Si è svolta quest’oggi la riunione sulla vertenza dell’azienda HIAB, che fa capo al gruppo Cargotec Coroporation nella sede della Presidenza della Regione Puglia del Comitato per le aree di crisi presieduto da Leo Caroli, alla presenza dei sindacati, di una delegazione di lavoratori (in tanti giunti da Taranto e in sit-in all’esterno del palazzo della Regione sul lungomare di Bari) e dell’azienda. La società ha infatti deciso di trasferire a Minerbio (Bo) le attività manifatturiere per la produzione gru attualmente prodotte nello stabilimento di Statte (Ta), con conseguente apertura di una procedura di proroga della Cassa integrazione per tutto il personale in forza a zero ore, pari a 102 unità. La decisione è stata comunicata lo scorso 11 luglio alle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici FIM FIOM e UILM e le rispettive RRSSUU, in un incontro con i vertici aziendali nella sede di Confindustria Taranto che aveva convocato un incontro tra le parti.
Il tavolo odierno è sospeso e aggiornato ai primi di settembre. Resta comunque lo stato di agitazione dei lavoratori dopo lo sciopero dello scorso 15 luglio, ma si è aperto uno spiraglio: in questo mese l’azienda valuterà le possibilità di incentivo e sostegno della Regione Puglia, come la partecipazione ad un accordo di programma, che prevede risorse per l’innovazione, i macchinari e la riqualificazione. A fine agosto si terrà un incontro tecnico in cui saranno spiegate più nel dettaglio le possibilità. L’obiettivo del sindacato e delle istituzioni regionali è far rimanere e rilanciare l’attività a Taranto, scongiurare gli esuberi (nel piano aziendale 40 per cento dei 102 lavoratori), evitando i trasferimenti delle 25 maestranze specializzate nel sito di Minerbio. Ammortizzatori sociali temporanei potrebbero essere valutati ma soltanto se vincolati ad un piano industriale (più volte richiesto dal sindacato).
Per i sindacati la decisione presa dall’azienda viene considerata preoccupante e grave “perché motivata semplicemente da ragioni di crescita dei profitti. Tutto questo fino ad ora è avvenuto al di fuori di un qualsiasi progetto industriale preventivamente discusso con le organizzazioni sindacali, nonostante sia stato richiesto più volte da quest’ultime un confronto in merito – sostengono i sindacati -. Le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti della multinazionale HIAB Italia Srl in questi anni, con la loro competenza, esperienza e professionalità, hanno permesso all’Azienda di crescere, fino a farla diventare un grande Gruppo, annoverabile tra quelli in posizione di leadership mondiale nel settore di costruzione gru ed attrezzature per la movimentazione dei carichi su strada”. Per questo FIM FIOM e UILM “non considerano condivisibile la scelta di trasferire alcune attività svolte dal sito di Statte (Ta) in altri siti europei, nonché, il prossimo trasferimento totale dell’attività del sito jonico presso lo stabilimento di Minerbio (Bo), perché così si impoverirebbe il tessuto industriale, produttivo e sociale del nostro territorio in favore di un processo di pura delocalizzazione produttiva tesa esclusivamente ad abbassare i costi”. FIM, FIOM e UILM continueranno a chiedere “il ritiro immediato della proroga di CIGO che coinvolge 102 unità lavorative e per la salvaguardia del sito produttivo si Statte (Ta), per la definizione di un vero piano industriale che riguardi tutte le attività ed i prodotti realizzati dal gruppo, per la ricostruzione e qualificazione di un adeguato sistema di relazioni sindacali ed industriali, capace di dare risposta ai problemi occupazionali in termini di stabilità, formazione e riqualificazione professionale, miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione della produzione”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/11/la-hiab-vuole-andare-via-da-statte/)