“Da quando Baggio non gioca più non è più domenica” potrebbe trasformarsi in “Da quando ci sono le Pay Tv non è più domenica…”. Chissà se il noto cantautore bolognese Cesare Cremonini dedicherà mai dei versi a quello che da anni ormai, dalla serie A alle serie C, è diventato calcio spezzatino.
Lo sport più amato dagli italiani spalmato su più giorni alla settimana allontana la gente dagli stadi (il calo è evidente senza andare a scomodare statistiche tra gli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 e i giorni nostri) anziché avvicinarla ma riempie le tasche dei club (i soliti però…). Siamo sicuri che ne valga ancora la pena?
Come si pensa di avvicinare i bambini all’evento calcistico se poi il giorno dopo si va a scuola o se chi li deve accompagnare, invece, sta lavorando o è reduce da una giornata lavorativa e il giorno dopo deve ritornare ‘ai posti di combattimento’?
E’ operazione nostalgia pensare di tornare a “strafocarsi” in fretta alla domenica il panino con le polpette al sugo della nonna e correre allo stadio con parenti e amici perchè alle 14.30 c’è la squadra del cuore che scende in campo? Probabilmente sì!
Lo spunto per questa riflessione nemmeno tanto profonda l’ha dato il comunicato odierno della Lega Pro che ha annunciato la programmazione delle prime sette giornate di serie C. Ebbene il Taranto in queste prime sette gare della stagione 2024-2025 non giocherà una volta di domenica, sia che si tratti di calcare il proprio campo di gioco (quale? ancora non si sa….ma questo è un altro problema. Per ora resta lo Iacovone, per ora..) sia che si tratti di andare in trasferta.
La scorsa stagione il Taranto su 38 partite di campionato (stagione regolare, play-off esclusi) ne ha disputate solo 17 di domenica (il 45% del totale) di cui solo 6 in casa su 19 match a disposizione (pari al 31,5%). Un dato che non ha bisogno di ulteriori commenti…Da quando ci sono le pay-tv non è più domenica…