Ma come, è arrivata quarta ad un centesimo dalla medaglia di bronzo e piange di gioia? Addirittura afferma che il più bel giorno della sua vita. Benedetta Pilato, 19 anni da Taranto, campionessa mondiale di nuoto, ieri nella finale dei 100 rana alle Olimpiadi di Parigi ha dato una lezione di sportività a tutto un mondo, sportivo e non, che ormai è diventato troppo competitivo. Se non sei il migliore, se non centri almeno un obiettivo, hai fallito.

E invece no, perché questa ragazza, che ha ancora tanta strada davanti a sé, ha voluto vedere il cosiddetto bicchiere mezzo pieno, ha dato una dimostrazione di grande maturità, lei poco più che maggiorenne. ai tanti adulti pronti a criticarla. Ed ha dimostrato quello che è il vero spirito decoubertiano dello sport, ossia “ l’importante è partecipare”. Che sia un modello per i tanti giovani che non riescono a viversi serenamente un risultato non in linea con le aspettative.

Per dirla tutta la Pilato gareggia in una specialità che non è la sua (nasce specialista dei 50 rana), fa un consistente passo in avanti rispetto alle precedenti Olimpiadi di Tokyo dove fu eliminata nelle qualificazioni e soprattutto, come lei stessa ha fatto intendere, ottiene un risultato che non rimarrà negli annali ma che rappresenta un ottimo punto di partenza dopo un anno di cambiamenti (ricordiamo il trasferimento da Taranto a Torino e l’addio al suo storico allenatore D’Onghia).

Evidentemente, però, la “leggerezza”, la spontaneità, la naturalezza con la quale si mette a nudo di fronte a un microfono non piace a tutti. C’è sempre qualcuno o qualcuna che l’attende al varco. Ed ecco, quindi,  la frase “Ma ci è o ci fa? Questa intervista è surreale” pronunciata dalla commentatrice Rai, campionessa olimpica di fioretto a Londra 2012, Elisa Di Francisca nei confronti di questa felicità incompresa della Pilato, dopo un quarto posto alle Olimpiadi. Cosa doveva fare? Disperarsi perché appena un mese fa a Roma aveva ottenuto il record italiano con 1’05’’44, che se bissato a Parigi le sarebbe valsa addirittura la medaglia d’argento? Vai Benny, non ti curar di loro, cerca di restare sempre te stessa. Non sei un personaggio costruito da un’agenzia di immagine come tanti in questo mondo di finte celebrità.

 

 

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