzzo – Rigenerazione acido cloridrico (BAT n. 29).

Per quanto riguarda gli interventi volti al miglioramento degli ambienti di lavoro attraverso l’aspirazione e filtrazione fumi di saldatura e ossitaglio presso Officina TNA/1, l’impianto di aspirazione fumi TOC/OFF TNA/2 e l’impianto di aspirazione fumi TOC/OFF TNA/2, il Gestore ha comunicato che non intende presentare istanza di modifica non sostanziale e che pertanto le attività saranno esercite dopo aver acquisito l’autorizzazione per i tre nuovi camini derivanti dai citati interventi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/06/27/ex-ilva-una-vis-senza-polemica/)

Infine, nella terza ed ultima giornata il 20 giugno, la riunione del Gruppo Istruttore con il Gestore è proseguita, così come previsto nell’ordine del giorno, con la presentazione e l’approfondimento della documentazione inerente il Piano di gestione delle acque, la realizzazioni di due depositi per rifiuti non pericolosi (per uno dei quali sarà necessario attivare la procedura per la verifica di assoggettabilità a VIA regionale) e l’attività di recupero di altra tipologia di rifiuti. Il rappresentante del Gestore ha chiarito che tali interventi sono ampliamenti di depositi temporanei già esistenti e autorizzati per le stesse tipologie di rifiuto. Sempre nell’ultima giornata il Gestore ha illustrato l’intervento che riguarda l’Ampliamento discarica ex cava Mater-Gratie pe rifiuti speciali non pericolosi (studio previsto per il 2030). Per quanto concerne quest’intervento il referente precisa che tale intervento è assoggetto alla valutazione di impatto ambientale (VIA), che è preliminare all’autorizzazione integrata ambientale. Pertanto il Gestore deve individuare l’iter autorizzativo che intende intraprendere.

Alla luce degli approfondimenti effettuati in sede di riunione, la società si è impegnata a trasmettere nei tempi tecnici strettamente necessari tutta la documentazione ritenuta opportuna ad integrazione dell’istanza presentata dal precedente gestore. In particolare si è impegnata a trasmettere l’elenco dei camini non più attivi con indicazione degli impianti/sezioni di appartenenza; eventuale ulteriore documentazione relativi agli interventi previsti nell’area a caldo; per gli impianti di laminazione a freddo e a caldo con riferimento alle emissioni in atmosfera dei forni, i dati di monitoraggio in relazione al combustibile utilizzato, in linea con quanto previsto dalle BAT; un apprendimento degli interventi di miglioramento, tenendo conto dei valori medio bassi dell’intervento indicato dalle BAT.  Per quanto riguarda il piano di gestione delle acque sarà inviata un’analisi, anche attraverso l’impiego delle “Water Maps” indicate nella documentazione presentata, dei dati di monitoraggio e controllo presenti al fine di fornire, per ogni area di stabilimento oggetto dell’istanza, un quadro dettagliato dei consumi idrici necessari, del grado di riutilizzo della risorsa idrica e delle caratteristiche qualitative. Inoltre sarà inviato un approfondimento in merito alle attività di recupero ambientale e alle relative garanzia finanziaria prevista per quanto riguarda il piano di gestione dei rifiuti. Il rappresentante del Gestore ha precisato che, come indicato nelle integrazioni trasmesse, con riferimento all’end of waste (ovvero la cessazione della qualifica di rifiuto, è il processo attraverso il quale un rifiuto cessa di essere tale, per mezzo di procedure di recupero, ed acquisisce invece lo status di prodotto) si ricade esclusivamente nell’ambito di applicazione del regolamento UE 333/2011. Per ogni candidato “sottoprodotto” invece, si trasmetterà la relativa scheda, elaborata così come indicato nella richiesta di integrazioni del 15/12/2023. Sono stati inoltre acquisiti i documenti illustrati in riunione che si aggiungono alla documentazione già trasmessa. A conclusione della riunione, il referente del GI rammenta che, ai sensi dell’art. 5, comma 4, del D.M. 25 settembre 2007, i Commissari “sono tenuti ad osservare il segreto d’ufficio sulle attività oggetto dell’incarico”.

Insomma, la partita per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambiente dell’ex Ilva è tutta ancora da giocare.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/05/lex-ilva-sulla-strada-della-dismissione/)

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