Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha inaugurato a Taranto la Casa del Made in Italy. Questo presidio territoriale del Mimit, con sede in via Giuseppe Massari, è il primo in Puglia e il sesto attivo sul territorio nazionale nell’ambito del progetto avviato con la Legge quadro del Made in Italy. L’obiettivo di queste sedi distaccate è assicurare un contatto diretto con le comunità locali, grazie a una connessione efficace tra imprese territoriali, cittadini, stakeholders e direzioni generali centrali del ministero. Le Case del Made in Italy offriranno anche informazioni e assistenza sugli strumenti che il Dicastero mette a disposizione per incentivare e sostenere le attività produttive, lo sviluppo e l’occupazione, consentendo al tessuto produttivo italiano di cogliere al meglio le sfide dell’internazionalizzazione e dell’innovazione digitale e green. Questi presidi saranno anche un luogo dove le rappresentanze datoriali e quelle dei lavoratori potranno confrontarsi per valutare le esigenze delle filiere produttive del territorio. Infine, sarà fornita alle imprese interessate formazione in materia di appalti pubblici.

In occasione dell’inaugurazione della “Casa del Made in Italy” di Taranto, il ministro Urso ha speso qualche parola circa la situazione dell’ex Ilva. Ne ha parlato facendo un paragone con il commissariamento scorso in quanto, con il nuovo, sono riusciti a salvaguardare la filiera dell’indotto con procedure di grande significato e con modifiche legislative. “Sia chiaro a tutti – ha affermato Urso – che grazie al clima di coesione istituzionale e al clima di coesione sociale siamo riusciti a realizzare questa difficilissima operazione prima di commissariamento e ora di rilancio del principale sito produttivo siderurgico italiano a livello europeo”. E ancora, ha nominato il consenso sul piano di rilancio produttivo ricevuto da parte della Commissione Europea attraverso il prestito ponte. Ciò per il Ministro significa che la Commissione ha certificato che il piano industriale finanziario per il lancio produttivo del sito di Taranto è sostenibile sul piano produttivo e finanziario sino al punto da garantire la restituzione del prestito ad un tasso d’interesse dell’11,6% annuo. Per Urso questa è la soglia più bassa tra quelle che solitamente la Commissione concede. “D’altra parte, stanotte, si è conclusa la trattativa con tutte le organizzazioni sindacali sulla cassa integrazione. Questo dimostra che siamo sulla strada giusta. Da una parte ce lo dice la Commissione Europea e dall’altra il consenso delle organizzazioni sindacali e questo è il clima giusto affinché gli investitori internazionali scommettano sull’ex Ilva”. Il bando per la cessione dell’ex Ilva sarà pubblicato entro la fine del mese di luglio ha poi confermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione. “Allo stato hanno manifestato interesse alcuni gruppi internazionali, due dei quali ho incontrato nelle ultime ore. Come voi sapete un importante player ucraino (Metinvest), quindi europeo, e un importante canadese (Stelco), due altrettanto significative imprese indiane che opereranno insieme (Steel Mont e Vulcan Green Steel) e poi allo stato hanno visitato gli impianti due imprese italiane, tra cui Marcegaglia, che è uno dei gruppi più significativi. La gara e la procedura internazionale devono ancora iniziare, abbiamo presentato l’altro giorno a Palazzo Chigi ai sindacati gli indirizzi e gli obiettivi del bando di gara internazionale che sarà attivo alla fine di questo mese, come avevo sempre annunciato”, ha affermato Urso. “Sulla base di questo bando saranno poi presentate le manifestazioni d’interesse da parte di coloro che riterranno di farlo, probabilmente coloro che loro gia’ lo hanno informalmente fatto e forse altri attori internazionali”, ha aggiunto il ministro.

Il taglio del nastro

 

“Abbiamo, inoltre, salvaguardato la filiera dell’indotto con procedure di grande significato e con modifiche legislative che ci hanno permesso di mettere in campo ogni strumento. Gli incontri avvenuti presso la Prefettura di #Taranto con le autorità locali, sindaco e presidente della Regione, parlamentari e consiglieri regionali, sindacati e rappresentanti delle #imprese dell’indotto, sono stati un’occasione preziosa per fare il punto sul lavoro di questi primi venti mesi di legislatura, in piena #trasparenza e con straordinaria #coesione di intenti” ha commentato il ministro al termine degli incontri pomeridiani avuti in Prefettura a Taranto. 

Il presidente Michele Emiliano si è detto a disposizione del Governo e del Ministero per rafforzare la capacità della struttura della Casa del Made in Italy di operare nell’ambito dello sviluppo economico. Ha voluto ricordare che in nove anni di presidenza, la Regione Puglia, è cresciuta ad un ritmo doppio rispetto a quello italiano, dal punto di vista economico, come PIL. “Questo significa – ha aggiunto Emiliano – che le politiche economiche di promozione e di sviluppo della Regione Puglia hanno avuto un grande successo. Oggi abbiamo fatto la cabina di regia della Z.E.S. (Zona Economica Speciale) con la Presidente del Consiglio Meloni e stiamo a vedere se il disegno strategico del superamento della questione meridionale avrà successo. Noi stiamo sostenendo il Governo in tutte le sue iniziative almeno potabili, poi ce ne sono alcune che non si possono proprio bere. Grazie ai cittadini abbiamo creato un clima nel quale il Governo sta lavorando per la soluzione della crisi dell’Ilva, mi auguro con maggiore trasparenza e intelligenza rispetto ai passati Governi. Stessi Governi che hanno consegnato la fabbrica al suo principale concorrente, cosa che sgolandomi e passando per una Cassandra ho ripetuto più volte. L’altra cosa che non veniva accettata per alcuna ragione era la decarbonizzazione della fabbrica. Entrambe le cose: la cacciata della Morselli e di ArcelorMittal e un bando che favorisca la decarbonizzazione, sono i due elementi sui quali si è trovato un accordo positivo tra Regione e Governo. Devo dare atto al Ministro Urso di lealtà, trasparenza e rapidità”. A proposito dei Giochi del Mediterraneo, nonostante Emiliano abbia dichiarato che la Regione sia stata messa da parte, li ha definiti più importanti delle Olimpiadi di Parigi per il territorio pugliese. Ha ammesso di aver letto una lettera del sindaco Melucci che lamentava che nonostante tante vicissitudini per salvare i giochi, manchino ancora importanti cifre. “Come al solito – ha concluso il Presidente regionale – quello che fa vincere Taranto e la Puglia è l’unità tra i cittadini attorno alle cose che ci interessano. Se aspettiamo che ci vengano a salvare da fuori, questo normalmente non succede perché non hanno la stessa sensibilità che abbiamo noi”. Ci si domanda se tale unità possa essere sufficiente per la ribalta del territorio.

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