Ai lavoratori e alle lavoratrici della Fondazione della Cittadella della Carità sono stati pagati gli stipendi di giugno. A comunicarlo ai sindacati di categoria la società stessa con una nota a firma del presidente del Cda Stefano Sibilla.

“Si segna un risultato importante della nostra protesta, anche se non risolve tutte le questioni ancora in piedi. È una ulteriore dimostrazione che la lotta e l’unità dei lavoratori è sempre vincente. Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi” commentano dalla FP Cgil. In riferimento anche all’ultima assemblea sindacale con relativo sit-in che si è tenuto nel piazzale antistante la Fondazione lo scorso 19 luglio, indetto dalle segreterie territoriali di FP Cgil e Cisl FP. Alla base dell’ultima iniziativa, la grave situazione di stallo in cui versa la vertenza Cittadella della Carità oramai da mesi, stante sino alla settimana scorsa la mancata l’erogazione delle retribuzioni del mese di giugno derivante dal ritardo nell’emissione del DURC da parte dell’INPS.

“A tutt’oggi – hanno denunciato ancora una volta le due sigle sindacali una decina di giorni fa – quello che rende il clima davvero invivibile è la costante incertezza sul futuro di questa struttura sanitaria non solo per l’intera platea di lavoratori di Cittadella della Carità, ma per l’intero territorio tarantino che non può essere depauperato da una offerta sanitaria tanto importante. A ciò si aggiunga che, ad oggi, non è stata ancora pagata la retribuzione di aprile, la seconda tranche della tredicesima del 2023 pari al 50% e considerate le tempistiche che si prefigurano, si aggiungerà con molta probabilità, anche la retribuzione del mese in corso (termine contrattuale scaduto il 10 luglio). Non vi sono ancora novità sulla procedura in corso nella trattativa con Neuromed, la questione accreditamenti, la revisione della legge regionale che potrebbe sbloccare la situazione. Considerato che le lavoratrici ed i i lavoratori di Fondazione Cittadella della Carità non possono più continuare a pagare per gli errori del passato fatti dai vari management che si sono succeduti, è necessario che le istituzioni, intervengano urgentemente a sanatoria di una situazione divenuta inverosimile. Chiediamo quindi un tavolo tecnico con tutte le istituzioni presenti affinché si possa salvare una struttura sanitaria importantissima per questa provincia e con essa, non per ultimo ovviamente, 160 posti di lavoro” hanno ribadito le due sigle sindacali.

Nell’ultimo incontro tra il management della Fondazione della Cittadella della Carità e i sindacati di categoria CGIL FP, CISL FP, FIALS, UGL SALUTE, per il fare il punto della situazione sulla vertenza svoltosi ad inizio mese, era stato comunicato la mensilità di Aprile 2024 e del restante 50% della 13esima 2023, che sono stati congelati dopo l’istanza di ammissione al concordato preventivo come debiti precedenti (domanda presentata lo scorso 8 maggio dalla Fondazione della Cittadella della Carità contenente il piano strategico di sviluppo e una proposta di ristrutturazione del debito ai creditori ed accolta dal tribunale lo scorso 8 giugno), e che secondo quanto affermato durante l’ultima riunione saranno pagati per primi come crediti privilegiati dopo l’omologa del tribunale. Inoltre fu fatto presente come vi fossero crediti non ancora riscossi da enti pubblici come il Comune di Taranto (pari a 200.000 euro) e dalla società partecipata Kyma Ambiente, che si stavano cercando di recuperare nel più breve tempo possibile e grazie ai quali sarebbe stato possibile retribuire la mensilità di giugno.

Si resta sempre in attesa invece di conoscere i dettagli del piano industriale che nei termini previsti (indicativamente 120 giorni) sarà presentato in tribunale tramite l’amministratore giudiziario, l’avvocato Dario Lupo. Nella bozza del piano non sono previsti tagli occupazionali almeno non in questa fase. Aspetto che ha destato più di qualche preoccupazione tra i sindacati e i lavoratori. Ricordiamo infatti che la trattativa in corso per il fitto del ramo d’azienda alla società Soave Sanità, controllata dalla Neuromed, e della voltura a quest’ultima degli accreditamenti, non si è ancora conclusa. La società ha più volte confermato la totale disponibilità ad investire ed a procedere con l’acquisizione del ramo d’azienda e il mantenimenti di tutti gli attuali livelli occupazionali (condizione imprescindibile per la conclusione positiva della vertenza), dichiarandosi pronta a subentrare con un investimento iniziale pari a 2 milioni di euro. Ma il percorso delle volture degli accreditamenti è ancora in stand-by. In Consiglio regionale è prevista la presentazione di una mozione di modifica della Legge 9 che attualmente costituisce un ostacolo d’intralcio sulla positiva conclusione della vertenza. Il paletto posto dall’art. 9 della legge regionale n. 9 del 2017 prevede la possibile decadenza dell’autorizzazione dell’accreditamento sanitario della struttura in capo al cedente, in caso di violazione degli obblighi retributivi e contributivi, circostanza che per la Regione si sarebbe realizzata presso la Fondazione Cittadella nell’ultimo periodo, attraverso il congelamento degli stipendi di aprile e altre mancate o ridotte retribuzioni. Congelamento derivato dal fatto che lo scorso 8 maggio il Cda della Cittadella ha presentato la proposta concordataria. Mentre sono necessari ancora alcuni passaggi tecnico-amministrativi prima di procedere alle volturazioni, tra cui le autorizzazioni da parte di SISP, Spesal, Dipartimento di Prevenzione e Vigili del Fuoco.

Inoltre, con l’ok concordato preventivo, le procedure esecutive in merito al complesso edilizio sanitario sono state sospese. L’intera struttura era infatti stata posta all’asta giudiziaria (costituito da un terreno pertinenziale, un complesso edilizio sanitario composto da un ingresso portineria, alloggio custode, locali adibiti ad uso foresteria, depositi, cabina elettrica e quattro corpi di fabbrica, per un’estensione pari a 9900 metri quadri): prezzo base pari a 22 milioni di euro, offerta minima di 16,5 milioni di euro, con le prime offerte che andavano presentate entro lo scorso 15 aprile. Un passaggio scontato, dopo che tutto il patrimonio immobiliare della Fondazione era stato pignorato da due istituti bancari, a causa di una voragine finanziaria pari ad un debito di almeno 20 milioni di euro. Ma almeno per il momento, questo aspetto è stato di fatto sospeso.

La lunga crisi della struttura sanitaria che svolge un ruolo di prima importanza per la provincia ionica mettendo a disposizione del territorio 80 posti di Rsa e 54 posti letto in una Casa di cura oltre ad un poliambulatorio, e che dà lavoro a 150 persone, è quindi ancora lungi dall’essersi risolta. Il pagamento degli stipendi di giugno è comunque una notizia positiva, un raggio di sole dopo mesi di dense nubi minacciose. Mentre i sindacati confermano come si stia lavorando da mesi, giorno dopo giorno, per evitare l’ennesima drammatica vertenza sul lavoro e la perdita di una struttura d’assistenza sanitaria fondamentale per la nostra provincia.

(leggi tutti gli articoli sulla crisi della Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)

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